Il magnaccia avrà sempre più dignità del puttaniere

Pubblicato il 09 novembre 2011

Riceviamo da Aldo Busi e, grati, pubblichiamo:

Anch’io non credo che Berlusconi uscirà di scena tanto presto. Preferisce fare danni a destra e a manca fino all’ultimo respiro istituzionale. Gli hanno tolto di mano il suo giocattolone preferito, l’Italia, e la sua vendetta, tanto furiosa quanto più spaziata, sarà quella del bambino che, scopertosi non adorato come esigeva, preferisce distruggere il balocco fino a renderlo inservibile anziché restituirlo con qualche residua possibilità di essere restaurato, sicché resterà il problema di toglierglielo dalle mani e di chi ne è capace, i mercati esteri da soli non basteranno, altrimenti sarebbero già bastati e avanzati. Già il suo linguaggio, è stato osservato con grande acume nella posta di ieri su Dagospia, tradisce la concezione privatistica, malata e mafiosa del potere avuto per voto democratico e poi pervertito dalle leggi ad personam a doppi e dopati fini personalistici in cui era compiacente manovrato manovratore: “traditori” - affibbiato a quei parlamentari che, da miracolati per vocazione a saggi con piedi e ali per terra all’ultimo momento, si sono ritirati dalla maggioranza a cui devono tutto - ricorda cosche, faide, clan, affiliazioni, picciotti e capibastone, patti segreti, sequestri di persona, ricompense fuori merito e fuori mansione di facciata. Ricorda, infine, un senso dell’onore dis-onorevole per eccellenza, tutto meno che una gestione civile e solo delegata del potere che in una democrazia è sempre transitorio e funzionale agli interessi del Paese e del popolo, non ai propri e a quelli dei propri lacché.

Poiché la vera pressione dissuadente che ha per ora almeno destabilizzato Berlusconi è venuta da fuori, non da dentro, poiché questo mezzo sospiro di sollievo è merito dell’Europa e degli Stati Uniti, non dell’opposizione e nemmeno degli industriali e dei lavoratori e degli intellettuali e dei media italiani e della Chiesa romana e apostolica (che, da Hitler a Pinochet a Berlusconi, è collaborazionista per sua natura totalitaristica), ancora una volta non è successo niente di rilevante nella coscienza del mancato coraggio civile degli italiani, già pronti per seppellirsi sotto la loro vigliaccheria in agguato, perché con dei concittadini così, se non è zuppa, è pan bagnato, che poi è l’unica stabilità storicizzata su cui poter contare, un po’ di sacrosanti forconi come in Inghilterra, in Francia, in Russia, mai.

Sia chiaro: la mia umana simpatia va più a Berlusconi che a chi l’ha sostenuto, perché lui non aveva scelta che essere se stesso, dichiarativamente e senza mai infingimenti, così sé, così bidimensionale e senza profondità e altra prospettiva che quella della propria piatta fisiologia che io ho spesso pensato che sarebbe lui il primo a non notare alcuna differenza con il giorno prima se il giorno dopo si svegliasse morto, si sveglierebbe morto e inizierebbe la sua giornata come al solito. Quanti lo hanno sostenuto no, una scelta restava loro fuori dalla geneticità coattiva che contraddistingue Berlusconi e lo muove e lo predestinava a essere sé e nessun altro che lo volesse o no – e lui lo voleva. Se gli eterni Bambini e le Bambine di Silvio Gesù avessero osato prendersela questa scelta, Berlusconi non avrebbe fatto scialo dell’Italia per ben due decenni e del prossimo a venire solo a causa del tasso d’interesse ormai greco toccato dai buoni del tesoro italiano, e non mi sto riferendo ai soli politici della maggioranza e della minorata minoranza clerical-fascista-familista quanto i suoi oppositori apparenti, ma a chi l’ha votato e a chi ha votato il partito più magna a ufo  e nullafacente e cialtronesco e costituzionalmente ignorante a memoria d’uomo, la Lega Nord. Sì, anziché si torcesse un solo capello a Berlusconi, preferirei che si allestissero ghigliottine da passeggio in tutte le città e i borghi del Brutto Paese per decapitare l’inutile testa ai milioni di traditori della patria e della democrazia e dell’Europa molto più mafiosi dei mafiosi, che almeno nel fare il lavoro sporco per conto dei perbenisti, degli ipocriti, dei furbi, degli snob, degli accidiosi, dei drogati, dei puttanieri, degli armaioli, dei pedofili, dei frodatori fiscali ci mettono la faccia, e la feccia esibita di faccia gode di una tragica grandezza che lo sporco scopato sotto il tappeto non avrà mai.

Poiché anche le ghigliottine da passeggio hanno i loro costi e venti milioni di cadaveri sarebbero ecologicamente compromettenti e neppure abbastanza, perché sarebbero minimo trenta e allora bisognerebbe chiamare un rinforzo di boia dall’estero, limitiamo il senso di giusta giustizia non giustizialista ai rappresentanti deputati e senatori che ci hanno ciurlato nel manico e che non sono passibili mai di rispondere di responsabilità almeno civile per danni causati per manifesta malafede istituzionale e, non solo la fanno sempre franca, ma a spese anche mie se la spassano un mondo fino all’ultimo dei loro rosei giorni: visto che qui il più sano ha la rogna – e questa è politica, l’anti-politica non fa per me -, la prima legge che il prossimo governo emanerà per essere credibile al fine di un cambiamento reale in meglio sarà per abolire ogni riconoscimento pensionistico a tutti i parlamentari che si sono seduti su uno scranno delle due Camere dall’avvento di Berlusconi a questa parte ed esigere la restituzione del 50% di tutti i beni, mobili e immobili, accumulati dai medesimi in questo periodo. Tutti, nessuno escluso.

 Aldo Busi


5 responses to Il magnaccia avrà sempre più dignità del puttaniere

  • Marco Manconi scrive:

    Intanto volano i tappi di spumante per la defenestrazione, apparente, di Berlusconi, e io, che essendo un popolano non sono capace di analisi mirate sociopolitiche economiche e storiche, mi sono beccato un bel pressapochista e qualunquista, da alcuni compagni – e mi succede da anni – solo perché mi sono azzardato a dire ingenuamente che i berlusca non nascono per caso, riempiono vuoti. Anche quelli di una sinistra inesistente, non credibile, oltre che l’enorme baratro di 50 anni e passa di corruzione, mafia, collusione. Fai fuori il berlusca, e ok, vai col Dom perignon, ma sarà come il carnevale di Rio, dimentichi le cose per tre giorni, poi si ritorna tutti tra le macerie. A nulla vale dire che, fosse per me, farei sul serio, come Busi stesso evoca: “un po’ di sacrosanti forconi come in Inghilterra, in Francia, in Russia, mai.”, perché in quel caso mi prendono per black bloc, sempre i compagni, oppure se mi azzardo a dire che la responsabilità della furbizia, del servilismo, dell’intrallazzo, del fatalismo e dell’infantilismo è opera anche del cattolicesimo, mi sento rispondere, sempre da alcuni compagni, che non capisco nulla del cattolicesimo e di andare a leggermi i suoi Padri, che sono superficiale, ignorante e ideologizzato a forza di slogan. Certo, posso dare l’impressione di voler buttare via il bambin Gesù con l’acqua sporca, ma, accidenti, fino a quanto dovrà alzarsi quell’acqua, quel fango, metaforico e reale (vedi la Liguria), prima di deciderci a prendere pale e secchi (e forconi) in mano invece di ritrovarci sempre tutti a piangere (e applaudire) in processione dietro a un crocefisso che, poi, sarà l’unico come al solito a non essere buttato via?

    • Beatrice Piraccini scrive:

      Gran bel commento, complimenti! Io sono talmente affranta per la situazione in Italia, per le cose fatte così maledettamente alla Carlucci, che vorrei commentare ma non ci riesco…

  • Antonio Coda scrive:

    Ancora tre anni fa avrei accolto questa promessa – un’altra! – di dimissioni con il minimo sindacale del sollievo, ma oggi anche sospirare mi sembra fiato sprecato: che me ne viene dal non aver votato mai Silvio Berlusconi dal 2001 ad oggi (prima non potevo non votarlo: non avevo ancora il diritto di voto)? Fino a ieri mi chiamavano comunista presuntuoso: campa cavallo, l’unico partito che conosco è il participio passato del verbo “presumere”. Da oggi mi chiameranno disfattista, traditore, antitaliano e dovrò pagare i cocci degli altri. Cosa mi cambia se invece di Berlusconi come premier mi ritroverò il suo Angelino Protettore? Di Silvio Berlusconi sotto migliaia di alias è piena l’Italia e ne sono pieno anche io. Quelli che più mi scoraggiano sono i “pragmatici” che convengono: Come premier è inaccettabile, ma come uomo: che uomo!

    Se Berlusconi va via e quel che resta di Bossi resta, cosa cambia? Se la Sinistra italiana pur di “non spaventare” gli italiani si accontenta di essere una Destra con la cravatta rossa invece che verde o azzurra, tanto vale cambiare la targa a Botteghe Oscure e metterci: Boutique à La Page. Se la salvezza nazionale deve passare per l’UDC redento significa che siamo già perduti del tutto. Bersani è il sagrestano della Parrocchia Democratica, di cui Vendola è il Don Camillo e Di Pietro il Peppone. Antipolitico io? Politicamente morti loro, altrochè. E Renzi? ah, ecco dove era finito il chirichetto monellaccio.

    Ieri, guardando Berlusconi in tv, osservando il suo non demordere mai, la sua tempra inesauribile, mi ha fulminato il sospetto: ma che lui l’abbia letto, Aldo Busi? Facendone l’uso più strumentale, più ribaltato e deviato, ma avendolo letto. Non sarebbe la prima volta che accade: un eroe civile studia e rivela i segreti nucleari per garantire l’autonomia energetica ad ogni essere umano, e l’unico a riconoscere il valore della scoperta e a tesaurizzarla e a brevettarla e applicarla in maniera stravolta e solo per sé è uno scaltro senza scrupoli che ne sovverte le intenzioni originali per ricavarci la sua tanto cara bomba atomica.

    In “Cazzi e canguri” Aldo Busi ha scritto che, non fosse stato Scrittore, avrebbe fatto il tiranno o l’oste. Berlusconi, non fosse diventato ciò che tutti gli hanno permesso di diventare, forse sarebbe uno dei commentatori più assidui ed entusiasti di Altriabusi.it.

    Un saluto!,
    Antonio Coda

  • Lorena Viganò scrive:

    Sapete in tutta questa recita è desolante la meschinità, la palese indifferenza con cui un Popolo viene disonorato dai suoi rappresentanti politici, non ci sono commenti, ha ragione la Signora Pieraccini, per descrivere il disgusto a questo scherzo carnevalesco: Uno scherzo dove la carne, con cui questi personaggi festeggiano è la Nostra. Caduto Berlusconi (caduto?)resuscitano Dini, Amato, Monti, e chi, forse, anche Andreotti, e fin qui in Italia RISCOPRIAMO il miracolo della Resurrezione. Quando ho letto La Delfina Bizantina pensavo a un romanzo, ed invece è realtà nella sua desolante previsione scenica. Se negli ultimi 13 o 15 anni i politici, e i loro paladini, hanno addossato tutte le colpe del disfacimento di un paese ad Uno, ora che fanno? ma quello che veramente sono: Puttanieri.
    Saluti,
    Lorena

  • Enrico Fergnani scrive:

    Lo so che non è un sito su Aldo Busi ma sull’opera di Aldo Busi. Non riuscendo però a distinguere fra l’artista e la sua arte e cercando un porto dove le onde da destra e sinistra non possono entrare a fare danni, concedetemi queste considerazioni sulla “caduta” (frenata) di Berlusconi.
    Le parole “..perché lui non aveva scelta che essere se stesso…” mi hanno profondamente colpito: forse in un momento di assurda euforia (Berlusconi non è Ceausescu) solo da un Uomo come Busi possono arrivare pensieri così limpidi ed equilibrati. Berlusconi come personaggio di un dramma umano, personaggio che pare governare gli eventi ma è solo in grado di cavalcare l’onda del suo destino. E allora il mio fastidio, la mi umana antipatia non vanno solo a chi l’ha appoggiato, ma anche a chi lo ha fischiato, insultato (cantando l’inno di Mameli…che tristezza), invocandone la fine fisica oltre che politica; comparse antagoniste degli ominicchi che lo hanno appoggiato ma a questi assimilabili per mancanza di lucidità collettiva e singola. Berlusconi non solo specchio dell’Italia che l’ha votato ma anche di chi l’ha odiato, forse la sua fine serve a unire il Popolo nella sua uniforme puttaniera italianità.

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