Di luce riflessa

Pubblicato il 14 ottobre 2010

Riceviamo e volentieri pubblichiamo:

Ringrazio la redazione se vorrà rendere noto che con Vittorio Sgarbi – il quale in una recente intervista al Corsera spende addirittura il mio nome per la Biennale di Venezia 2011 quale improbabile suo consigliori circa gli artisti da scegliere – nulla ho mai avuto professionalmente a che fare e che non intendo cominciare adesso. Tralascio ogni considerazione sull’uso offensivamente aggregante che costui fa di un galantuomo famoso come me all’oscuro di tutto. Se da questo madornale sogno ad occhi aperti di potersi vantare di avermi installato sulla sua traballante e fetente carretta devo giudicare la responsabilità delle fonti appurate che metterà nella sua curatela veneziana, c’è da augurarsi che un’acqua sempre più alta inizi da ora a scongiurare o almeno a perfezionare il sicuro disastro in arrivo. Aldo Busi


1 Response to Di luce riflessa

  • Marco Manconi scrive:

    Buffa, l’inconsistenza di certa gente, capace di bestemmiarti e scagliartisi contro a morte pubblicamente, per poi dimenticare in un attimo tutto e senza neanche chiedere il permesso (a lei poi, Aldo Busi, e non so se si tratti di un semplice e sciocchino tentativo di “corruzione” o semplice deficienza e ignoranza di chi è davvero Lei, cosa ancora più imperdonabile) concluderti all’interno del loro gotha di privilegiati mondani, oppure accorrere se invitati da chi pareva un istante prima il loro peggior nemico.
    Sarò provinciale, paesano, ma ho sempre dato parecchio peso alle parole, alle accuse, ai giudizi e agli insulti, tanto più se in pubblico e ancor più se di personaggi pubblici.
    Non so bene fino a che punto c’entri, ma ricordo che per un ex Br, furono enormi shock e delusione nel vedere, un giorno che era appostato fuori del Palazzo, prendere cordialmente insieme il caffè e stringersi le mani, chi fino a dieci minuti prima si scannava tra i banchi di Montecitorio.
    Ma a differenza dell’ingenuo Br, nessuna sorpresa oggi da parte mia riguardo l’atteggiamento e la faccia del curatore della carretta. Non da tanto, lo ammetto, ma ormai ho preso atto che per molti le parole, per non dire i fatti, non hanno assolutamente alcun peso, che siano o meno personaggi importanti, ma non sarebbero appunto affatto “importanti” se alla gente comune importasse qualcosa della coerenza in ciò che si dice e ciò che si fa.

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