“Silvio-Veronica, storia di corna” – e la Lario querela l’ ‘intellettuale’ Busi

Pubblicato il 18 gennaio 2012

Si fa presto a parlare di “eco della stampa” quando non si dice a quale voce del padrone la stampa fa eco. Due giornali di Monza hanno dato la notizia del contenzioso Lario/Busi identificandosi in modo evidente con la Lario e la sua suscettibilità di moglie tradita. L’identificazione è senza riserve, perché mentre la Lario è gratificata di un appellativo corretto (”ex first lady”), la qualifica di Busi non solo è errata (”intellettuale originario della provincia di Brescia”, niente di meno), ma non include nemmeno uno solo dei titoli legittimi che si dovrebbero attribuire allo Scrittore: quelli dei suoi libri. Si noti che entrambi gli articoli danno irresponsabilmente per scontato che l’espressione (mai pronunciata da Busi) “storia di corna” costituisca una ragione sufficiente perché una signora, famosa solo in quanto divorziata da un marito famigerato, intenti causa a uno Scrittore tanto “noto” nel suo Paese da essere definito “intellettuale”, e per giunta “bresciano”. Per approfondimenti, leggere il romanzo Casanova di se stessi.

Articolo comparso su: “Il Cittadino“:

Monza – Veronica Lario contro Aldo Busi, al tribunale di Monza. Il noto scrittore ed intellettuale, era martedì a palazzo di giustizia per assistere al processo che lo vede imputato per diffamazione. Al termine dell’udienza preliminare, celebrata dal gup Licinia Petrella, Busi, 63 anni, è stato rinviato a giudizio il prossimo sette marzo davanti al giudice monocratico del tribunale di piazza Garibaldi. A querelare l’intellettuale originario della provincia di Brescia, è stata dunque l’ex ‘first lady’ Veronica Lario (al secolo Miriam Raffaella Bartolini), 55 anni, ex moglie di Silvio Berlusconi.

Oggetto del contendere, una dichiarazione che Busi ha reso nel corso del programma Otto e mezzo, condotto da Lilli Gurber su La7, nella puntata del primo ottobre 2010. Chiamato dalla conduttrice a dare un parere su Veronica Lario, all’epoca al centro dell’attenzione dei mass media per la disputa sorta con Berlusconi relativamente alla loro separazione, Busi si sarebbe espresso in termini che la Lario ha ritenuto offensivi della sua reputazione, parlando apertamente di “storia di corna”.

Competente a giudicare sulla querelle, è stato dichiarato il tribunale monzese, avvalendosi del criterio del domicilio della persona offesa, in questo caso quello di Macherio riferibile a Veronica Lario. Il legale di Busi, l’avvocato Marco Pipino, di Carate Brianza, contesta le accuse mosse al suo assistito, sostenendo che si tratta di esternazioni che rientrano nell’ambito del diritto di critica.

F. Ber.

***

Articolo comparso su: “Monza Today”:

Aldo Busi imputato a Monza per diffamazione contro Veronica Lario

Aldo Busi, il noto scrittore, è comparso al tribunale di Monza perché imputato in un processo per diffamazione intentato da Veronica Lario, l’ex moglie di Silvio Berlusconi.

Busi è stato rinviato a giudizio il 7 marzo 2012. La querela è partita dalla Lario dopo una comparsa di Busi al programma “Otto e mezzo” su La7. Nella puntata del 1 ottobre 2010, Busi avrebbe commentato (su richiesta della conduttrice Lilli Gruber) la vicenda della separazione Berlusconi-Lario parlando di “storia di corna”.

Il processo si celebra a Monza perché Veronica Lario (vero nome: Miriam Raffaella Bartolini) risiede a Macherio, nel territorio di competenza del tribunale di Monza. Aldo Busi, difeso dall’avvocato Marco Pipino, contesta l’accusa e si appella al diritto di critica.


2 responses to “Silvio-Veronica, storia di corna” – e la Lario querela l’ ‘intellettuale’ Busi

  • Marco Ghizzoni scrive:

    Eppure sono convinto che sia ancora peggio di come sembra. Questi giornalisti non saranno neanche prezzolati dal padrone di turno, o da chi per lui, ma agiranno per eccesso di zelo da leccaculismo meneghino di provincia, loro sì, e pure recente, al quale non sanno dare un titolo diverso dal giro di parole intorno al loro ombelico che è, con ogni probabilità, l’unico giro di giostra concessogli.

  • Marco Manconi scrive:

    Certo che la dinamica di questa causa presenta diversi punti di vista attraverso cui discuterne. Quello sociologico, per esempio, nel senso che in sociologia è da mezzo secolo che vengono contemplate quelle società corrotte ma che di facciata mantengono una certa maschera, finchè non accade il fattaccio che costringe a far rotolare qualche testa molto velocemente, per poi continuare a fare come sempre e come niente fosse. Il caso della nave naufragata della Costa ne è un altro esempio. Insomma, quando qualcuno viene smascherato, quando un fattaccio viene a galla allora bisogna intervenire per salvare almeno la facciata, ma nel caso della Lario, cosa mai dovrà salvare, l’ex first lady, visto che la sua storia e quella del suo ex marito è di dominio pubblico da anni e anni e in lungo e in largo? Possibile che anche a questi livelli si pensi che la facciata abbia ormai un qualche senso? Sempre che, chiaro, non siano quelli smascherati i primi a insistere nel voler credere alla propria maschera, è possibile, nella speranza che sia persino autenticata da un qualche giudice.

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