“Vogliamo Aldo Busi come sindaco di Milano” (III)

Pubblicato il 07 novembre 2010

Il male come assenza di bene da parte di chi, pur potendo promuovere il secondo e arginare il primo, si ritrae e fa finta di niente è pericoloso e, soprattutto, è contagioso, lo penso anch’io. Ricorda un po’ la Arendt, no?

Mi fa un mondo di piacere vedere che comincia a calarsi nella parte. Il manifesto politico che ci ha mandato in risposta alla nostra lettera è perfetto, è poetico perchè parla della vita vera e lo fa da una prospettiva tutta umana, carica di tensione e compassione verso sè, gli altri, tutti e tutto. E’ la politica che voglio io, senza spreco di aggettivi a me sgraditi come, al primo posto, etico (impegno etico, questioni etiche e bla bla bla). Mi basta il senso di responsabilità, che mi sembra dica e contenga tutto quello che serve agli uomini e alle donne perbene.

Il compenso per il sindaco? Se penso a quello che guadagnano (ma forse dovrei dire arraffano) personcine come Tronchetti Provera o qualsiasi altro cosiddetto capitalista di casa nostra (peccato che siano capitalisti usi a sovvenzioni pubbliche e che il libero mercato non sanno nemmeno che sia), beh, la cifra che lei indica mi sembra fin modesta. Ma non è questo il punto, credo. A volte ci si può persino arricchire a fare una cosa gratis. Che lusso per happy few.

Domenica sera io e buona parte degli altri che hanno promosso questa avventura ci vediamo, da me a Milano, e parliamo fra di noi in attesa di incontrarla a fine mese. Di cosa si potrebbe e vorrebbe fare, di come lo si potrebbe e vorrebbe fare, di come è bene muoversi. Non so se Busi diventerà davvero il mio sindaco, ma è già il mio candidato ideale.

E lo so che con la storia della pedofilia le hanno rivolto e continuano a rivolgerle le peggiori offese: sporcano chi le pronuncia, non chi le subisce. Se servirà chariremo anche questo.

Buon pomeriggio,

Giovanna Guercilena

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Guercilena! 1) Non credo che la Arendt mi abbia mai letto: il fatto è che, anche leggendo Aristotele o Alfieri, chi pensa la politica, soprattutto senza farla, la pensa allo stesso modo e arriva alle stesse, sagge, coraggiose e impraticabili conclusioni. Che altro è la politica se non l’amministrazione dell’economia sommersa che le permette di essere al potere e il conseguente segreto di Stato per coprirsene le spalle? Certo, io romperei sui due piedi tutti i relativi sigilli delle occulte collusioni, ma Lei pensa che me lo permetterebbero? Io tremo al pensiero di essere costretto a lasciarmi sporcare da altri, ma o decido io come e quanto e verso quale idiota “principio superiore” debba o possa venire corrotto, almeno come strategia di funzionalità momentanea, o è meglio neppure pensare a un’impresa del genere, perché i caimani non devono neppure lontanamente illudersi che io sia nel momento necessario non meno caimano di loro. È strano per esempio come io, che rompo contratti di collaborazione per somme importanti se solo mi toccano una virgola, sia poi un consumato esperto di mediazioni (che non chiamerei compromessi, o pure fosse) allorché non devo più difendere la mia integrità, ma la disintegrazione di altri tenuta su con lo sputo in un’apparenza di unità per tirare a campare nell’unico modo che sanno, da schizofrenici cattolicanti. Io non voglio imporre una ragione, voglio posporre il più tardi possibile qualsiasi morte scriteriata a causa del potere per il potere, e siccome la diplomazia è l’arte di procrastinare l’inevitabile e di diluire il solido, anche se per natura sarei per lo scontro diretto e immediato, a me non stupisce il fatto di quanto io possa essere anche scaltro e commediante, e persino “basso”, se una battuta in più può ritardare una disgrazia altrui, soprattutto del nemico, che non è mai tanto sconfitto come quando è ridotto a integrarsi. Come vede, non direi proprio che è un pensiero nobile o anche solo democratico, visto che è preso di peso dalla politica imperialista dell’antica Roma. Io lotto per aggiornare una psiche nazionale alla necessità improcrastinabile della legalità non solo dei cittadini verso lo Stato ma, e forse tristemente soprattutto, perché lo Stato cessi di essere la filiale prediletta della mafia legalizzata e torni a imporre a se stesso la legalità verso i cittadini, e non userei solo carezze di piuma per trarre questa psiche infetta dalle sabbie mobili dell’Ottocento in cui la Breccia di Porta Pia è diventata più che mai una pia breccia con la porta chiusa a tripla mandata dal padre, dal figlio, dallo Spirito Santo e loro padrini. O da Milano sono un faro di luce sul Paese o non ci sto a fare la bella lampadina dalle barbe bruciate. Lei tenga conto che già una quindicina di anni fa ho rifiutato il seggio di parlamentare europeo, nelle file dei Verdi con ancora Manconi segretario, perché la cosa mi puzzava di bella e inerte statuina prezzolata, per non muoversi dal suo biscuit, con ben ottanta milioni al mese quattrocentottanta volte rubati ai miei concittadini.

2) Io non sono uno snob tanto comune e non mi arricchisco nemmeno spiritualmente a fare una cosa gratis, a parte ciò che decido io, che talvolta mi diverto persino a smenarci programmaticamente. Non possiedo capitali ereditati o accantonati dal malaffare e troverei immorale farmi forte del concetto di happy few come se non dovessi guadagnare come tutti per arrivare a fine mese: pochi felici a discapito di quanti infelici? Io non ho mai e poi mai fatto niente per guadagnare denaro facendo qualcosa (o scrivendo una sola frase) che mi ripugnava, ma tutto quello che faccio me lo faccio pagare al meglio, perché non esiste alcun buon esempio nel lavorare gratis e sarebbe contrario a ogni etica della cultura del lavoro, che per me sempre soma, dovere, fatica è, e non libera scelta di aristocratico coi dané, e di questo vado fiero, perché mi accomuna a coloro che pur di lavorare sono disposti alla soma di pagare. Chi può permettersi di lavorare gratis è qualcuno che deride chi è costretto a una paga di fame per mettere assieme il pranzo con la cena e scarsa sarà la sua immedesimazione verso i lavori usuranti e malpagati, tanto che, per mantenersi nel privilegio di continuare a lavorare gratis lui, finirà per far fare agli altri il doppio del lavoro perché mettano assieme o il pranzo o la cena, mai tutti e due.

Bene, allora ci incontriamo domenica 28 Novembre a Montichiari alle ore 11 sotto la Loggia della Piazza. Un caro saluto, Aldo Busi


10 responses to “Vogliamo Aldo Busi come sindaco di Milano” (III)

  • Luca dB scrive:

    Sono rientrato a casa dopo 10 giorni e prima di andare a dormire faccio un giro su “altriabusi” dove leggo: vogliamo Busi come sindaco di Milano… mi chiedo se sto sognando e, soprattutto, mi chiedo se questo sogno può diventare realtà.

    Nel caso in cui la cosa dovesse andare in porto (come mi auguro) e nel caso in cui a Milano servisse un ulteriore aiuto per un’ipotetica campagna elettorale bisognerebbe raccogliere le energie indispensabili anche attraverso questo grande sito. Una mobilitazione nazionale di Busiani direi…

    Un grande augurio a Busi, alla signora Guercilena e ai suoi colleghi

    e che l’Italia possa ripartire da Milano…

    liebe Grüße
    ldb

  • blip scrive:

    roba che mi trasferisco e prendo lì la residenza pur di votare alle amministrative!

  • Giovanna G. scrive:

    Un grazie a Luca DB per gli auguri e un benvenuto a Blip come cittadino di Milano.
    Milano può funzionare come inizio del riscatto liberale di questo povero, e anche impoverito, Paese.
    Il 28 novembre a Montichiari, sotto la Loggia della piazza, ore 11 è già fissato un incontro open con Aldo Busi. Spero sarete dei nostri.
    http://www.facebook.com/#!/event.php?eid=104844456250466

  • Daniele Montanari scrive:

    Gentile Redazione,

    non capisco una cosa, ma queste signore e questi signori che vorrebbero Busi come sindaco di Milano, che presumo siano lettori della sua opera, non potrebbero prendersi la briga di candidarsi loro? Lo scrittore ha già fatto ben più di un sindaco, ha scritto.

    O forse si sente sempre e comunque il bisogno di una personalità, di una guida, di un leader, di una auctoritas?

    Saluti,
    Daniele Montanari
    Milano

  • Massimiliano Viardi scrive:

    Gentile Giovanna,
    sono un cittadino di Brescia, la ricca Brescia, la Brescia dei bonus bebè solo per italiani, dei parchi in cui è negato fare qualsiasi cosa, dei poliziotti sugli autobus e non dimentichiamo le ormai famose gesta dei vicini di Adro o Coccaglio.
    Credo fermamente che Lei e i suoi colleghi abbiate dato forma a un’idea che probabilmente ha solleticato la fantasia di molti, ma che mai nessuno aveva avuto il coraggio di mettere in atto fino a ora. Complimenti.
    Il 28 sarò presente all’incontro open e cercherò di dare al suo comitato e al “Candidato Sindaco di Milano” il mio contributo di idee, critiche, disponibilità di tempo e esperienze lavorative.
    Cercherò in questi giorni di veicolare il vostro profilo facebook tra i miei concittadini, considerato l’urgenza di di quel riscatto liberale che molti pensano ma pochi hanno il coraggio di chiedere concretamente anche nella mia città.
    A volte sono 6 giovani immigrati che ci ricordano l’importanza che i cittadini regolari facciano sentire la loro voce quando i diritti che sanciscono la libertà individuale, regolano la convivenza civile e forniscono la possibilità a ogni individuo di lavorare regolarmente vengono disattesi o,come è capitato molto spesso negli ultimi anni, negati a chi ancora non li ha.

    Un saluto,
    Massimiliano

    P.s. Alla redazione: vi sarei grati se forniste il mio indirizzo mail alla Sig.Guercilena che potrà utilizzarlo come riterrà opportuno.

  • Luca dB scrive:

    Gentile Signor Montanari,

    comprendo la Sua affermazione anche se non condivido pienamente le conclusioni a cui arriva. La domanda che Lei pone “Si sente comunque il bisogno di una personalità, di un leader etc etc???” è lecita ma, probabilmente, se Le rispondessi dicendoLe SI, Lei leggerebbe questa mia risposta come il frutto di codardia, inettitudine o, ancor peggio, del bisogno impellente di aggrapparsi a qualcuno in grado di tirarci fuori dalla miseria in cui siamo sprofondati.

    Busi ha scritto dei capolavori (mi riferisco non solo ai romanzi ma anche ai diversi “manuali”) che, al di là dell’indiscutibile valore letterario, decodificano la società italiana mettendola a nudo (o forse farei meglio a dire… mettendoCI a nudo). Cosa devo dirLe signor Montanari? Busi CI conosce, sa di cosa ha bisogno il nostro paese (anche se magari la ricetta prevede medicinali a cui molti nostri connazionali risultano essere allergici) e io, onestamente, nato nel 1980 e quindi vissuto, da quando ho una coscienza politica, unicamente nell’ERA Berlusconiana di cui solo ora (forse), a 30 anni, riesco a vedere la tanta agognata fine, voglio che a tenere le redini del paese, fosse anche solo alla guida di una grande città, siano persone fidate, chiare, limpide, cristalline…
    Se lo stato, nella sua interezza, è veramente come un corpo umano dove tutte le parti agiscono autonomamente non perdendo mai di vista il bene comune, ben venga che sia Busi la testa, anzi: ci sia FINALMENTE al governo UNA TESTA.

    Non scelgo Busi perché ho bisogno di un leader (avrei scelto una personalità meno “scomoda” e più accondiscendente verso la “pancia ruttante” di questo paese)… scelgo Busi perché MI FIDO di un uomo che da un’isola, rivolgendosi attraverso le telecamere della rai ad un paese di EVASORI, urla che per lui PAGARE LE TASSE E’ UN ONORE e che il vero problema del paese è l’OMOFOBIA (mentre la Santanchè dalle colonne dei giornali sostiene che “nessuno vorrebbe avere un figlio frocio”).

    Signor Montanari, mi scusi, ma se c’è veramente anche minima la possibilità di avere un uomo di questo spessore a governo di una città importante come Milano… perché PERDERLA?

    Le porgo i miei più cordiali saluti
    ldb

  • Giovanna G. scrive:

    Busi sarebbe un ottimo candidado non perchè uomo forte o uomo guida o uomo leader. Solo e semplicemente perchè parla, ragiona, pensa come un vero campione del liberalismo. Il fatto, poi, che sia anche conosciuto e goda di una certa popolarità, è certamente un plus, benvenuto per quanto mi riguarda.

    Grazie a Massimiliano Viardi. Mi trova su facebook, Giovanna Guercilena…ci son solo io, non ho omonimi

  • Daniele Montanari scrive:

    Gentile Luca DB,

    Non si offenda, ma a leggerLa mi sembra di vedere i commenti a un qualsiasi post di Beppe Grillo. Ma quando la si finirà di cantare epicamente le gesta di uno e uno solo? Si candidi Lei, Le ripeto, perché ha bisogno di Busi? Perché non Le basta la sua opera?

    Questa fiducia di cui Lei parla, si basa su cosa? Chi Le dice che Busi potrebbe essere un buon politico?

    Abbiamo da perdere molto nel fatto che si candidi, magari proprio la fiducia…

    Mi permetta di aggiungere una piccola polemica, come fa ad affermare, signor DB, che il più grande problema italiano è l’omofobia? E le barriere architettoniche? L’evasione fiscale? Il senso di appartenenza a un gruppo/famiglia/clan/mafia/lobby/circolo di lettori? Non si illuda, Berlusconi non nasce dal nulla, è frutto della continua ricerca del Capo.

    Votiamo i programmi, attuabili, concreti, civili e onesti, non gli idoli.

    Saluti,
    Daniele Montanari

  • Luca dB scrive:

    Gentile Signor Montanari,

    si, forse, potrebbe essere il commento ad un qualsiasi post di Beppe Grillo… eh? what’s the problem??? chi commenta Beppe Grillo, o qualsiasi altro post, deve dire per forza stupidaggini… facciamo un giudizio a Priori allora? non so… si potrebbe, ma si cade nel pregiudizio credo…

    Poi:
    1) la fiducia che ripongo in Busi si basa sul messaggio della sua opera e sul fatto che, avendo spesso modo di parlare con lui personalmente, MI FIDO (del resto anche la signora Giovanna e lo stesso Busi hanno premesso che un incontro “personale” è fondamentale per un accordo)

    2)ho citato il problema dell’omofobia, come quello dell’evasione fiscale (ma questa ultima citazione Le è sfuggita visto che nella Sua domanda mi rimprovera di aver omesso, appunto, l’evasione) a mo di esempio… non volevo scrivere un programma politico. Ripeto: erano ESEMPI, solo ESEMPI che servivano a sottolineare il CORAGGIO che ha avuto Busi nel denunciare avanti all’Italia le ingerenze del Vaticano nella politica del paese e, ripeto, il problema dell’evasione fiscale. Lo scopo era, dunque, sottolineare il CORAGGIO non fare una lista di problemi. Ma forse mi sono espresso male.

    3)Berlusconi non è frutto di una continua ricerca del Capo… Berlusconi è il frutto della ricerca di un Capo che cerca di personificare gli istinti, più o meno animali, del paese per raggiungere il potere.

    4)Si candidi Lei??? e certo che mi candido… mi sono candidato tante di quelle volte (risultati alterni) ma nel mio comune di appartenenza. Cosa farei a Milano come sindaco o assessore? non conosco la città, non conosco la Lombardia e non sono neanche conosciuto dall’elettorato. In politica ci vuole un minimo di conoscenza del territorio e di strategia.

    5) La signora Guercilena incontrerà Busi per discutere del programma da quello che ho capito. E lo stesso Busi, per mettere le cose nero su bianco, si affiderà alla stesura di un programma. Vedranno se questo programma è attuabile, concreto, civile, onesto e con dei punti in comune tra le parti.

    Busi per me non è un idolo ma una persona in carne ed ossa che stimo. E proprio questo considerarlo UOMO mi spinge ad appoggiarlo.

    a presto
    Luca

  • Daniele Montanari scrive:

    Gentile Luca,

    mi spiace che si sia sentito offeso, non era mia intenzione. Auguri a tutti di una buona riuscita, c’è bisogno di gente onesta e di senso civile. È nell’interesse di tutti che il vostro progetto si realizzi.

    Grazie alla redazione per lo spazio concesso.

    A presto
    Daniele

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