“Vogliamo Aldo Busi come sindaco di Milano” (IV)
Pubblicato il 09 novembre 2010
Signor Busi, se le va di conoscere alcune delle reazioni che la sua lettera sta suscitando, apra il link che le copio qui sotto. Sono solo alcune, quelle a commento della sua lettera che io ho pubblicato sulla mia bacheca di facebook. Non le posso fare vedere i commenti che mi sono stati fatti a voce, per quelli si deve fidare: lei sta dando una speranza. Forse non esiste cosa più bella. Buona buona buona giornata.
Giovanna Guercilena
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Guercilena! Non sono in grado di accedere alle informazioni cui mi accenna, perché io non sono su facebook e non ho alcuna intenzione di dare la mia e-mail a facebook e tanto meno di iscrivermi; sarebbe meglio se Lei le copiasse e me le inviasse direttamente. Le sto spedendo la terza e-mail, diciamo, programmatica. Non ce ne sarà altra fino all’incontro. B
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Copiate…non è la stessa cosa, però. Può usare anche una mail di comodo, creata apposta, per raggiungerci su facebook, così, per curiosare un po’. E inventarsi un nome in codice.
Leggo volentieri la terza tranche.
Giovanna Guercilena
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Oh, è stato più che sufficiente quanto ricopiato, grazie, non ne ho avuto una impressione negativa, già non è male; la cosa più straordinaria è che ieri sera, a Bologna, davanti a 500 persone assiepate nella Libreria Ambasciatori, un bolognese mi ha fatto più o meno la stessa Sua/Vostra proposta, mi sembrava uno scherzo, ma non era così; però è ingiusto, siamo sinceri, chiedere ancora a me quest’altro sacrificio, come se fino a ora non avessi fatto mai niente per il Paese. Ma, come non mi lamento, non sono alla ricerca di consolazioni. È che mi viene in mente l’offesa pubblica più grande che mi venne fatta ancora vent’anni fa: “Lei, con la sua parlantina, dovrebbe fare politica, è sprecato a scrivere solo”. B.
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Mi sa che i bolognesi si sono ispirati alla nostra idea, dunque sono dei copioni, diffidare, please. Concentriamoci su Milano. Per quanto mi riguarda, la parlantina non è niente se i contenuti non ci sono oppure sono lontani anni luce da me.
Buona serata
Giovanna Guercilena
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Purtroppo, Guercilena, quell’osservazione, per me offensiva, mi fu fatta da uno che di mestiere faceva il politico (nei ranghi dell’allora PCI) e che, ripensandoci a distanza di tanti anni, forse mi stava tastando in bocca (oh, non è stato il solo, ma ovviamente mai nessuno bianco su nero), tanto che aggiunse, “Ah, un uomo della tua intelligenza e cultura, se solo capisse che non sono tutto…” – sottintese ’senza la furbizia politica di farsi vedere a messa cantata la domenica mattina’? Infine, stava proponendomi un ruolo di partito, visto che era un segretario di provincia. Io, per non sbagliare visto che troppi erano i segnali a doppio senso, gli tolsi il saluto e amen. Ma siamo politici rinunciando un istante alla nostra ottica di beneintenzionati all’osso, altrimenti non riusciamo nemmeno a sapere che cosa è successo in Italia dal dopoguerra in poi: meglio una parlantina senza contenuti che dei contenuti senza parlantina. A noi che importano questi sofismi? Io ho entrambi e posso battere chiunque in un confronto diretto, non ho bisogno di molto, mi basta avere una scheda ben redatta per ogni gladiatorino de noartri da sbranare a piacere. Del resto è questo che mi aspetto da Voi, o no? Che mi mettiate a confronto diretto con gli altri candidati. Dimenticavo: mi è stato detto che per l’incontro del 28 novembre, qualora non fossimo in quattro gatti ma da sessanta a quattrocento e uno busiani, Lei deve chiedere un dieci giorni prima l’autorizzazione alla sindachessa di Montichiari, immagino esista un suo profilo da qualche parte, non so se più sadico o masochista, credo che l’unico segno distintivo nel suo curriculum culturale e civile sia che porta delle calze a rete larga, gliele ho viste io con i miei occhi e mi ha fatto una tale compassione che ho resistito alla tentazione di abbracciarla e portarla al riparo da occhi indiscreti, e magari avvisare, sempre via e-mail, la locale caserma dei carabinieri. Sempre che non vogliate spacciarvi per quelle dementi e svaniti in generale che arrivano qui a camionate per impetrare ogni sorta di grazia alla Madonna delle Fontanelle salvo quella di rinsavire e buttarla giù a picconate al canto di “O bella ciao”: l’adorata vitella di gesso in questione è un business locale rappresentato da una statua più madornale che madonnale, una specie di Carnera con pepli puttaneschi, e triste almeno come la cementificazione selvaggia e invenduta che ha trasformato il territorio in un colabrodo di loculi con lucernario per l’aria. Mi raccomando, se sbagliate strada e arrivate al cimitero, contrariamente a tutte le apparenze, il centro, geografico e aggregativo proprio del paese, non è ancora del tutto lì, fate marcia indietro. Però di poco, mi raccomando. Aldo Busi
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Caro Busi, siamo qui – io, anna, luca, fabio, marco – e la leggiamo, mentre qualcun altro era in collegamento skype.
Non credo sia il caso di spaventare la sindaca dalle calze a rete, facciamo che il 28 ci vediamo noi alle 11 o giù di lì e andiamo a pranzo insieme? Stiamo già pensando a dove eventualmente fare la conferenza stampa. Vogliamo provare a chiedere una sala a Palazzo Marino, quel che si dice nella bocca del leone. Che ne dice?
Giovanna Guercilena
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Guercilena! Io mi attengo a quanto decide Lei, non ho pretese organizzative, Palazzo Marino mi sta bene, è più vicino di San Marino; tuttavia, non era il caso di “organizzare” niente con tanto anticipo, visto che è una visita quasi privata, allorché a questo punto avrei preferito una invasione; e poi “noi” quanti sareste? Dovreste prenotare alla trattoria Capretta per le 12,30 e ognuno paga per sé (circa E30 con vino); ma la cosa dell’incontro è ormai risaputa e io alle ore 11 un salto alla Loggia lo devo fare comunque e se anche ci fosse una sola persona, un’ora gliela devo dedicare; tuttavia, Lei una e-mail, indirizzata al Maresciallo Restante, la deve inviare lo stesso, non si sa mai; sia gentile: data l’intimità dell’incontro, non mi porti gente che non abbia letto almeno cinque opere di Aldo Busi, non le digerirei. Non è una cosa che sia stata concessa mai a nessuno di incontrarmi così, come se niente fosse – l’ultima volta fu nel 1985, credo, e Lei deve sapere che gli stessi laureandi che per scrivere la loro tesi sulla mia opera esigono un’intervista con me, sono pregati di farla su un altro autore. Un caro saluto, Aldo Busi
Ps: è giusto che lei sappia che tutta la nostra corrispondenza finisce su Altriabusi.it, visto che non La conosco e che finora potrei essermi rivolto anche a un fantasma e i fantasmi che mi suscitano scrittura appartengono interamente alla mia mente, non a se stessi. Sia come sia, mai scritta una lettera a una persona senza la consapevolezza che quella data persona non era che il tramite verso la posterità della mia scrittura del momento.
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Ho letto la terza parte del suo discorso a puntate, dunque siamo d’accordo per il 28 ore 11 sotto la Loggia, perfetto.
P.S.: happy few mica perchè ricchi di danaro, perchè ricchi di motivazioni. Comunque è sicuramente giusto che il Sindaco di Milano percepisca un compenso, penso ci siano delle tabelle di riferimento che poggiano sul numero di abitanti e robe simili…..comunque pensiamo a portare Busi alla carica di Sindaco, prima, che dice?
Buona serata.
Giovanna Guercilena
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Guercilena! Ecco cosa non mi tornava nelle Sue e-mail: non era aggiornata con le mie! Per me è Lei quella che tira il carro, mi dica dove svolta e io seguo, che altro posso fare a parte prendermela comoda lasciandoLe il timone? Ci sto sopra! Pensi solo allo scandalo generale di farsi pagare lautamente per poi darne una buona parte a un asilo e a un ospizio e a un reparto infettivi e a un carcere! A presto. E baci. A.B.
5 responses to “Vogliamo Aldo Busi come sindaco di Milano” (IV)
Da una parte sarei proprio felice di vedere all’opera Busi come sindaco, o anche semplicemente come assessore in qualsiasi città d’Italia, ma dall’altra sarei anche in apprensione per lui, per quanto si possa provare tale sentimento per una persona che non è nè parente nè amico, ma solo il mio scrittore preferito…
Sta di fatto che la sera che Busi si è trovato ad andare via per lo schifo dall’Isola dei famosi ho provato un tale senso di tristezza e di nausea che mi sono ridotta che quasi mi veniva da piangere: ecco, voglio dire, cosa vi aspettate possa sucedere a uno come lui se ricoprisse un tale incarico pubblico?
Pensate veramente che lo lascerebbero fare, seppur nel ruolo del Sindaco, fosse anche solo per una settimana, quello che ha promesso in campagna elettorale?
Io non ce lo vedo proprio Busi a scrivere il de profundis.
Ciao Beatrice,
replicando a te vorrei replicare al tenore di commenti e sentimenti del genere.
Possibile che una candidatura a sindaco di Milano deve equivalere a un incarico da infiltrato nel sottomondo del crimine, assai più pericolosa perché l’infiltrato non ha nessuna copertura ma si infiltra alla luce del sole con il suo nome e cognome e indirizzo postale?
Non dico che la preoccupazione non sia legittima: è proprio la legittimità di questa preoccupazione che mi preoccupa due volte tanto.
Lo dico con il nervo scoperto del meridionale: se diamo per scontato che possa governare il Paese solamente chi ha tutte le coperture, segrete per modo di dire, del caso, significa che abbiamo già accettato il costo esorbitante della vendita a gratis di ogni nostro diritto, e che pagare le tasse, a questo punto, non è altro che versare il solito pizzo con in cambio la gentilezza di uno scontrino senza validità fiscale.
La candidatura di Aldo Busi voglio sperare non venga finalizzata a una occasione di commozione generale – nulla – per la tragedia personale tutta sua, ma un robusto ricostitutivo – costituzionale, magari – per smuovere quanti più cittadini possibile dalla commozione collettiva e nazionale di tipo de-cerebrale.
Aldo Busi di suo è da un ventennio – una volta tanto, un ventennio fausto – che ci procura i mezzi per dare inizio a un nuovo inizio. Ed ora, per soprammercato, aggiunge la possibilità di creare quello che penso sarà una lista civica, con il “rischio” che sia civica sul serio.
Più che di quello che succederà ad Aldo Busi – più di quello che pubblicamente gli hanno fatto, o meglio non-fatto, cosa più gli devono non-fare ovvero impedire di fare? – mi preoccupa quello che sta succedendo a noi, che mi sembra cerchiamo, e troviamo, consolazione nell’idea dell’impossibilità aprioristica di qualsiasi cambiamento.
L’idea di Aldo Busi sindaco di Milano esalta anche me, che sono napoletano e che quindi non ho il diritto di esaltarmi poiché neanche potrei votarlo: ma mi esalta lo stesso.
Il dubbio non è se Busi possa diventare l’eletto dei milanesi/italiani, ma se gli italiani/milanesi possano diventare elettori suoi.
Questa non è vuole essere una lode sperticata allo scrittore Aldo Busi – che già giova alla civiltà, e alla politica che merita questo nome solo quando è civile, tramite la sua Letteratura e che quindi ormai ha già mandati plurimi per una carica che si conta in secoli – ma una scorticatura agli italiani, milanesi e napoletani che siano.
Io di Aldo Busi mi fido – non si può scrivere quello che scrive lui come lo scrive lui senza essere, almeno in parte, anche in sostanza della stessa fatta, o simile, della scrittura – e in oltre venti anni di produzione letteraria ci sono così tante parti da formare un intero di tutto rispetto.
È dei milanesi/napoletani/italiani che voglio fidarmi di nuovo e di più.
Per questo credo che la candidatura di Busi a sindaco sia una grande occasione per tutti, noi.
sarebbe una lista civica, confermo
Cosa gli potrebbero fare di peggio che non gli hanno già fatto? Per esempio farlo fuori fisicamente, inscenando magari uno stupido revival alla Pasolini.
Detto questo se Busi si candidasse e venisse poi eletto Sindaco il mio più grosso rammarico sarebbe non potergli dare il mio voto perchè non sono di Milano.
Dopo di che sintonizzerei il Tg regionale sulla Lombardia per essere sempre al corrente su tutto quello che dice e fa.