Aldo Busi consiglia “Ho molto tempo dopo di te”

Pubblicato il 09 marzo 2011

Oggi devo consigliare un romanzo italiano appena uscito, se no mi sentirei un ingrato, visto che si è fatto leggere fino in fondo, evento oramai insolito per me; si tratta di Ho molto tempo dopo di te, di Alessandro Fullin, per l’editore Kowalski, un divertissement letterario per chi ama le atmosfere perdute alla Manuel Puig e alla Guido Gozzano, con la differenza che qui fanno il verso, ma trattenuto in una misura di difficile e sofisticatissima naturalezza, alla nebulosa ingegneristico-linguistica di Carlo Emilio Gadda. Questo è un romanzo che avrebbe potuto essere pubblicato da Adelphi, dopo i grandi successi mietuti con bagatelle inglesi infinitamente meno divertenti e meno ben scritte di questa. Solo a fine lettura, guardando il risvolto di copertina dedicato all’autore, ho scoperto che Alessandro Fullin è quell’eclettico e magnetico attore visto solo in televisione e, purtroppo, mai a teatro come avrei voluto; per qualità di scrittura, di personaggi, di trama e di ritmo narrativo, non c’è niente di lontanamente paragonabile a Ho molto tempo dopo di te (e il titolo, più affettuoso che non beffardo necrologio, basti e avanzi per togliere ogni malsana curiosità circa la sostanza, che consiste nel ricamarne l’assenza) uscito nell’ultimo decennio a firma di comici e personaggi televisivi in genere, e adesso che venerdì devo fare quattro ore di treno e che  vengo a sapere che ha pubblicato nel 2008 per Mondadori un romanzo dal titolo Come fidanzarsi con un uomo senza essere una donna, vado a comprarlo. Non bisogna avere paura di dire che bisogna leggere Wittgenstein per riposarsi dall’impegno che comporta la lettura di un inaspettato e bel romanzo di genere.

fullin


4 responses to Aldo Busi consiglia “Ho molto tempo dopo di te”

  • Beatrice Piraccini scrive:

    Avevo proprio l’urgenza di sapere il titolo di un nuovo romanzo da leggere senza spendere inutilmente dei soldi.
    Mia sorella ed io per risparmiare tempo e denaro abbiamo la ” Busi’s list” in borsa così se in libreria non abbiamo tempo di leggiucchiare (merda, riempiono gli scaffali e i banconi con così tanta roba stampata che è fatica districarsi anche per chi ha l’occhio clinico del lettore incallito) la consultiamo senza riserve.
    Attualmente sto per terminare un romanzo di Sorrentino “Hanno tutti ragione” che mi è piaciuto moltissimo all’inizio ma che verso la fine già mi sta un po’ deludendo.
    Non vedo l’ora di agguantare questo qui consigliato da Busi.

  • Andrea scrive:

    Straordinario Busi: mentre tutti fanno ormai a gara a chi ripete meglio il refrain del ‘ povera patria ‘ e da bravi moralisti si affannano a consigliare con facce mogie da stracchini spampanati la lettura dei ‘ padri costituenti ‘ e dei ‘classici ‘ , Busi con un colpo di coda geniale, da vero artista del linguaggio, ci riporta tutti coi piedi per terra, vale a dire a questa civiltà delle immagini figlia del più becero macchiettismo alla Drive in, del quale del resto la trasmissione Zelig, dalla quale Fullin proviene, è nipote.

    Una civiltà nella quale conta assai poco ciò che si esprime e ancor meno come lo si esprime, e dove al lavoro sulla lingua si preferiscono le immagini immediate, i cartelli da piazzista, il click veloce di un mouse, e ovviamente tutto ciò che è ” di genere “.

    E dove, per fortuna nostra, gli scrittori hanno smesso di scrivere, limitandosi a consigliare libri e, si spera, a godersi la vita.

    Grazie Busi.

  • Marco Manconi scrive:

    i consigli sono sempre ben accetti e se e quando potrò leggerò il testo consigliato da Busi, ma personalmente non ho problemi nel cercare nuove letture, e senza neanche stare lì a consultare siti o riviste specializzate, vado in libreria o in biblioteca e spesso scelgo a caso, un nuovo autore, uno completamente sconosciuto (un’infinità), un classico mai letto, un titolo che mi incuriosisce, di certo non manca la scelta. Il brutto, si sa, è la media dei lettori in Italia. In tutta la mia vita – ho passato i 40 – posso contare le persone che ho visto con un libro in mano durante le code in attesa di qualcuno o qualcosa nei luoghi pubblici, gli altri stanno lì ad annoiarsi orribilmente girandosi i pollici e guardando il vuoto oppure qualche rivista messa lì a disposizione dal dentista o il barbiere, in altri posti neanche quelle, quindi al massimo fanno partire la chiacchera insulsa impedendo all’unico dedito alla lettura, me, di passare le interminabile attese con qualcosa di utile e dilettevole. Certo non pretendo atmosfere da biblioteca, ma mai che cambi lo scenario, così, tanto per avere una sorpresa. In Italia vogliono poi difendere la costituzione e l’identità della nazione? Tutto giusto, manifestazioni e compagnia, ma anche qualche libro in più male non farebbe, non ultimo dei motivi quello di un linguaggio comune attraverso cui riconoscersi e sapere anche il perché. Un Paese che fissa a vuoto le pareti, dei tram, dei bar, delle vie, dei luoghi pubblici, è un Paese che non c’è, è da qualche altra parte.

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