Aldo Busi invita a votare a favore del referendum contro gli stipendi d’oro ai parlamentari
Pubblicato il 13 luglio 2012
Aldo Busi ci segnala il boicotaggio da parte della stampa italiana di un’iniziativa promossa dal partito Unione Popolare. Si tratta della raccolta di sottoscrizioni per un referendum abrogativo il cui scopo è di modificare la legge 1261 del 1965, che fissa l’indennità spettante ai membri del Parlamento. Se il referendum fosse approvato, a saltare non sarebbero gli stipendi di deputati e senatori, ma la diaria, corrispondente all’articolo 2 della legge. In pratica, verrebbero tagliati 3.5oo euro mensili che ogni parlamentare riceve per il soggiorno a Roma. Si calcola che lo Stato potrebbe risparmiare circa 50 milioni di euro all’anno. Perché il referendum venga indetto, devono essere raccolte 500mila firme entro il 26 luglio. I moduli per la raccolta delle firme sono reperibili in tutti gli ottomila comuni italiani. Si può firmare ovunque, basta chiedere del referendum dell’Unione Popolare. Le firme potranno essere consegnate in Cassazione solo a gennaio (nell’anno solare che precede le elezioni politiche è vietato presentare un referendum). Entro l’autunno del 2013, la Suprema Corte verificherà l’entità e la legittimità delle sottoscrizioni, che devono essere almeno mezzo milione. Intorno a gennaio 2014, la Corte Costituzionale valuterà i quesiti. Il tempo di convocare la consultazione popolare, e nella primavera del 2014 gli italiani potranno andare a votare.
Consapevole di dipendere dallo Stato per il finanziamento delle sue testate, la stampa italiana non ha concesso alcuno spazio all’iniziativa dell’Unione Popolare e ha fatto il possibile affinché i cittadini non ne fossero informati. Aldo Busi, tramite altriabusi.it., invita tutti gli italiani a mobilitarsi a favore del referendum.
La Redazione
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Grazie.
Ma ancora questa nazione dipende da una stampa bolsa e di regime che si permette di fare il bello e il cattivo tempo a capriccio? E poi dicono che Busi non è una coscienza civile!
Come abbiamo scritto qualche tempo fa: approvo e sottoscrivo.
Grazie.
Grazie davvero per questa informazione che, se non leggessi altriabusi.it ogni giorno, con ogni probabilità mi sarebbe sfuggita. Il minimo che posso fare, oltre andare a firmare, è divulgare il più possibile questa preziosissima informazione, con ogni mezzo. Grazie ancora.
Grazie.
L’esistenza di questo referendum mi era del tutto sconosciuta.
La curiosità adesso è di andare a scoprire se nel mio Comunue di appartenenza ne sono a conoscenza.
Condivido come posso questo avviso inviandolo ad amici e conoscenti, chiedendo di pubblicarlo all’interno dei social network ai quali sono iscritti.
Un grato saluto!,
Antonio Coda
Lo farò e diffonderò.
Finalmente qualcuno che mi ha spiegato per bene questa storia del referendum.
Ad occhio e croce quindi fino al 2014 altri 100 milioni di rimborso saranno tolte dalle tasche degl’italiani.
Tutto ciò è avvilente.
Questo referendum non si potrà fare per legge (forse nel 2014) solo che ai promotori che presenteranno le firme gli verrà riconosciuto il rimborso…. allora il referendum non si fa ma questi i soldi(nostri) li incassano lo stesso
A parte che questa cosa in se produce una cancellazzione ripristinabile il giorno dopo…. allora? allora sarà meglio che stiamo svegli perchè di approfittatori in giro ce ne sono troppi b. docet
Dopo aver letto l’articolo del sign. Busi, mi sono domandato come mai non fossi al corrente di una notizia simile.Facendo una ricerca in internet è saltato fuori che tale referendum è una bufala.Vi riporto il link dell’articolo che spiega, passo passo come mai non può esserci alcun referendum :
http://www.movimentotorino.it/2012/07/i-referendum-anticasta-sono-una-bufala.html