Aldo Busi: due modeste proposte per salvare la Mondadori

Pubblicato il 24 marzo 2011

Aldo Busi per Maurizio Costa, Amministratore delegato della Mondadori ed. SVP e p.c. a Dagospia

Maurizio! Desideravo dare un paio di dritte a Piersilvio e a Marina Berlusconi su come otturare le falle delle loro proprietà che secondo me diventeranno sempre più grandi e inemendabili.

Tutto risale alla mia affermazione, riportata qui a braccio, “che ogni dichiarazione di M.B. presidente della Mondadori contro Saviano svuota di senso e quindi di economia il presente e il futuro della casa editrice Mondadori” - magari potresti allungare ai due fratelli il seguente, amichevole memorandum.

Sarò breve:

per Piersilvio) da sondaggi vari, è certezza comune che il 50% dei cosiddetti giovani (fino a 24 anni) non sa nemmeno cosa sia la Rai e Mediaset, nel senso che sempre meno gente delle nuove generazioni, anche per mio compiacimento personale, guarda più questa televisione per vecchie coglione o filogovernative o obnubilate di loro al di là di ogni possibile schieramento ideologico, e ovviamente intendo vecchie coglione di entrambi i sessi: e sperimentare a tambur battente altre forme di spettacolo e di informazione oltre la strettoia ideologica di papà e della Fede?

per Marina) a) a me secca molto che Saviano sia andato a regalare il corrispondente finanziario di kg 120.000 e passa di carta stampata (mezzo milione di copie garantite al limone del peso di gr. 240 ciascuna) a Carlo Feltrinelli, che come editore non mi ha mai solleticato una sola delle trentasei pieghette culiche dei bei tempi di gioventù, b) allora facciamo due conti: Marina ha 45 anni, suo padre 74, a lei mettiamo ne restino minimo 40 e a lui… 10? 15? divento credente e mi rimetto alla divina Provvidenza, ma dai 30 ai  25 o anche solo 20 lei gli sopravvive di sicuro; da come Marina Berlusconi si comporta pubblicamente quale Presidente ed Editore della Mondadori (”editore a giorni alterni”, come bene ha detto Saviano, che osa inviarmi il suo ultimo libercolo – grondante retorica “come io”, mi cito, ”cerume dalle orecchie” - con la dedica “Ad Aldo Busi, il migliore di tutti noi scrittori”, allorché io ho già deciso a suo tempo che è un giornalista e amen), be’, lei adesso è protezionista affettuosa e assolutista dell’immagine del padre-istituzione (protezionista per altri 15 anni? ma l’editoria evolverà da tutt’altra parte! e intanto la Mondadori passerà sempre più fatturato alla concorrenza), ma dopo, che farà per gli altri 30 anni che gli sopravviverà? come si comporterà verso tutti quegli autori, quegli storici e quei loro libri che, in un rigurgito oggi impensabile di carte segrete e documenti segregati dalla ragione di Stato che verranno alla luce, metteranno in rilievo i risvolti (grondaie e grondaie di tegole tra capo e collo) del suo potere dalle origini alla fine? Emigreranno tutti altrove e verrano stampati tutti da Laterza o Chiarelettere o Kowalski o da Komix, se al momento si facesse un fumetto sullo spot di Silvio Berlusconi quale ambasciatore del turismo in Italia voluto dall’animalista Brambilla? Perché non fare da domani stesso quello che sarà costretta a fare tra “un po’ ” pena la dipartita, vuoi progressiva vuoi improvvisa, della sua e nostra cara Mondadori verso altri Consigli di Amministrazione? Vive cordialità, e baci di gloria, neh. Aldo Busi


2 responses to Aldo Busi: due modeste proposte per salvare la Mondadori

  • Antonio Coda scrive:

    Che Busi pubblichi per la Mondadori o per la Adelphi o per la Bompiani o per la Bandecchi & Vivaldi o per la Bur, il suo valore – e quindi la sua credibilità – resta invariato, perché a garanzia di Aldo Busi c’è la sua opera, non soggetta al polo editoriale di turno.

    Quando Saviano deve cambiare editore per difendere la sua credibilità di autore, dimostra invece la debolezza della sua credibilità. Come garanzia alla sua parola deve ricorrere al logo in copertina. Questo perché Saviano è alle prime armi, ovvero alle prime pubblicazioni, e ha bisogno di chi garantisca per lui.

    Saviano ha bisogno di un apparato perché la sua opera sia credibile. Ad Aldo Busi la credibilità proviene dalla sua opera. Il primo è un giovane autore, il secondo è lo scrittore.

    Aldo Busi, con questo suo intervento, segna come sempre la sua diversità, lo sforzo del muscolo dell’intelligenza, ha naso e fiuta lontano e ha occhi e guarda ancora oltre : la sua preoccupazione si rivolge al futuro economico di una delle maggiori aziende culturali del nostro paese – precorre i tempi – mentre Saviano s’impantana nella pozzangheretta della politica di oggi cioé di ieri ancora prima che sia domani. Pozzangheretta che Aldo Busi supera con un saltello, come si trattasse d’andare ad orinare un attimo oltre il guard-rail.

    In due parole: Roberto Saviano è strumentalizzabile. Aldo Busi mai.

    ( Credo che il caso Mondadori non sia affatto secodario o elitario o di natura avulsamente economica: la conduzione di una delle più forti aziende culturali del paese ha ricadute molteplici e sottili sulla vita psichica e quandi strettamente pubblica e politica delle persone. A tal proposito, per un Saviano che va, alla Mondadori, c’è un Moresco che viene. Dimostrazione, almeno, che l’azienda scommette ancora culturalmente. O no?).

    Saluti,
    Antonio Coda

  • Luca dB scrive:

    Mi permetto un piccolo e inutile sfogo.

    A Saviano, dopo il successo avuto con Gomorra, si chiede di intervenire in maniera autorevole su qualsiasi argomento: dalla politica contemporanea alla storia risorgimentale, dal calcio al torneo di bocce, dalle ricette delle torte di nonna papera al bukkake e si prende per oro colato, e non come semplici opinioni, qualsiasi cosa dica.
    Il risultato è che, tutt’altro che impeccabile da un punto di vista stilistico, sta iniziando anche a riempire di ovvietà (e a volte vere e proprie stupidaggini) i quotidiani italiani e stranieri (http://www.zeit.de/2011/11/Italien-Saviano) senza che nessuno batta ciglio.

    Ecco io vorrei dissentire da tutto ciò.
    Trovo infatti disdicevole che in Italia si faccia cultura basandosi sul “principio d’autorità” e su un sistema polifonico a due voci (una a destra con Sallusti, Vespa etc… e l’altra a “pseudo”sinistra con Repubblica etc…) azzittendo o cancellando le “note stonate” come Busi che, a dispetto di tutto e tutti, mantengono la loro indipendenza.

    Che nel futuro le cose possano cambiare ci credo poco ma, certo, me lo auguro.

    p.s. ci terrei a fare un’ulteriore precisazione: non vorrei che la mia allergia verso Saviano venga ricondotta ad una mia simpatia per la camorra (purtroppo in Italia si arriva anche alla formulazione del binomio: “anti – saviano” uguale “pro – camorra”). Se avessi legami con la camorra infatti adesso sarei seduto ad un tavolo con Cosentino per scegliere le prossime mosse da fare in vista delle elezioni comunali a Napoli.

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