E vai con Monti!
Pubblicato il 11 novembre 2011
Riceviamo da Aldo Busi e, con gratitudine speciale, pubblichiamo:
In sintesi, a) non c’è tempo, b) non c’è scelta, c) non c’è tempo per fare altra e migliore scelta, d) come è vero che non esiste una sinistra una volta al potere, non esiste un governo tecnico se non in teoria prima che la pratica lo faccia politico tout court, il che sarebbe stato tragico se si fosse designato a Primo Ministro Angelino Alfano, per esempio, che, come Eva è ritenuta poco più che una infiorescenza carnale da una costola di Adamo, è ritenuto dal popolo degli elettori, anche di destra, poco meno che un osteofita nato da un pallino artritico di Berlusconi, e allora sì che sarebbero spuntati i forconi giacobini nelle strade e nelle piazze, e) il senatore a vita Mario Monti, sempre che accetti di rivestire la carica di Primo Ministro, è lui a fare un favore al Paese, non il Potere a lui: egli è una bravissima e degnissima persona, e il fatto che un’intelligenza come la sua, appetibile a destra e a sinistra, sia rimasta sino ad oggi senza il riconoscimento “partitico” di una poltrona da ministro, che non si nega a nessuno, depone a suo ulteriore, per quanto innecessario, favore: penso che lui, come me, non sia stato in Parlamento o in un Governo semplicemente perché non gli è mai andato di vendersi, il che significa che ha una forza contrattuale vergine e immane, ha una credibilità incalcolabile, e la metterà al servizio del Paese per il piacere del senso del dovere e basta, non credo che ceda a un amor proprio di lunga e frustrata cova o a una lusinga tardiva alla sua età; egli gode stima e considerazione laddove urge ripristinarle, all’estero e sui mercati esteri, in primis quelli europei, e questo dovrebbe bastare e zittire tutti i bastiancontrari e gli azzeccagarbugli linci nel vedere la pagliuca nell’occhio altrui e talpe nel vedere la trave nel proprio; il senatore a vita Monti è europeista di lungo corso e poter contare su una personalità politica di spirito non tribale e non padano-trasteverin-terronico significa per lo Stivale calzare gli stivali delle sette leghe, f) impensabile andare alle elezioni “ora”, senza rifare da cima a fondo la maialissima legge elettorale vigente; siamo realisti: una legge simile - che confligge, malgrado la sua priorità, con l’urgenza di cassare, di debellare ogni legge ad personam voluta da questa maggioranza si fa per dire uscente – abbisogna minimo di sei mesi per essere definita, definitiva e approvata da entrambe le Camere, ma è legittimo dubitare che prima di dieci mesi non vedrà la luce; che andiamo a fare a votare se la legge resta quella che è?, g) Di Pietro si dia una calmata circa il suo no a Monti e riveda la lista delle sue priorità in collazione con le priorità del Paese: a chiunque piacerebbe che si andasse a votare a gennaio, così tutti i parlamentari non rieletti perderebbero ogni diritto pensionistico e di iniquo privilegio, ma il male minore è rischiare di pagarli, sì, immeritatamente, ma a patto che poi se ne vadano fuori dai coglioni per sempre, ma così non si può, votare con questa legge significherebbe ritrovarseli lì per un’altra legislatura, inutili, nocivi, vani e vanagloriosi, dei cretinetti che ti tirano fuori la lingua perché te l’hanno fatta di nuovo: NOOO; si ricordi Di Pietro che lui il sì immediato e incondizionato al senatore Monti ce lo deve, per lavare almeno di un centesimo la colpa e l’onta di aver intruppato nell’Idv l’unico parlamentare che sempre si affiancherà alla nostra memoria di lui da Tangentopoli in poi: Scilipoti, figlio a parte; Di Pietro, con questa improvvida uscita, sta rischiando di sotterrare il futuro del suo stesso partito, e sarebbe un peccato, perché se è vero che non c’è futuro elettorale né per i Radicali, bruciatisi nel loro inconsulto happening alla Caporetto con la bella sorpresa di aver portato a 320 i votanti l’ultima fiducia (Rosy Bindi, “Gli stronzi sono stronzi, e galleggiano pure quando l’acqua è alta”), né per la Lega Nord, superflua da sempre, un po’ di Idv in Parlamento male non fa e non farà, h) se gli elettori della maggioranza si fa per dire uscente furono dodici milioni tre secoli fa, che cosa costa alla suddetta maggioranza ammettere che oggi meno di un quarto sta ancora dalla sua parte e che tre quarti le tirerebbero il collo al dettaglio? e tuttavia, il nominando Monti non è tenuto a fare la rivoluzione, anzi, è lì per frenare questi rigurgiti da guerra civile che fumigano in strati sempre più consistenti della società, ed è giusto e comprensibile che tenga conto tecnicamente, proprio per il principio di democrazia elettorale per quanto obsoleta rispetto alla realtà presente di gradimento volto in nausea, che le sue delibere saranno libere solo al 50% del suo operato e che per il restante 50% non dimentichi mai da quale maggioranza è stato, infine, portato dove mi auguro potrebbe trovarsi dalla settimana prossima - non se lo dimentichi ma senza strafare, se gli riesce, grazie.
E buon lavoro, Primo Ministro Monti: per dimostrarLe la mia ottima volontà nei Suoi confronti, Le concedo il privilegio di essere Lei a farmi senatore a vita. Tutto quello che posso garantirLe è che non mi farò pregare.
Aldo Busi
5 responses to E vai con Monti!
Difficile fare un pronostico; quel che conta è che si metta in qualche modo fine a un Governo che più antieuropeista e pasticcione e nullafacente, nel vero senso della parola, non si può. Peggio di così non si può andare e solo il nome di Mario Monti ha dato fiducia, e quindi un po’ di respiro, ai mercati rosicandoci un centinaio di punti di spread che fanno ben sperare se non a noi almeno agli altri Paesi europei che, volenti o nolenti, ci fanno fretta perché di tempo proprio non ce n’è più.
E il Governo uscente che fa? Tergiversa e si oppone per ragioni, tanto per cambiare, personali e di minacciate lotte intestine cercando in ogni modo di imporre un suo candidato e fregandosene alla grande della situazione di totale emergenza in cui ci ha cacciati, come se la priorità fosse quella di riprodursi per talea recidendone una dalla pianta madre per attecchire il prima possibile.
Ora, va bene tutto, va bene che in qualsiasi paese civile ci si dimette punto e basta e non lo si fa in differita come qui da noi, va bene che i leghisti accusano Monti di essere un massone quando sono alleati da un decennio con un piduista di lunga data, va bene invocare le elezioni quando verrebbero inficiate da subito da questa legge elettorale vergognosa che bloccherebbe il Paese per settimane inutilmente, ma porca di una puttana, è mai possibile che a questo manipolo di falliti già con un piede nella fossa- d’oro, s’intende- sia ancora consentito di aprir bocca per sparare un sacco di cazzate e interdire il lavoro di Napolitano bloccando il Paese nella sorte più nera?
Ma che si levassero dai coglioni senza fare i capricci, che magari Babbo Natale porta qualche regalo anche a loro!
Al link trovate un commento troppo lungo per essere postato qua.
Lo metto anche sul gruppo di fb.
http://bentornatabandierarossa.blogspot.com/2011/11/commentando-il-monti-locale-e-laldo.html
In effetti sono piuttosto perplesso anch’io riguardo Monti e l’appoggio datogli da Aldo Busi, e già qualche mese fa chiesi su queste pagine cose ne pensasse, lo Scrittore, dell’opinione del giornalista Paolo Barnard riguardo al grande capitale e alla politica italiana.
Ecco qui un link dove Barnard esprime la sua posizione:
http://www.youtube.com/watch?v=hEdr_gZSNGQ
Non posso credere che Lei, Signor Busi, non sia informato bene su chi sia realmente il “senatore a vita” Monti. International advisor della Goldman Sachs (quella che creò i derivati, per intenderci) e membro della Trilateral Commission (società segreta fondata da David Rockefeller). Mi meraviglio che non abbia letto “Shock Economy” di Naomi Klein, che in ogni caso le consiglio. Approfondendo scoprirebbe che le crisi politico-economiche non piovono dal cielo ma sono provocate volutamente (vedi Pinochet, Mubarak, Ben Alì,Gheddafi etc. etc.) dal capitalismo mondiale allo scopo di adeguare tout court un paese agli interessi econimico-finanziari dei potenti del mondo. Non v’è alcun interesse per la coesione e giustizia sociale. Chi ha provocato la crisi, ora ci propone la ricetta per uscirne. Nel nostro caso e in quello greco è andata anche meglio, per loro. Una politica inesistente ha lasciato libero il campo ad un golpe indolore e pseudo-democratico.
Per riconoscere che qui-e-subito alternative di pronto uso alla nomina di Monti non ce ne sono, per venir fuori dal mare di debiti che sale alla gola, non occorre essere delle Cassandre epocali: una Mirandolina spiccia lo sa che il piatto in tavola non si prepara con quel che fantastica l’acquolina o con quel che abbisogna lo stomaco, ma con quel che c’è nella madia.
Aldo Busi è coerente al pragmatismo disincantato dei suoi manuali sull’umanità bella-addormentata da destare a morsi: sempre meglio un uovo adesso, specie se ti riempie lo stomaco e ti evita la morte di fame, che la gallina dalle uova d’oro del domani-che-verrà.
In Italia il tasso di democrazia diretta diminuisce vertiginosamente:i cittadini hanno votato dei candidati prescelti dai capo partito; questi eletti-non-scelti hanno eletto il presidente della Repubblica, il quale a sua volta ha nominato il tecnico Monti: è come aver ordinato sogliola e vedersi servire al vassoio una fetta di pescecane in agrodolce.
Frase ascoltata oggi: – Fatti alla mano, mi sa che gli italiani meno votano meglio è: per loro.
Continuiamo a ragionare come gli eterni figli di un dio che ci vuole minorati per sentirsi più paterno e conduttore e indispensabile lui.
Un saluto!
Antonio Coda