La comodità di una botte di ferro
Pubblicato il 21 ottobre 2010
Commento di Aldo Busi apparso su “Novella 2000″ in edicola da oggi, a proposito del coming out di Tiziano Ferro.
Rivelare la propria omosessualità in Italia non può più rientrare in una strategia a tempo, dopo la mia guerra vecchia di mezzo secolo contro gli assolutismi religioso-assolutistici che sancirono la contro-natura di ogni atto relazione sessuale non a fini familistico-procreazionisti. Per me questo Ferro ha aspettato troppi anni per godere della mia stima, diciamo che si è svegliato con ogni comodo, dopo troppi soldi fatti a discapito della troppa ruggine accumulata in testa, sua e delle sue fans. Inoltre non significa niente da un punto di vista civile e politico ammettere la propria omosessualità se al contempo non si diventa pubblicamente acerrimi nemici di chi e quanti hanno voluto renderti la vita impossibile per un simile nonnulla. O questa ugola rantolante pietà e comprensione ora fa un album anticlericale e antifascista via l’altro, o tanto valeva che restasse un ipocrita culetto biancogiglio in attesa di ritornare obeso. Sarebbe ora che gli italiani e le italiane ascoltassero meno refrain su finti amori infelici/felici e si leggessero almeno Seminario sulla gioventù. Possibile che in questo paese a parte me nessuno faccia mai la sua parte senza aspettare di farla una volta morto, cioè di solito già da vivo?
13 responses to La comodità di una botte di ferro
Cacchio! Ci voleva Tiziano Ferro per mettere d’accordo Aldo Busi e Franco Zeffirelli! Mha! L’Italia rotola di male in peggio…
Tiziano Ferro: “Sono gay e ho sofferto di bulimia”.
Grazie!, co’ tutte le magnate de cazzo che tte sei fatto!!
Tiziano Ferro: “Sono gay. Non me lo so spiegare”.
Tutte quelle lagne canterine! Pensavamo fossero dolori di cuore, invece erano dolori di culo!
Tiziano Ferro: “Sono gay”.
Povia: “Non ti preoccupare: è una fase passeggera”.
Ma allora quando cantava “perché fa male, male, male da morire…” a cosa si riferiva?
Adesso abbiamo capito perché gli mancava “la sua bianca schiena”…
UNO A ME, UNO A TE, UNO A TUTTI E DUE.
…e alle donne niente?
“…e adesso trova il modo e fammi stare zitto/
fammi stare zitto!…”
Indovinate un po’ qual è il modo in cui Tiziano vuole essere messo a tacere…
Se i commenti a Altriabusi.it non fossero moderati, ci ritroveremmo ogni volta sommersi dalle offese di cui sopra. Offese non solo nei confronti degli omosessuali ma anche dell’intelletto. Non facciamo in tempo a pubblicare un testo di Aldo Busi in cui si parla di andare oltre la semplice affermazione “sono gay” che arrivano i paladini della banalità e della superficialità e non vanno oltre la battuta facile. Affermare “sono gay” ormai non ha alcun valore intrinseco; nel caso di Ferro, poi, non richiede alcuno sforzo vista la “botte di ferro” in cui si trova ora. La limitatezza altrui, però, non è un alibi per rimanere ancorati alla propria. Altre volte in passato abbiamo provato a pubblicare un po’ di commenti di questo tenore per dimostrare quanto valore abbiano le parole di Busi – più sono inascoltate e più sono necessarie, ci dicevamo. Ma le parole di Busi ci sono già, ci sono sempre: mancano quelle degli altri.
Cari tutti,
è sintomatico notare come due democrazie stanno in questo momento dibattendo sul tema dell’omossessualità. In Italia (in questo sito lo si mostra nei commenti dei lettori) si sommerge il malcapitato (?) con insulti e una assolutamente glaciale mancanza di sensibilità per il percorso personale di un altro essere umano, botte di ferro a parte (ma quale sarebbe la botte di ferro i cui il nostro TF si troverebbe? Si è famosi ora per non esserlo più in un batti baleno). Negli Stati Uniti il tono è altro. Non di outing di stars si parla, ma del fenomeno del bullismo e dei suicidi indotti contro giovanissimi adoloescenti gay. Non si comanda a bacchetta ad atri esseri umani di essere aperti e battaglieri su questo tema. Ognuno ci arriva se e come puo’, purtroppo.
Chi è d’accordo con Busi, tace. Assorbe e fa se stesso in silenzio.
E’ chi ha niente nell’intelletto che sente irrinunciabile la possibilità di segnalare al mondo la propria idiota opinione, non appena ne ha occasione. Solo così, facedola rimbalzare da qualche parte, può convincersi veramente di averne una.
Ci vuole coraggio per uscire da uno stato di ignoranza. Ma ci vuole anche tanta intelligenza: bisogna prima riconoscerla.
sono sgomentone: le reazioni (soprattutto da parte gay) a questa presa di posizione di Busi sono veramente cretine e irritanti. ma io con questi devo proprio averci a che fare (intendo nella vita “reale”)?