Aldo Busi ad alta voce
Pubblicato il 01 settembre 2011
I quattro video pubblicati qui di seguito fanno parte di un esperimento che, in caso di accoglienza incoraggiante, è nostra intenzione allargare al resto della bibliografia busiana. Dopo aver dato spazio a filmati che hanno per soggetto il personaggio Aldo Busi, dopo aver pubblicato centinaia di testi dello Scrittore da lui generosamente donatici, dopo aver privilegiato per quanto è possibile l’espressività della parola scritta, altriabusi.it tenta di parlare dell’opera di Busi utilizzando in modo capillare il linguaggio del web. L’iniziativa nasce con lo scopo di porre un freno ai disservizi editoriali che penalizzano ormai da qualche tempo la diffusione dei libri di Busi. Al momento in cui postiamo i filmati, le opere cui essi si riferiscono dovrebbero essere tutte reperibili. Preghiamo gli utenti del sito che fossero interessati a procurarsele e che non vi riuscissero, di segnalarci il nome della libreria e il luogo dove hanno ordinato il volume indicando se possibile il perché non gli è arrivato. La redazione di altriabusi.it si impegna a raccogliere i reclami e a comunicarli all’editore. Grazie. La redazione
La signorina Gentilin dell’omonima cartoleria (Incipit)
La signorina Gentilin dell’omonima cartoleria (2)
Cazzi e canguri (pochissimi i canguri)
Manuale della perfetta Umanità
18 responses to Aldo Busi ad alta voce

Gentile redazione, ho trovato molto piacevole l’ascolto dei brani pubblicati; la scelta della voce accompagnata dal suono di un pianoforte mi ha riportato alla memoria i pomeriggi della mia infanzia, quando ascoltavo i radiodrammi con mia madre sarta che cuciva con la sua vecchia singer. L’esperimento mi piace, mi rammarico delle difficoltà da voi denunciate riguardo la diffusione delle opere di Busi (per fortuna io le ho tutte ) in quanto il cartaceo è ineguagliabile. Aspetto novità, un saluto. daniele bonazza
Due richieste alla Redazione:
1) Sarebbe possibile evitare di pubblicare commenti e/o video di piccoli imitatori, wannabe dell’ultima ora, specialisti del vorrei ma non posso, e lasciare più spazio all’opera e magari agli inediti di Busi.
Opera che, non dovrei essere io a ricordarvelo, è essenzialmente letteraria, non il videoclip ‘delle vostre mutandine di pizzo mentali ‘ ( cit ).
2) Dal momento che richiedete, con tanta gentilezza e perizia nell’uso del web il parere di noi utenti, imponendo anche la registrazione con nome, cognome ed indirizzo mail, nonchè una simpatica e significativa censura preventiva degli interventi : sareste così gentili da PRESENTARVI con le dovute generalità ?
Saluti
Caro Appiani,
la redazione fa quanto è in suo potere per arginare il pappagallismo dei busiani che si autoproclamano tali e che a onor del vero invocano spesso maggiore intransigenza da parte nostra, salvo poi definire il nostro operato “una simpatica e significativa censura preventiva”. Lei capirà da sé che non è dunque facile soddisfare la sua prima richiesta. Non è così con la seconda: collaborazioni estemporanee a parte, la redazione di altriabusi.it è al momento costituita da Marcella Gritti, Danilo Biffi e Mauro Peretto. Marco Cavalli collabora in veste di consulente filologico. Sperando di averLe strappato un sorriso, La salutiamo con viva cordialità. La redazione
Gentile redazione, so che il mio commento può sembrare sottotono rispetto ad altri, ma ne avverto l’urgenza, per dimostrare il mio apprezzamento verso la vostra iniziativa. “La Signorina Gentilin” l’ho letto due volte e altre mille aperto e riaperto, ma ascoltandolo ho avuto una reazione inaspettata, almeno a me: mi è sembrato di non averlo mai letto, mi si è riproposto in tutta la sua bellezza, e mi sono commossa come raramente mi è successo.
Davvero grazie,
Paola.
L’idea è dannatamente valida: tuttavia la voce narrante non ha, secondo me, la giusta enfasi che i testi busiani necessitano.
L’esperimento andrebbe condotto con attori professionisti o da lettori che sappiano rendere le mille sfumature di questi flussi psichici.
Comunque ribadisco: ottima idea!
Saluti
Sono pienamente d’accordo col sig. Gabriele Alassia! Iniziativa molto piacevole, ma l’ascolto di testi così belli ne guadagnerebbe da una lettura con le giuste intenzioni e sfumature.
Grazie dell’attenzione,
un saluto.
Gentile Redazione,
non nascondo una certa perplessità verso i cosiddetti audiolibri: per quanto piacevoli, sono i prodotti di una cultura audio-visiva che guasta la parola scritta sacrificando la componente attiva della lettura in favore della passività dell’ascolto. Gli audiolibri, dunque, dovrebbero esistere solo in quanto supplementi non necessari alla necessaria e irrinunciabile lettura del testo: che ovvietà! è evidente che siamo tutti d’accordo. Non recrimino quindi gli audiolibri, ma a patto che la lettura sia debitamente espressiva. Trovo che, nei video pubblicati, la voce di Marco Cavalli sia stata piuttosto convincente. Ho riconosciuto una leggera inflessione bresciana o veneta (sbaglio?), che penso renda viva e presente la lettura più di quanto avverrebbe con una dizione teatrale in italiano standard.
Temevo che la scrittura di Busi, per la sua stessa stilistica, non si prestasse a una lettura ad alta voce. La rivoluzione del genere romanzo nel XVIII secolo consiste proprio nella lettura personale, intima e silenziosa del libero cittadino, e trova in essa una delle sue più alte manifestazioni. Dopo l’ascolto devo però ricredermi. La stilistica di Busi non pone problemi alla lettura ad alta voce perché la Sua scrittura ha la pregiata dote del ritmo. «La letteratura è ritmo!», squillava lo Scrittore in tv davanti a un imbarazzato Giuliano Amato. Forse, quel grido gioioso dello Scrittore può essere letto anche così.
Gentile Redazione,
avete fatto bene, e vi prego di continuare.
Tuttavia ho un sogno che mi balena per la testa, anche se forse pecco di eccesso di zelo, ma ve lo chiedo comunque:
che bellezza sarebbe poter ascoltare un intero capitolo (un intero libro sarebbe davvero chieder troppo) letto dallo Scrittore in persona.
Non sarebbe meraviglioso? E sapete perché? Perché noi lettori impareremmo ad allenare ancor di più il nostro senso d’attenzione ai flussi psichici (come diceva il sig. Alassia) potendo ascoltare la voce della mente di colui che li ha creati.
Ringraziandovi, saluto
Oso ricordare che, per l’ editore Luca Sossella, lo Scrittore ha pubblicato un audiolibro intitolato INCIPIT, dove legge alcun brani. Io ho voluto regalarlo ad una carissima amica, che ancora oggi mi ringrazia.
Le recite da voi pubblicate sono da ammirare, anche se quella musica è un poco funebre, mentre Busi è ritmo, è vita.
Nelle letture delle opere busiane si è sollecitati a riflettere senza lasciarsi pause.
Baci bagnati dal Nord Italia
Lorena Viganò
BELLISSIMA INIZIATIVA, anche se lascia l’amaro in bocca, poichè testimonia solo una morte culturale nel nostro ‘bel paese(?)’, dove i libri di uno dei più grandi Scrittori contemporanei , in cui abbiamo lo specchio di tutti i nostri difetti e i mali che ci affliggono, dovrebbero essere tra i più richiesti e pubblicizzati. I miei complimenti alla redazione per l’impegno nel tentativo di risvegliare qualche animo assopito.
Ascolterò le letture dei brani quanto prima (al momento mi trovo a Milano per un congresso internazionale, in compagnia di vecchi bifolchi e giovani vecchi). “La signorina Gentilin” io non l’ho letto e chissà che questi video non mi facciano venire voglia di farlo al più presto.
Ringrazio quindi la Redazione per questo “esperimento”, certo criticabile ma senza dubbio in linea con la missione di divulgare e discutere l’opera di Aldo Busi. Sempre meglio che glorificare gli scritti Busiani, dire che lo Scrittore è il più grande scrittore, affermare che il suo stile ha una classe che non è acqua di rose, testimoniare i brividi che ci hanno scosso alla lettura di uno dei tanti capolavori eccelsi di Busi senza però specificare quale.
Saluti dalla Milano da bere,
Vincenzo Politi.
‘La signorina Gentilin dell’omonima cartoleria’ lo ordinai online: copertina tra il giallo e il verde, alla quadernetto di scuola; non di quelli che vendeva la signorina Gentilin,: un colore così squillante, fluorescente quasi, l’avrebbe turbata. Troppo vivo. La voce con cui viene letto le si addice: a parlar più forte scapperebbe subito via. Ma replicare lo stesso scenario, di sfondi, voce e musica, per libri così diversi come ‘Cazzi e canguri (pochissimi i canguri)’ e la raccolta ‘Manuale della perfetta Umanità’, produce un inadeguato senso di appiattimento.
Il pianoforte fa troppo musica-da-camera per salottino dei lettori. Aldo Busi non è l’Haevy Metal, ma una banda che imperversa per l’intero paese la merita, barrendo tutti i ritmi: dai jingle circensi ai patemi alla Callas.
L’idea, trovo, ulteriormente sviluppata può produrre esiti interessanti, ma così com’è adesso è troppo cheta, e finisce con lo spegnere l’effervescenza contenuta dalle pagine anche quando elegiache.
Io aggiungerei il volto di chi legge e rumori e riprese in esterna, dei reading proprio: i libri di Busi non sono da teca neanche digitale, essù!
… E se diventasse una proposta ai lettori del Sito?
Gli audiolibri, aggiungo il mio limite, non mi attraggono in generale, per i motivi già accennati negli altri commenti.
In circolazione, per chi è interessato, dovrebbe comunque essere reperibile la registrazione della lettura di Aldo Busi de “L’Alice nel paese delle meraviglie” da lui tradotto e disponibile nell’edizione economica della Feltrinelli. Credo ci sia stato anche un passaggio radiofonico di questa lettura.
E per quanto riguarda la difficoltà di reperimento dei libri di Aldo Busi: ormai nelle librerie è difficile reperire tutto quello che non è stato stampato o ristampato durante gli ultimi sei mesi, per questo consiglio di utilizzare da subito le librerie online: si perde il piacere della ricerca, ma si recupera subito con il piacere della lettura.
Un saluto!
Antonio Coda
Leggere un romanzo ad alta voce richiede una competenza da lettore, non da attore. Un semplice attore avrebbe forse deliziato le orecchie dei più con la sua dizione accurata, ma inevitabilmente ci avrebbe messo molto del suo, e avrebbe quindi dirottato la nostra attenzione sulla sua voce, relegando quella di chi dice io a un sottofondo da piano bar. Una lettura semplicemente “espressiva” avrebbe insomma imposto una libertà esecutiva poco funzionale al testo, un ritmo tanto inconsulto quanto l’esaltazione di un amante che non si accontenta di fare solo la sua parte.
(Esprimersi, a ben guardare, è un verbo intransitivo: chi si esprime non
comunica ancora nulla…)
Questa voce mi sembra invece molto ben intonata, aderisce al testo in modo commovente – lo rincorre, lo aspetta. Qui voce e scrittura si muovono all’unisono: come in un’immaginaria danza sul ghiaccio.
Ricordo che a un mio vecchio professore bastava ascoltare i suoi
studenti leggere ad alta voce qualche terzina dantesca per capire se e
come avevano studiato la Commedia.
“Si recita il rosario, figliuolo… L’attore interpreta, mica recita.” Mi diceva Franco Graziosi tra un ciack e l’altro, qualche anno fa, mentre giravamo il mio cortometraggio. Sorrideva affettuoso, lui, dall’alto dei suoi ottantanni mentre assorbivo avido, io, dal basso dei miei ventisei. Interpretare è ficcarsi in un testo, andarci dentro, sotto, per conoscerlo, spingerlo su, strapparlo alla carta e, ecco, come dire… rivelarlo. Il buon attore scompare dietro il testo, il cattivo attore ci si impone. Colori, timbri, cesure, tempi, accenti, inflessioni, ritmo… le parole sono note che vanno suonate. Cavalli è bravo, ma c’è ancora troppo di sé nella sua lettura.
A fine riprese, dato che avanzavano un centinaio di metri di pellicola per esaurire l’ultima bobina, chiesi a Franco di suonarci qualcosa, qualunque cosa. Lui scelse il V canto dell’Inferno dalla Commedia. Quindi propongo al Loro ascolto questa Sua interpretazione. Straordinario di Graziosi, oltre al colore vocale, spontaneo ma in realtà sorvegliatissimo, è come riesce a far somigliare versi scritti sette secoli fa a un dialogo informale, a una leggera chiacchiera con l’ascoltatore. Per me leggerebbe Busi divinamente bene, con tutti il rispetto per il non banale Cavalli.
Ecco il link per l’ascolto: http://www.youtube.com/watch?v=iKFYeiY87HI
Grazie alla Redazione per l’iniziativa. Apprezzatissima!
Grazie per la risposta e per il bellissimo video. Graziosi mi ricorda il mio vecchio professore, il quale mi ha insegnato a leggere, non a interpretare, né tantomeno a rivelare.
Per chi vuole ascoltare la voce dello scrittore c’è
“Incipit ” con audio cd, reperibile on line.
Condivido le perplessità sulla scelta di tenere lo stesso
sottofondo musicale peraltro poco adatto, suggerisco
l’utilizzo di field recordings.
E’ una buona iniziativa: appena ho visto gli audio-video non mi sono posta tanti problemi, li ho ascoltati con piacere, sono pur sempre un’occasione in più di “leggere” le pagine di Busi.
Cavalli non è Gassman, ma non importa, quella minima interpretazione del testo che non può non fare anche una semplice lettura ad alta voce, non mi sembrano malaccio.
Del resto occorre pur riempire i vuoti aspettando che Busi mandi al sito nuovi articoli e nell’intervallo, per ingannare l’attesa, vanno bene anche questi intermezzi, perché non possiamo mica sgranocchiare noccioline come al cinema!
A uscire per la strada oramai c’è paura di essere o rapinati o investiti da un alcolizzato o, peggio ancora, incontrare qualcuno che va a messa, pertanto ben venga che una persona, anziché cimentarsi in una delle siffatte imprese, si organizzi per leggere al meglio delle proprie capacità le opere di un grande Scrittore.
Io e mia sorella lo definiamo il Balzac italiano e allora godiamocelo in tutte le salse!
Toglierei o modificherei la musichina di sottofondo, questo sì, mi sembra più adatta per una sequenza di dagherrotipi post mortem…