Nel segno del bene

Pubblicato il 29 novembre 2011

Pubblichiamo, con in calce la consueta traduzione dal dialetto monteclarense, il nuovo video di “Alangia” nel quale Busi parla in cinque lingue di genialità, e la canta pure. Purtroppo non è stato registrato l’inizio in cui Busi ai geni assoluti del Bene assoluto, alcuni sommi artisti dello spettacolo che fanno testo a sé e non sembrano troppo condizionati dalla macchina che li produce, opponeva i mediocri geni del male, i politici che fanno massa di sistema, spalleggiandosi l’un l’altro e che sono di fatto intescambiabili e non lasciano alcuna “memoria d’amore”, nemmeno civile. Busi si chiedeva perché non esistano geni del Bene, cioè geni tout-court, in politica e però proseguiva con parole di ringraziamento per De Gasperi, Piero Calamandrei, Luigi Einaudi, e per tutti i Costituzionalisti (1947-1948).

Aldo Busi

(…) a parte i Costituzionalisti, io non ne vedo neanche uno! Mentre dietro a un genio del bene non c’è dietro nessuno, c’è solo lui. L’unicità, l’individualità del genio esiste solo perché ha fatto qualcosa nel segno del bene. Allora, io oggi pensavo di scrivere un ringraziamento proprio “ufficiale” a Bice Valori, a Franca Valeri, a Lou Reed, a Michael Jackson a Elvis Presley, Marlene Dietrich e Nina Simone. Perché sono andato a sentire, e poi ce l’ho qui, Lili Marlene, cantata sia in tedesco che in inglese… Vediamo se la trovo… No, non la trovo… E dopo ho sentito Ne me quitte pas cantata dalla Nina Simone… Eh, la Bice Valori! La Bice Valori quando fa la telefonista della Rai… Io sono rimasto incantato: un gigante! Forse superiore anche alla Franca Valeri. Perché la Bice Valori intanto ha dei testi molto, molto articolati, molto complessi e molto lunghi. E non sbaglia mai un controtempo comico, non ha mai una pausa, quindi deve memorizzare! La Franca Valeri può improvvisare, la Bice Valori no!


3 responses to Nel segno del bene

  • Marco Manconi scrive:

    Bella voce, quella di Aldo Busi, ma quant’era divina quella di Mina. Sono subito andato a riascoltare e anche rivedere la sua canzone “Ancora”, ed è vero, è straordinaria, fuori classifica, e a quale uomo non si scioglierebbero le gambe e il cuore di fronte a una donna così? Mi è venuto subito in mente, poi, quando Mina cantando quella canzone gioca con i capelli e con lo sguardo, il dipinto di Domenico Morelli “Le tentazioni di Sant’Antonio”, perché quella donna che sbuca da sotto la stuoia è lei, è Mina. E quella canzone e quel quadro fotografano proprio l’abisso tra l’uomo e la donna, lei che vive il presente, il momento, lui che pare terrorizzato da quel momento, da quella donna che rappresenta tutto, il vero mistero, la vera vita e la vera morte, e si rinchiude fissando lo sguardo, tormentato, verso il cielo.

  • Marco Ghizzoni scrive:

    Credo vi sia una similitudine tra Aldo Busi e Michael Jackson, al di là del talento assoluto, del genio appunto, e è la totale e radicale mancanza di vittimismo, di pietismo nonostante il dolore e le botte subite; entrambi hanno impedito a quel dolore di diventare dolorismo, non lo hanno lasciato macerare nella compassione di sé, ma lo hanno messo da parte, lo hanno celato per far spazio all’arte che non lascia scampo, nemmeno alla vita.
    Busi e Jackson hanno fatto della disciplina e della simmetria la forma perfetta di quell’arte che non fa leva su alcun sentimentalismo, né proprio né altrui, che dimentica il proprio passato per occuparsi del presente degli altri, che non serba rancore perché ha la sua vendetta nella sua realizzazione.
    Ma una cosa su tutte li accomuna, una cosa che ha dell’incredibile: nonostante tutto, ce l’hanno fatta a non diventare cattivi.

  • Antonio Coda scrive:

    Chi fosse Bice Valori io non lo sapevo, come non sapevo chi fossero Henry Moore, Marina Abramovic, Nina Simone. Leggere Aldo Busi equivale a vedere crescere il proprio mondo, a far diminuire il cono d’ombra che lo rende striminzito, e tutto avviene con la naturalezza di una sbocciatura, senza la violenza nozionistica o la arroganza colonialista di chi trasforma un incontro in un possesso, una scoperta in una creazione sua.

    La schietta gratitudine manifestata dallo Scrittore ad artisti di così apparentemente lontana provenienza (immaginarseli, Franca Valeri a tu per tu con Lou Reed, Jackson e Presley invitati a cena da Bice Valori) ieri sera mi ha messo proprio di buon umore; ho dedicato un paio d’ore ai filmati su you-tube: il mio apice è stato nella voce di Nina Simone che canta Feeling Good.

    Da parte mia, credo che geni del bene anche nella politica ci siano stati e ci siano – Aung San Suu Kyi in Birmania, la prima che mi balza alla mente tra le viventi – solo che il bene, in politica, è per forza di cose molto più ambiguo, deturpato, contaminato dal suo avere a che fare con gli interessi e le umanità più bieche e capaci di qualsiasi forma di perversione. La politica purtroppo deve rinunciare alla categoria del bene assoluto per puntare al massimo al minor male probabile.

    L’atto artistico, nel suo essere inizialmente immateriale, più ingenuamente sottovalutato, genera il suo potere performativo in maniera più profonda e invisibile e, alla sua massima espressione, è rivoluzionario tanto quanto silenzioso.

    La considerazione finale di Aldo Busi – per evitare fraintendimenti sentimentalistici non lo dico il sorriso di appagamento che mi ha regalato -, quando si riferisce al sentirsi amati in maniera totalmente gratuita dal genio altrui che si esprime per arrivare al più lontano e sconosciuto degli individui, racchiude in pieno quel che provo io e credo provino i suoi lettori quando leggono i libri che ha scritto.

    Un grato saluto!,
    Antonio Coda

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