Perché “El especialista de Barcelona” non può essere pubblicato post mortem

Pubblicato il 7 gennaio 2012 | 1 commento

Pubblichiamo un passaggio di Casanova di se stessi che potrebbe essere preso per un commento d’autore al post Un romanzo nato postumo. La citazione si riferisce al romanzo da cui è tratta, ma basta sostituire il titolo di allora (anno 2000) con quello di ora – L’especialista de Barcelona, che Aldo Busi ha annunciato di aver finito di scrivere – per rendersi conto di ciò che è avvenuto in Italia a dodici anni di distanza dall’uscita di Casanova di se stessi: l’identificazione nel bene e nel male tra Aldo Busi e il suo personaggio, lo “scrittore televisivo” Aldo Subi. Più nel male per lo Scrittore che nel bello (e per il bene) del romanzo.

“… del resto, potrei scrivere questo romanzo e tenerlo segreto, il capolavoro assoluto e inedito come colpo di scena per dopo morto. Se assoluto non lo fosse di per sé, la morte stessa del suo autore gli darebbe quella spintarella promozionale che magari per qualità gli manca… Come se in questo paese avessero mai saputo distinguere un capolavoro della letteratura dalla carta d’imballo con su qualche slogan a favore della spesa ideologica del frangente (secoli, da noi) per ingraziarsi il capoccia politico o ecclesiastico del momento!

“Fra le scartoffie dello scrittore di Pieve di Lombardia recentemente scomparso a…” …oh, come vorrei che non accadesse ancora qui, qui già ci sono nato… “è stato trovato un romanzo inedito di cui il genialoide grafomane normalmente sproloquiante su tutto – morto, ahilui, di morte naturale e non di morte violenta per mano di sicari prezzolati dal Regime degli Eterosessuali Cattolici come sperava gli fosse dovuto – non aveva fatto parola con nessuno. Intitolato Casanova di se stesso…”

Perché i titoli me li sbaglierebbero comunque anche dopo morto.

Dubito che si troverà mai una cosa così da me, un romanzo inedito. Non sono vanesio a tal punto da scrivere una cosa e conservarla per i posteri, consegnargliela come se fosse una reliquia del sacro da abbassare dall’aldilà alle pecorelle smarrite del popolo bue di qua, un messaggio di salvezza caduto da un qualche alto, tipo Nostradamus o Fatima. O Mosè.

Troppo sacerdotale, troppo saccente. Non credo alla letteratura che si fa profezia, figuriamoci alla propaganda letteraria che si fa millenaristica e ammonitrice, leggi castigatrice, per insegnare qualcosa alle anime alla deriva. Chi si crede alla deriva solo perché qualcuno l’ha convinto di esserci è perché un’anima non l’ha mai avuta, e allora che ci resti a marcire senza contare sulla mia di mano con pagina tesa e salvatrice.

[...]

Non credo a tal punto nella Missione che prendo con le pinze anche me. Ho fede non in una Luce ma in una rifrazione improvvisa del buio. Sarò apodittico, ma anche la merda lo è se a un certo punto bisogna pur che si tranci.”

(Aldo Busi, Casanova di se stessi, Mondadori 2000, pp. 131-132)

Busi in musica su “Amedit” – Un commento che merita

Pubblicato il 5 gennaio 2012 | 6 commenti

Su richiesta di Aldo Busi, e in deroga eccezionale alla sua regola di non evidenziare più alcun commento, evidenziamo quello del lettore Marco Ghizzoni al post Busi in musica su “Amedit”.

Francamente non capisco tutto questo strologare sulla scissione tra vita e romanzo e tra Busi uomo e Busi scrittore, come se avesse importanza alla luce dell’Opera che ha scritto e che esiste a prescindere dai distinguo che si vogliono fare e che non la e non lo riguardano affatto. Sono convinto che la grandezza di uno Scrittore stia tutta nella sua capacità non di rappresentare più o meno efficacemente la realtà quanto di superarla, di arrivare un po’ più in là e farlo un po’ prima, quel tanto che basta a spostare, di conseguenza, tutta la cognizione umana, che l’umanità lo voglia o no.
La Letteratura non assimila, non congiunge, non avvicina ma allontana da se stessi, ci spinge ad andarcene per guardarci dall’esterno, da molto lontano, per avere la giusta misura della nostra miseria di essere umani che, a braccetto con noi stessi, tendiamo sempre a compatire e accettare, e ci porta, infine, a liberarcene.
La trama, a questo punto, non è che una mera conseguenza dell’abito che il linguaggio di uno Scrittore cuce addosso alla realtà e non la realtà stessa.
Poi, certo, c’è sempre chi nonostante tutto proprio non riesce a fare il “periplo di se stesso” e resta intrappolato nella giungla di un linguaggio che, non essendo a sua immagine e somiglianza, non riuscirà mai a attraversare.

Marco Ghizzoni

Un romanzo nato postumo

Pubblicato il 5 gennaio 2012 | Nessun commento

Riceviamo da Aldo Busi e, grati, pubblichiamo:

Mi è diventata chiara e ineludibile la necessità di rendere pubblico il romanzo El especialista de Barcelona da poco terminato, è vano e da vanitosi pubblicarlo post mortem, in qualsiasi momento e forma lo faccia sarà sempre un romanzo postumo che appartiene al passato, non solo mio, al passato di un presente senza storia e troppe storielle duro a morire. Non so ancora chi lo pubblicherà e se qualche editore italiano lo pubblicherà, ora giace alla Mondadori che ha il diritto di prelazione sulle mie opere letterarie e, contrariamente a quanto si mormora, nessun altro editore ne ha copia, sia come sia, troverò comunque il modo di renderlo pubblico e se sarà pubblicato da un editore, lo sarà, ovviamente, nella sua semplice e assoluta integrità. Aldo Busi  

Busi in musica su “Amedit”

Pubblicato il 3 gennaio 2012 | 6 commenti

Prosegue la collaborazione tra altriabusi.it e la rivista trimestrale “Amedit”. L’ultimo numero, da poco pubblicato e consultabile anche online, contiene un ampio servizio sul mondo della canzonetta pop secondo il racconto e la descrizione che ne fa Aldo Busi nelle sue opere. E’ possibile accedere direttamente all’articolo cliccando sull’icona sottostante. Buona lettura!

Cover Amedit Dicemdre 2011

… e chi ha lo Scrittore non gli faccia perder tempo

Pubblicato il 2 gennaio 2012 | 1 commento

Le notizie volano e talvolta, fermandosi, si bruciano le ali. È il caso dell’intervista apparsa stamane su affaritaliani.it e il cui spunto iniziale è il post 24 dicembre 2011, ore 9.34 pubblicato su altriabusi.it nel quale Aldo Busi rende noto di aver ultimato un nuovo romanzo. Letto il post, un giornalista di affaritaliani.it, Antonio Prudenzano, interpella Busi per chiedergli chiarimenti e ottiene in cambio l’esclusiva di un’intervista con risposte di pugno dello Scrittore. Il testo dell’intervista è il medesimo che ripubblichiamo qui, diverso è solo il titolo con cui originariamente è apparsa: non l’attuale (Busi ad affaritaliani.it: “Un nuovo romanzo dopo 10 anni…” Con 24 personaggi e… “Non so ancora se pubblicarlo” [sic, ndr]), bensì, e pressappoco: “Busi scrive un nuovo romanzo ma non trova l’editore”. Diciamo “pressappoco” perché dopo le rimostranze di Busi a Prudenzano l’articolo non è più visionabile online con il suo titolo originario. Immutato rimane invece il malcostume giornalistico di dare risalto a parole di Busi a condizione di mescolarvi interpretazioni illecite e fuorvianti, per giunta senza neppure rendersene conto. Siamo pronti a scommettere che Prudenzano ha definito “sito amico” altriabusi.it in relazione ad Aldo Busi non immaginando affatto la sfumatura di malavita che prende la parola “amico” quando è usata così indebitamente.

 

Busi ad affaritaliani.it: “Un nuovo romanzo dopo 10 anni…” Con 24 personaggi e… “Non so ancora se pubblicarlo”

di Antonio Prudenzano

“Alla vigilia di Natale, con una mail inviata al sito “amico” www.altriabusi.it, Busi ha dato la notizia che ormai neppure i fan più accaniti si aspettavano: “Dopo dieci anni che non scrivevo più, perché per me scrivere significa scrivere un romanzo, alle ore 9.34 del 24 di dicembre del 2011 ho finito El especialista de Barcelona, un romanzo”. Davvero niente male come regalo. Abbiamo scritto ad Aldo Busi per ricevere maggiori dettagli, e lo scrittore di Montichiari ha risposto “di suo pugno” alle tre domande. Eccole qui di seguito.

Dopo 10 anni di pausa dalla scrittura letteraria, Lei ha annunciato di aver terminato un nuovo libro, “El especialista de Barcelona”, (”180 pagine riscritte e rilette e rieditate e ri-riscritte dall’inizio alla fine non meno di 30 volte”). Cosa può anticipare sulla trama?
Nulla, a parte che, contrariamente a quanto si continua a ventilare, il romanzo è scritto in lingua italiana e che il titolo stesso, pur essendo in castigliano, sembra in dialetto lombardo-veneto, la mia lingua madre, e che suona come il titolo di un comix. Comunque i personaggi, e senza tener conto di una certa foglia di un ‘platano di fronte’, sono ventiquattro. Io non sono un autore di trame, che ce ne sia una lo do per scontato, ma non scrivo secondo ricetta, io chiamo a giudizio l’intero scibile umano e la lingua italiana da Babele in poi, cioè da Babele a Babele, per meno non mi sono mai scomodato, anche se scrivo un articolo.

Quando ha cominciato a lavorarci?
Dal 1986, alla mia seconda visita all’ ‘especialista’ di Barcellona e alla sua famiglia che me l’hanno ispirato. E’ anche un omaggio ‘en passant’, oltre alla Spagna di Zapatero e alla famiglia reale spagnola, a circa venti aziende italiane e no, citate direttamente e a titolo ovviamente del tutto gratuito, per la bontà dei loro prodotti, in questo contravvenendo alla regola, soprattutto televisiva, che non si possa fare pubblicità diretta perché appare indiretta e quindi prezzolata di nascosto. Non vedo perché non debba essere grato alla Bialetti da otto o all’olio del Feudo Arancio o al Vim o alla Ryanair o alla candeggina o al cece nero, per quanto senza nome e senza territorio d’origine, o a chi mi pare. E glielo dice uno che ha rinunciato a suo tempo anche a contratti alquanto danarosi per cedere la sua faccia a un marchio.

Sul sito Altriabusi.it stamattina Lei ha scritto: “Tanto per dire a coloro che da dieci anni mi tormentano, fino all’insulto, perché non scrivo e non pubblico niente, articoletti a parte: tre persone, che conosco da un paio di decenni, hanno ‘El especialista de Barcelona’ in lettura, chi da due settimane e chi da una, e nessuno mi ha a tutt’oggi detto una parola… (…) Non credo sia perché non gli è piaciuto e stanno cercando le parole per farmelo sapere, semplicemente perché ancora non hanno trovato il tempo di leggerlo. E’ la prova che di un romanzo, nemmeno di Busi, nemmeno dopo dieci anni che Busi non scrive più, nessuno sa che farsene o ne farà qualcosa quando non avrà di meglio da fare”. Quali sono gli editori che hanno in lettura il manoscritto? Che sensazioni prova in questi giorni di “attesa”?
Non risento di alcuna attesa e non è il caso di parlare di editori. Poiché tratto tutto da me, non sono così sciocco da dar luogo a sovrapposizioni e neppure è detto che, dandolo a un editore e non a un altro, abbia operato una scelta personale di tipo ideologico o economico. Qualche mese fa, non per ‘El especialista de Barcelona’ ma per lo zibaldone ‘E baci’ tratto da tre anni di articoli, anche molto narrativi e alquanto sofisticati scritti su altriabusi.it, ritenendolo un libro di storia, ho chiamato una sfilza di numeri diversi per entrare in contatto con Laterza di Bari, non mi ha mai risposto una sola persona, e i numeri sono quelli forniti da Pagine Bianche, ebbene, dopo mezz’ora avevo già spedito un sms a un dirigente dell’Adelphi descrivendogli ‘E baci’ e lui mi ha, sì, risposto, ma solo l’indomani, quindi troppo tardi, proprio perché io non attendo niente e nessuno, gli ho a mia volta risposto via sms con ogni gentilezza possibile che la cosa era decaduta perché a slancio si risponde con slancio e continuare con una simile partenza asincronica era di segno infausto per entrambe le parti. Faccio la mia parte e per quella altrui sono alquanto fatalista, e non è neppure detto che questo romanzo lo pubblicherò. Se c’è una qualche attesa da parte mia, non vedo l’ora di tenermelo per me e lasciarlo a un suo eventuale destino dopo che non dovrò essere io a darglielo. Non è neppure questione di un editore o di un altro, una certa civiltà letteraria è morta, detto senza nostalgia, ora ce n’è un’altra, sono straconvinto che oggi ‘Seminario sulla gioventù’, a parte il fatto che nessuno sarebbe più in grado di scriverlo e non solo in Italia, di sicuro nessun editore lo pubblicherebbe. Sono nauseato dal fatto che l’Italia si faccia sfuggire ogni volta l’occasione di tributare a ogni mio libro quel milione di copie che si meriterebbe, non solo il mio libro, questo va da sé, ma l’Italia. (Le risposte sono di pugno di Aldo Busi)”

Chi ha il romanzo non aspetti tempo

Pubblicato il 2 gennaio 2012 | 7 commenti

Riceviamo da Aldo Busi e, grati, pubblichiamo:

Tanto per dire a coloro che da dieci anni mi tormentano, fino all’insulto, perché non scrivo e non pubblico niente, articoletti a parte: tre persone, che conosco da un paio di decenni, hanno El especialista de Barcelona in lettura, chi da due settimane e chi da una, e nessuno mi ha a tutt’oggi detto una parola. Non sto parlando di un romanzo di mille pagine e nemmeno di cinquecento, al massimo sarà di 180 pubblicate (180 riscritte e rilette e rieditate e ri-riscritte dall’inizio alla fine non meno di 30 volte: è costruito in modo da essere a fogliazione “doppia”, tanto che lo slogan di lancio potrebbe essere “Prima leggilo e poi leggilo”). Non credo sia perché non gli è piaciuto e stanno cercando le parole per farmelo sapere, semplicemente perché ancora non hanno trovato il tempo di leggerlo. E’ la prova che di un romanzo, nemmeno di Busi, nemmeno dopo dieci anni che Busi non scrive più, nessuno sa che farsene o ne farà qualcosa quando non avrà di meglio da fare. Là, in fondo a quella lista di cose prioritarie a esso, giace più di una spiegazione di ciò che siamo stati e non saremo più, non noi, e anche il perché, se decidessi di non pubblicarlo in vita, l’avrei indovinata in pieno. A.B. 

La redazione informa

Pubblicato il 28 dicembre 2011 | Nessun commento

Informiamo che, contrariamente a quanto annunciato dalla libreria Feltrinelli di Bologna nel calendario degli eventi in città, Aldo Busi il 27 gennaio non sarà presente alla serata ivi menzionata. La redazione

24 dicembre 2011, ore 9.34

Pubblicato il 24 dicembre 2011 | 14 commenti

Tra fine anno e inizio nuovo arriva la notizia che nessun lettore si aspettava, quella che ingolosisce di più. Ad annunciarla è lo Scrittore in persona, specialista in sorprese, con la mail che pubblichiamo qui di seguito. E’ proprio il caso di dire che migliori auguri non potevamo sperare di ricevere, e di fare.

Dopo dieci anni che non scrivevo più, perché per me scrivere significa scrivere un romanzo, alle ore 9.34 del 24 di dicembre del 2011 ho finito El especialista de Barcelona, un romanzo. Aldo Busi

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