Niente corda per il tiranno – Un commento che merita
Pubblicato il 24 ottobre 2011
Su segnalazione di Aldo Busi, che lo ha apprezzato, diamo evidenza al commento del lettore Marco Ghizzoni al post “Niente corda per il tiranno – allarghino i cordoni gli eredi, piuttosto”.
Vedendo la foto del cadavere di Gheddafi ho subito pensato a quella di Bin Laden, entrambi destinati da subito a diventare i feticci di un trionfo- quello di Osama tutto occidentale, per non dire americano- che in sé non risolve nulla. Con Berlusconi sarebbe lo stesso; il berlusconismo lo ha superato ormai da un pezzo incistandosi non solo nelle testoline dei suoi lacché e dei suoi caudatari ma, e questo è il guaio, in quella dell’italiano tutto fighe, calcio, soldi e potere che in lui si rispecchia e che davvero lo eleggerebbe a mito se non addirittura a martire qualora morisse di morte violenta per mano, ovviamente, di qualche comunista. Abbiamo l’esempio di Craxi morto da latitante e a tutt’oggi considerato esule, e quindi vittima, e, perché no, di Maradona che nonostante sia ancora vivo già può vantare edicole votive sparse qua e là come santo martire di uno sport che l’ha osannato e poi ucciso, solo metaforicamente.
Questi personaggi hanno spesso l’appoggio delle masse, vengono sfruttati a loro volta finché fanno comodo e poi messi alla forca quando da loro è stata spremuta l’ultima goccia, l’ultimo favore, l’ultima moneta sonante che va a rimpinguare il patrimonio di altri i quali resteranno impuniti e ricchi e raccomandati alla faccia di tutti gli “hurrà”. Ma il problema vero che, chissà perché, la morte li redime tutti e se hanno fatto santo Giovanni Paolo II, cosa farebbero con Berlusconi? Preferisco non pensarci.
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