E vai con Monti! – Un commento d’autore e un altro che merita
Pubblicato il 14 novembre 2011
Pubblichiamo il commento che Aldo Busi ha indirizzato a Lorenzo Mortara in merito al suo commento al post E vai con Monti! Segue, perché pertinente al medesimo post e inoltre segnalatoci dallo Scrittore, il commento del lettore Antonio Coda, anch’esso indirizzato al Mortara.
Mortara! Ho molto apprezzato per il divertimento procuratomi il Suo commento pieno di storia patria e di distinguo che, a differenza dello stato del Paese, se la prendono un gran comoda: se Lei pensa che ci sarà mai il tempo e la maturazione civile e politica perché alla guida del Governo si chiami Aldo Busi e non un qualsiasi Monti, cominci subito a darsi da fare Lei, che non è un rincitrullito privo di risorse e di ingegno come me, non c’è un attimo da perdere. Ma, a meno che Lei non pensi fideisticamente di stare sulla Luna, dubito che lo farà in tempi umani: con i Suoi proclami di rivoluzione senza fare i conti della serva reazionaria che da sempre finanzia i comunisti italiani di potere, mi ricorda troppo l’occulto berlusconino clericale duro e puro alla Bertinotti. Lei ha gli ideali che si merita, io quelli che mi sono guadagnato senza chiedere mai niente e, anzi, respingendo i favori che mi si voleva forzare ad accettare. Sventolare oggi una bandiera rossa è demagogico quanto esporre la Sacra Sindone.
Cordialità, Aldo Busi
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Rivoluzione operaia… Ma gli operai lo sanno? Venti o trenta anni fa avrebbero ancora fatto tremare un po’ la terra al loro mettersi in marcia, ma – a quel che ne ho letto ultimamente – Torino, per dire di una città coi suoi blasoni, conta più musicisti, da festival, da accompagnamento o magari aspiranti, che operai, in mobilità o peggio. Ieri in Russia, oggi da una nuova vecchia Cina o dall’India, senza tener conto del Nordafrica, sia come sia: la rivoluzione non verrà di certo dall’Europa, e non perché gliene manchi la necessità: gliene manca la rabbia e la fame critica, e purtroppo non riesco proprio a dolermi se non del fatto che come specie siamo ancora troppo stupidi per riuscire a imparare dai nostri errori prima di farne di altri e di ben peggiori.
Monti non è l’antropoformizzazione del Capitale col Trolley: è una pecetta su uno squarcio suppurante. Certo, non ha niente a che vedere con la Sinistra, con le istanze delle classi più deboli, con il miglioramento dei diritti, con una idea di società e civiltà alternativi, ma aspettiamo dai tempi dell’Unità, aspetteremo un altro semestre o qualcosa in più, se almeno Monti servirà a evitare quello che Berlusconi aveva non scatenato ma lasciato succedere: un assalto speculativo all’Italia. E nelle riflessioni di chi vede speranze di rinascita solo a partire da un deserto accertato, io ci scorgo la solita ideologia aumana del fine che giustifica i mezzi, ovvero della solita violenza criminale a fin di bene: il bene di chi la fa, mai di chi la subisce.
Lascio correre le sue valutazioni sull’artista che o è marxista o non è, che fanno correre brividi dalla nuca al fondoschiena e ritorno. Saper distinguere tra responsabilità civica singola e totale indipendenza intellettuale ed espressiva di chiunque sarebbe il minimo per poter essere considerati esseri umani, altro che alternativa alla guida politica del Paese.
Tra tutte l’occasioni, cogliere quella della denigrazione per scrivere di Aldo Busi, a suo “giudizio l’unico vero e proprio grande scrittore italiano vivente”, ha qualcosa di estraniante, non trova? Eppure non è quando ci consola ma quando ci costringe a detestarci, detestandolo per questo, che uno scrittore si manifesta, in barba a tutti i manifesti quasi-questo o quasi-quello del mondo, barbosissimi e non è mica detto che debbano esserlo per forza.
Un saluto!,
Antonio Coda
1 Response to E vai con Monti! – Un commento d’autore e un altro che merita
Al link le mie riflessioni sullo stimolante commento dello Scrittore. Dopodiché lo lascerò giustamente in pace.
Ad Antonio Coda risponderò a breve sul blog stesso, perché ha scritto molto bene ma ha detto male lo stesso!
http://bentornatabandierarossa.blogspot.com/2011/11/la-risposta-di-uno-scrittore-e-le.html