“Vogliamo Aldo Busi come sindaco di Milano”

Pubblicato il 04 novembre 2010

Un comitato di cittadini milanesi ha scritto una lettera ad Aldo Busi per proporgli di candidarsi a sindaco di Milano. Qui di seguito pubblichiamo la lettera e la risposta dello Scrittore. Per conto degli altri firmatari, Giovanna Guercilena ha dato l’assenso alla pubblicazione della lettera su Altriabusi.it.

Caro Signor Busi,

siamo un gruppo di cittadini animati da passione politica pur senza avere mai ricoperto ruoli o incarichi pubblici. Da anni guardiamo la nostra città umiliata da una politica senza visione, senza immaginazione, senza futuro. Quella che una volta era definita la capitale morale d’Italia e che ha sempre funzionato come laboratorio di innovazione e apertura è oggi sacrificata entro i confini angusti dell’ordinaria amministrazione, per di più con pericolose derive proibizionistiche e illiberali.

Questa lettera nasce dunque da un’intuizione: che per Milano Lei possa rappresentare la promessa e la possibilità di un futuro migliore, nel segno della libertà, della laicità, dell’anticonformismo, dell’etica della responsabilità. Valori che noi vediamo perfettamente incarnati in Lei e con i quali pensiamo si possa anche governare una città. Perché non esiste l’amministrazione sganciata dalla politica e la politica come la intendiamo noi è cultura, impegno, rispetto, sacrificio, coraggio.

Ci piacerebbe che Lei diventasse il nuovo Sindaco di Milano e Le chiediamo di impegnarsi in un’impresa difficile e pur tuttavia bellissima. Una sua candidatura a Sindaco potrebbe, secondo noi, rappresentare quella scossa di cui Milano ha davvero bisogno.

Un’operazione siffatta su Milano avrebbe – va da sé – un significato immediatamente più ampio e acquisterebbe una visibilità nazionale.

Potrebbe dar voce a una parte di questo Paese da anni mortificata e umiliata, potrebbe trasformare un’insignificante tornata elettorale nell’occasione inattesa per tornare a parlare delle nostra città e del nostro modo di vivere, in modo finalmente libero.

Se anche fosse utopistico pensare a una vittoria elettorale – il blocco di potere che insiste su Milano e sulla Lombardia in generale è fortissimo, lo sappiamo bene – varrebbe pur sempre la pena di sostenere Aldo Busi come Sindaco di Milano, di presentarne la candidatura ai media, di coinvolgere le forze sociali in grado di finanziare il progetto, di parlare alla città con un linguaggio libero e contro corrente, in una parola di fare campagna elettorale.

Per questo abbiamo creato su Facebook il gruppo “Vogliamo Aldo Busi come Sindaco di Milano” che, senza particolari spinte o promozioni, ha già superato i 150 iscritti. Aspettiamo solo una sua conferma per lanciare il gruppo e il resto delle iniziative, e per impegnarci a unire gli altri soggetti che cercano un campione libero da sostenere.

Le offriamo sin da ora tutta la nostra disponibilità ad affiancarla e a sostenerla in questa avventura che probabilmente i benpensanti bollerebbero come scandalosa, ma che a noi pare entusiasmante. Crediamo non si tratti di un’iniziativa velleitaria, ma di una scommessa comunque vincente, e possiamo mettere a disposizione di questo progetto competenze trasversali tali da rendere fattibile una campagna elettorale ricca di contenuti e ben organizzata.

Se questa idea, signor Busi, Le sembrasse abbastanza folle da essere interessante, saremmo felici di poterne parlare con Lei.

Milano, 2 novembre 2010

Giovanna Guercilena, Marco Del Ciello, Matteo Coceani, Massimiliano Melis, Luca Pozzoni, Fabio Pazzini, Anna Robustellini, Fabio Ruta, Nicola Scardi

*

Guercilena! Come Lei ben saprà, la funzione principale di un sindaco, a parte barcamenarsi tra la differenziatissima economia di mafia sul territorio, cioè ben oltre, consiste nel presenziare a funzioni esoteriche, commemorazioni con cappellani militari dagli stravaganti copricapo e a un pandemonio di funerali, e io non sono andato nemmeno a quello di mia madre, perché dove c’è un prete non posso starci io. Lei non lo sa, ma non partecipo non solo a matrimoni religiosi e battesimi, ma neppure ai banchetti che ne conseguono, odio l’otto per mille a qualsiasi chiesa e cricca che parla in nome di Dio (Mammona, perché un altro non l’ha inventato ancora nessuno). Tuttavia, stravaganza per stravaganza, perché domenica mattina alle ore 11 non ci incontriamo sotto la Loggia in piazza ex Garibaldi a Montichiari, Lei e i firmatari e chiunque aspiri a concretizzare questo assoluto colpo di genio attraverso di me, anche se al momento Le sono solo grato della bella risata che mi ha suscitato? Ho riso di me aspirante Sindaco di Milano, ovvio, non della Sua proposta, che trovo lucida, pragmatica e, perché no, piena di buon senso: sarei un sindaco inevitabilmente spettacolare, nemmeno un centesimo mi resterebbe mai attaccato alle dita e le taglierei a chiunque si servisse di me per sgraffignare soldi pubblici; inoltre, ho un occhio di comprensione “globalizzata” per l’imprenditoria sia piccola che media e per i suoi affanni bancari e di costo esoso del lavoro, ma certo non ho sufficienti basi di economia come scienza del reale e dell’irreale per dire la mia sulle multinazionali senza rischiare un’ingenuità che in un istante mi renderebbe ridicolo e obliterato universalmente; e questo occhio andrebbe innanzitutto verso le periferie infelici, le madri sole, le coppie di fatto, il lavoro in nero, l’assoluta parità tra lavoratori italiani e no, e l’esaltazione della città come luogo del fare all’amore e del fare cultura, perché senza questo miraggio non c’è turismo, e senza turismo in Italia non c’è niente. Oh, quanto sarebbe bello fare di Milano una città erotica: bisognerebbe innanzitutto regolare la prostituzione, sia femminile che maschile, legalizzarla come un’impresa qualsiasi tra contraenti maggiorenni, perché io per “città erotica” intendo tutt’altro che il mercimonio, cui non c’è rimedio e allora tanto vale tassarlo e tutelarlo nei suoi inalienabili diritti comuni a qualsiasi statuto dei lavoratori, intendo la bellezza di una città sicura e sentimentalmente evoluta e accettante e spiritosa in cui avvengano la seduzione e l’incontro disinteressato tra cittadini liberi di un gesto gratuito e spontaneo senza essere colpevolizzato o organizzato dalla mafia dei corpi, specialmente se schiavizzati; vorrei poi verificare lo stato strutturale della città: fondamenta, tubature, acquedotti, infiltrazioni tossiche nelle falde acquifere, salubrità dell’aria e dell’acqua, tenuta delle strade, dei ponti, dei palazzi più antichi; e dichiarerei guerra alle auto in centro, ponendo intanto il limite a 20km orari per un raggio di quattro chilometri dalla Scala, il che è già un bel deterrente, visto che oggi si lanciano addirittura a 25km/h già dalla Bovisa, anche se mai deterrente ideale come parcheggi a stella da cui partano autobus e metropolitane leggere a non finire; e gli ospizi, e gli asili? Per quanto la coperta sia stretta, ogni bambino e ogni persona anziana devono essere accolti a spese dello Stato se non hanno mezzi loro o di famiglia, per socializzare in un asilo assolutamente laico e per spegnersi in pace in un ospizio, ma vivi fino all’ultimo respiro, seppure ognuno con l’immaginetta del suo santo di riferimento tra le mani giunte. Superfluo dire la mia lotta all’omofobia, al disprezzo politico verso le donne, alla pedofilia, cominciando dallo sfruttamento dei bambini stranieri per le strade a fare accattonaggio, al razzismo, a ogni incitazione all’odio sociale per questa o quella minoranza, e ai musulmani che vogliono costruire una moschea consiglierei di costruire prima un ospedale pubblico e due asili laici aperti a tutti i bambini di tutte le razze e religioni (a patto che ogni fede se ne stia a casa sua), poi si vedrà, ma certo vorrei che godessero di una loro rappresentanza nella giunta. Inutile dire che sarei in grado di dialogare sia con gli intonacati signori Tettamanzi che Ravasi, persone degnissime, a patto che sappiano rispettare la priorità politica del “mio” Stato sulla loro Chiesa. A proposito di quanto viene prima e quanto dopo: e una verifica sulla tenuta della raccolta differenziata dei rifiuti in tutte le fasi della filiera dello scarto urbano? Io, che odio qualsivoglia psicofarmaco, liberalizzerei la droga leggera, ma al contempo istituirei una campagna di informazione sulla cancrena individuale e sociale che comporta delegare a un’erba o a una sintesi farmacologica o a una polverina o a un “Uomo Forte” la propria minuscola debolezza di carattere e di senso civico. E l’informazione nelle scuole sulla profilassi contro le malattie veneree e l’aborto clandestino a cominciare da quello tra ragazze minorenni? E mi batterei a livello nazionale affinché in Italia si abbia la stessa emancipazione dei diritti basilari del cittadino che ha la Colombia, dove l’età del consenso sessuale è quattordici anni per tutti e tutte le sessualità, non per promuovere qualcosa che a quell’età ormai ognuno fa in abbondanza e in modo del tutto segreto e sprovveduto, ma per rendere consapevoli i cittadini, minorenni a parole ormai, del rispetto del loro corpo e delle strutture pubbliche pronte a intervenire in caso di malattia, di sfruttamento, di disagio, vista l’indifferenza e l’impreparazione a tale educazione della stragrande maggioranza dei genitori stessi, e nella più assoluta osservanza del segreto d’ufficio, senza riferire né alle famiglie né deferire a organi giudiziari, visto che è proprio questo pericolo che tiene lontani i giovani, già sofferenti e traumatizzati, dal correre ai ripari in tempo. E poi via le slot machine dai locali pubblici, già tanto mi costa tollerare le bische di Stato, dal superenalotto al gratta e vinci e alle lotterie nazionali, però empori e ristoranti e pasticcerie aperti di notte, basta che provvedano da sé alle norme di sicurezza interna e al minimo sgarro o vendita impropria, tipo quella di alcol non consumato sul posto, via la licenza. E poi, udite udite: o i vigili urbani ritornano a lavorare nelle strade o le loro seggioline gli verrano tolte da sotto e bruciate sulla pubblica piazza, lo stesso dicasi dei funzionari pubblici che invece di snellire la burocrazia per l’accesso dei servizi ai cittadini, la complicano, anche con l’assenteismo vero, che consiste nell’occupare passivamente e in modo ostruttivo uno stipendio statale. Ogni forma di parassitismo e di nepotismo sarebbe falcidiata, e mai nessuno potrebbe accedere alla mia persona di sindaco se non in presenza di un testimone ufficiale che ne registri l’onestà e d’intenti e di scopi: ogni telefonata da me ricevuta o fatta venga registrata 24 ore su 24 ed eventualmente resa pubblica. Essendo poi Milano, con Torino, una delle capitali storiche del Sud che emigra per necessità, è da escludere alla radice ogni istanza di separatismo. Se si toglie ai grandi o grossi borghesi milanesi la generosità e la lungimiranza, che cosa gli resta? Quello che per l’appunto sono diventati: un tinello di miopi litigiosi che sbattono il naso anche contro le mosche di cui finiscono per riempire il pugno – ah, l’Expo! Siccome al momento mi sembra una teoria di capannoni periferici con la brutta pretesa di competere (tra anni!) con la magnificenza (attuale) di Shangai, io sarei più creativo: si cancella del tutto l’Expo e la si intraprende quando lo spirito culturale collettivo è a un’altezza almeno europea e quindi compatibile con un’impresa che nella sua realizzazione non contempla alcuna scoria di mira tribale, campanilista e di clan. E chi mi aiuterebbe a snidare e ad allontanare le trappole tesemi alle spalle dalle mele marce che non riusciranno mai a infettarmi faccia a faccia? Può un sindaco trasparente governare se non lo è una Questura, una Magistratura, una Camera di Commercio, un Assessorato ai Lavori Pubblici, una Sanità, un… Governo? Come farei a far capire che, anche se promuovo il merito e non la raccomandazione o il segno partitico o di casta ereditata, non c’è cittadino sulla faccia della madre terra che non sia un cittadino UGUALE e che, se c’è talvolta del demerito nel non avere merito, non c’è alcun merito nel merito stesso se vuole essere premiato oltremisura a discapito di chi ha la sfortuna, la disgrazia, la menomazione di non averne alcuno, fosse pure l’ultimo criminale che delinque per insormontabile mediocrità ? Eccetera. Be’, basta, mi sono divertito abbastanza per oggi. Allora, venite a fare un giro a Montichiari? L’uscita è a Brescia Est. E Vi dirò per filo e per segno perché questa proposta non può interessare all’alto senso di incolumità che mi contraddistingue: perché sono l’uomo del NO e non sono ricattabile, quindi mi farebbero fuori in ventiquattro ore. Ora, va bene non aver vissuto, a causa del vecchiume estetico e quindi etico dell’Italia, che l’ombra dell’ombra di un’esistenza piena e l’aver sprecato la mia vita qui, a scrivere in italiano per mero compiacimento del martire nato, ma addirittura morire per Milano mi sembra esagerato. Mi ci vedete a me a trattare con Formigoni e Comunione & Liberazione e Berlusconi e Bossi e trote varie di allevamento? O magari, visto che un sindaco deve aspettarsi di tutto quanto a tegole in testa, con Facebook? Un caro saluto, Aldo Busi

PS: È STATO CHIESTO ALLO SCRITTORE DI SPOSTARE L’INCONTRO A MONTICHIARI NELL’ULTIMA DOMENICA DI NOVEMBRE PER MEGLIO ORGANIZZARLO E LUI È TERRORIZZATO MA D’ACCORDO.


6 responses to “Vogliamo Aldo Busi come sindaco di Milano”

  • PIER LUIGI scrive:

    Salve a tutti.

    Ho letto con attenzione “l’invito” e la risposta del Sig. Busi, e mi piacerebbe essere dei vostri.

    Ho iniziato a leggere Busi da quando avevo 17 anni e ora ne ho 36.La sua idea di politica mi è ultranota e non ho certo avuto bisogno di vedere l’intervista con quella furbetta della Gruber per sapere quale pensiero politico permea la sua figura. Verrebbe da pensare che l’Italia non è pronta per questo. Significa rifondare la politica ab imis, creare una nuova idea di pensiero politico. Ma questa è una menzogna: questo paese non sarà mai pronto se qualcuno non inizia a preparare il terreno. Forse Busi non diventerà le elezioni ma avremo indicato, nel nostro piccolo, un modo diverso di governare.Mi piacerebbe venire all’incontro che è stato, sembrerebbe, rinviato all’ultima settimana di novembre:posso? un saluto Pier Luigi

  • Serena scrive:

    Mi sembrava un’idea folle, una magnifica provocazione, dengna in quanto tale, ma senza concretezza. Poi ho letto la lettera dell’Aldo più alto… e mi sono commossa. Grazie

  • [...] Aldo Busi candidato Sindaco a Milano?! [...]

  • Giovanna G. scrive:

    Follia sarebbe abbandonare l’idea pensandola folle, dichiararsi sconfitti per paura di provarci

  • [...] anticlericale. Lo scrittore non si nega e risponde a dei “perfetti sconosciuti” con una lettera bellissima, scritta con un linguaggio del tutto “impolitico” e proprio per questo politicissimo. Un testo [...]

  • andrea scrive:

    Non ci crederete, ma ho visto Leonardo da Vinci, con i suoi quattro valletti danzare e brindare entusiasti all’idea di vedere Aldo Busi sindaco di Milano.

  • Lasci un commento

    Articoli più recenti

    Si parla di

    Altriabusi.it

    Altriabusi funziona su piattaforma WordPress con il tema SubtleFlux.

    Copyright © Altriabusi