Che Unità e unità!

Pubblicato il 15 gennaio 2011

Riceviamo da Aldo Busi e riconoscenti pubblichiamo:

Rendo pubbliche alcune note che avevo buttato giù per la puntata di Domenica 16 Gennaio di “Stasera che sera” su Canale 5; la tematica comunicata a me – il giorno prima che Mario Giordano mi comunicasse di restare a casa – verteva sull’Unità d’Italia; alcuni di questi brani, in segno di tentativo di solidarietà e non certo perché volessi un suo parere o benestare, li ho letti al telefono a Giordano stesso. La cosa strabiliante di tutta questa faccenduola (e che mi consola nella mia vecchia convinzione manifesta di difendere ogni azienda esistente di Berlusconi, pur avendo ribadito in riunione a Cologno Monzese che “in quanto premier è la lebbra d’Italia”) è che Mediaset, non sollecitata neppure lontanamente dal sottoscritto, ha fatto sapere alla mia commercialista che in bonifico mi verranno riconosciute due puntate, non l’unica in cui ho messo piede (è pur vero che ho dedicato tutta la settimana all’idea autoriale della seconda, ma mica erano tenuti a farsene carico). Non c’è trippa per i fanatici negazionisti che vorrebbero sbarazzarsi non solo di Lui ma anche delle Sue aziende: lavorare con Mondadori o con Mediaset è un raro privilegio. Alla Mondadori già ci sono; se Mediaset mi richiama, ci ritorno in qualsiasi momento, seppure con ogni calma; se fosse di nuovo con Barbara D’Urso, metto le ali.

1 Capisco la locuzione “Unità d’Italia”, ma non capisco cosa unisca quella ‘d’ con l’apostrofo. Chiedere ai 200 pastori provenienti dall’ex Regno di Sardegna di savoiarda memoria e bloccati e malmenati dalla polizia al porto di Civitavecchia a fine dicembre 2010 che idea si sono fatti dell’Unità d’Italia dopo questa gita sul continente più incontinente d’Europa quanto a diritti civili e ormai perfino di associazione.

2 Troppo tardi per il romanticismo sociologico meridionalista o leghista: il confronto non è più tra Nord e Sud d’Italia ma tra l’Italia e gli altri paesi d’Europa.

3 Bisogna imparare dove di sicuro è stato insegnato qualcosa di irrefutabilmente positivo e ben fatto, per esempio dalla Germania che, caduto il 9 novembre del 1989 il Muro di Berlino che la separava dalla DDR dal dopoguerra, si poteva dire unita e ricostruita già dal 2000 (dalle macerie di bombardamenti ormai antichi e di un crudele socialismo buono per pochi); in 11 anni la Germania ha fatto quanto l’Italia non ha saputo fare in 150; ho conosciuto Berlino, Dresda e Lipsia e prima da Est e dopo da Ovest: ora sono tre splendide metropoli ricche di ogni possibile servizio, bellezza e civiltà. Avete visto di recente Roma, Palermo, Napoli e la stazione centrale di Milano? È come se l’Italia fosse ferma a un eterno e spettrale prima: è il solo squallore di un prima senza sviluppo in un dopo né ritorno agli immaginari fasti del passato ciò che la unisce dal Nord al Sud. A Milano, a Torino, a Roma, a Reggio Calabria e a Eccetera non ci si muove alle ore 21 con la stessa mancanza di circospezione con cui ci si muove a Madrid, a Copenhagen, a Londra e a Tours a mezzanotte.

4 Come al Risorgimento sono mancate le masse dei contadini per non trascinarsi di sconfitta militare in pianificata carneficina sacrificale (fino, si può dire, alla eroica ma numericamente modesta Resistenza del 1943/45, visto che il Fascismo era e resta un’usurpazione non meno straniera e molto più predatrice di quella degli Angioini o degli Austriaci), così alla democrazia moderna italiana manca tuttora quell’impegno civile trasversale ai ceti sociali e alle caste istituzionali e alle gerarchie vaticane che la possa affiancare a quella delle nazioni limitrofe. Qui il senso dello Stato è un impiccio, fuori è un impiccio non averlo e non farlo valere.

4 Chi è bravo, sempre che non debba andare a cercare lavoro altrove, resta. Io, che potrei permettermelo anche professionalmente e che di sicuro finirei la mia vita in modo egoisticamente più sereno, non vado via dall’Italia perché, se me ne vado io, chi le resta? Morirebbe del tutto.

5 Amor patrio significa amore per la giustizia sociale: condividere le sorti comuni in cui ci alterniamo nelle private fortune e sfortune, deboli sempre (ma non sempre veri deboli) e forti, se ci va bene, saltuariamente. Bisogna essere forti con i forti e intransigenti con i deboli di mestiere, e i diritti delle fasce sociali più deboli vanno difesi quando sei forte e deciso e retto tu, non una volta che sei diventato debole e lamentoso e inchinato tanto da provarci troppo gusto per buttare alle ortiche la comoda casacca del mendicante.

5b Ci sono norme fiscali  di vergognosa iniquità nel nostro Paese e si deve lottare per aliquote meno sadiche e distruttive di ogni slancio di onestà, a cominciare dal costo del lavoro e per l’imprenditore e per il lavoratore (è mai possibile che da una busta paga di 1.800 euro ne vengano subito detratti seicento di media?), ma chi esporta illegittimamente capitali all’estero dovrebbe essere giudicato non dall’Ufficio della Imposte o da un semplice tribunale, ma dalla Corte Marziale.


5 responses to Che Unità e unità!

  • Cristiano Domenicucci scrive:

    Alla luce della puntata di ieri di “Stasera, che sera”, possiamo dire che è stata una fortuna che il nostro vecchio Busi non vi abbia partecipato.
    Avete per caso notato la qualità dei partecipanti al dibattito sull’unità d’Italia? Fulvio Abbate, Mauro Corona, Pennacchi e altri sedicenti scrittorucoli della Domenica, anzi, della Domenica sera di Canile 5, si sono fatti trovare pronti ad arrotondare lo stipendio Mondadori: ve lo immaginate Busi lì in mezzo?
    Ci meritiamo il successo delle barzellette di Totti in libreria!

  • Lorena Viganò scrive:

    “… se me ne vado io, chi le resta ? Morirebbe del tutto .”
    …e allora che ci ridia un poco di ossigeno , basterebbe per alzare aconra la testa e farci sentire liberi.e non degli zombi o delle marionette con i fili spezzati ed abbandonati. RITORNI A SCRIVERE !!!!!!! abbiamo sete e fame di inteligenza , di senso civile. di rispetto. Io ho ritrovato questi sentimenti nei suoi libri, televisivamente non lo so ( non ho la telvisione , ormai da qualche anno).In un paese dove sembra tutto un caos, e nel caos ci governano e ci fanno credere quello che vogliono, esiste la necessità di una Mente laica al di sopra delle parti :LO SCRITTORE più indisciplinato ,se si vuole, ma il più LIBERO:ALDO BUSI !!!
    baci,Lorena

  • Marco Marchi scrive:

    Possibile che nell’ampio panorama televisivo digitale o satellitare non ci sia nessuno ad offrire o proporre a Busi e soprattutto a noi telespettatori annoiati e sempre più sporadici un programma adatto alla sua figura? Ci sono programmini su tutto, persino su come sfoltirsi le sopracciglie! Quanto bene farebbe per la società italiana un programma “Sulla perfetta umanità” condotto in totale autonomia da Busi ad esempio?
    E’ bello sognare…..

  • curzio lanzi scrive:

    Giuro Aldo, Le voglio bene. Non sa quanto. Ma perché si innamora di uomini-donne? No, non di uomini e donne ma di uomini-donne. Lo ha fatto con la Signora De Filippi, con la Signora Ventura ed infine con questa qui della bassa Italia. Non Le possono, queste, dare di più che i Suoi amici. Si, quelli veri. Quelli che Lei si ostina a rinnegare. Quelli che la difenderebbero certamente fisicamente qualora qualcuno la malversasse a Montichiari (la cito). Certo, non ho l’anello al naso per non capire che è lavoro e che i soldi guadagnati Le consentono di ben vivere. Ne stia lontano. Lei, non psicologicamente fragile e non psicologicamente stanco continui a volersi bene e continui ad indossare quelle camiciole old country che la rendono così Johnny Cash.

  • Paola Migliorati scrive:

    Gentile redazione, vorrei approfittare di questo spazio per informare i lettori di Altriabusi o, almeno, chi ancora non ne fosse al corrente, di alcuni recenti e deprecabili episodi accaduti nella mia regione d’adozione, il Veneto.
    Il primo link – http://www.giornalettismo.com/archives/106055/regione-veneto-regala-bibbia-agli/ – rimanda ad un articolo su di un’iniziativa dell’assessore regionale all’istruzione, Elena Donazzan, motivata da ragioni “anti-laiciste”: la regione Veneto ha regalato ad ogni singolo alunno della scuola primaria una copia della Bibbia.
    Ecco un esempio di come vengono spesi i soldi pubblici di uno stato ormai apertamente clericale, e non mi dilungherò certo sullo stato pietoso in cui versano le casse dell’istruzione pubblica (le casse di quella privata invece sono stramaledettamente colme).

    Il secondo link – http://www.ilgazzettino.it/articolo_app.php?id=35710&sez=NORDEST&npl=&desc_sez= – invece riguarda la proposta di tale Paride Costa, consigliere comunale di Martellago, in provincia di Venezia, che consiste nella volontà di far rimuovere dagli scaffali delle biblioteche di Venezia e provincia le opere i cui autori si siano espressi pubblicamente in favore della liberazione di Cesare Battisti. Qui non si vuole di certo entrare nel merito della questione Battisti – che io personalmente ritengo necessario venga processato in tribunale -, qui davvero si tratta di opporsi decisamente alla volontà di creare vere e proprie liste di proscrizione volte a censurare chi, per ragioni più o meno condivisibili, esprime pubblicamente un’opinione.
    Chiedo scusa per aver approfittato di uno spazio forse improprio, ma ho ritenuto doveroso farlo.
    Grazie.

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