Amici infiltrati a mezzo stampa
Pubblicato il 08 gennaio 2012
Riceviamo da Aldo Busi e, grati, pubblichiamo:
Sul “Tirreno” è apparsa la notizia della morte a Lucca di Ugo Frezza, di 75 anni, avvocato, molto amante della letteratura “che ha stretto amicizia” tra gli altri “con Aldo Busi”: non vorrei sembrare irrispettoso in un momento così e non me ne vogliano i famigliari, ma io non ho la più pallida idea, nemmeno dalla foto pubblicata, di chi fosse Ugo Frezza. La storia si ripete: avevo un amico e non lo sapevo io, ma un giornalista. Quando muoio, voglio proprio vedere i nomi che tireranno fuori per sottolineare che anch’io avevo stretto amicizia: prego in anticipo gli interessati di smentire sentitamente. A.B.
3 responses to Amici infiltrati a mezzo stampa
Non ho mai riso tanto quanto questo pomeriggio! Grazie!
Risata condivisa! …e anche una riflessione. Sono registrato sul social network o come accidenti si dice facebook, amici a iosa, c’è gente che ne colleziona a migliaia ma io raggiunto quota cento ho chiuso i contatti, e per la noia mortale che mi ha preso nello starci appresso e perché già non so bene chi e quanti amici reali ho oggi e ho avuto nella mia vita, complessivamente contabili in ogni caso e al massimo sulle dita di due mani, e costati una tale fatica, nel bene e nel male, che a usare lo stesso termine per centinaia di persone mai viste in vita mia mi pare un insulto a loro e a me stesso e cosa totalmente superficiale e isterica. Persino il giornalaio sottocasa, che mi sta pure sulle palle, mi è più amico e vicino di chiunque mi contatti sui social network, quantomeno è reale, come dovrebbero esserlo le parole che, invece, si usano sempre più a cazzo così da far perdere loro ogni senso.
Quello che mi lascia perplesso non è tanto l’amicizia millantata, che lascia il tempo che trova, quanto il fatto che questa emerga ora che tale Frezza è morto mentre, quand’era in vita, di questa notizia, e relativa amicizia, non vi era traccia. Stabilito che non è vero, almeno avrebbero dimostrato una bella dose di coraggio sia verso Busi sia verso gli italiani a ammettere un così stretto rapporto con lo Scrittore con tutte le insinuazioni che tale affermazione si sarebbe portata dietro e invece, morto il diretto interessato, la bugia scivola via liscia come una goccia d’olio caduta per sbaglio.