Una lettera al Corriere
Pubblicato il 11 ottobre 2010
Lettera di Aldo Busi apparsa sulla rivista Babilonia n. 84, dicembre 1990, pag. 7
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In occasione di un articolo sull’Iliade e le gesta epiche degli eroi omerici (trattati dall’autore come fossero bulli di paese), pubblicato sul “Corriere della sera” l’11 ottobre, lo scrittore Aldo Busi ha inviato alla redazione di via Solferino una lettera registrata al magnetofono, mai pubblicata. Per conoscenza, ha spedito la lettera a “Repubblica”, che ha fatto orecchie da mercante.
La pubblichiamo noi di “Babilonia” per testimoniare che, talvolta, qualche intellettuale scende dal trono per unirsi a una massa – ci auguriamo sempre più nutrita – che esprime puntualmente tutto il suo disprezzo verso gli attacchi della carta stampata contro i gay. Ecco il testo della lettera indirizzata a Ugo Stille (allora direttore del “Corriere della sera”, n.d.r.) e a Giuliano Nascimbeni (allora responsabile della terza pagina. n.d.r.).
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Nel numero odierno del Corriere della sera, leggo a firma di tale Silvio Bertoldi la seguente chicca: “…Achille vinceva sempre, era invulnerabile, che bravura. Inoltre, era un finocchio, spocchioso e isterico. Quel cadavere di Ettore, trascinato dietro al suo carro, gli peserà sulla coscienza nei secoli dei secoli”. Non più tardi del 1987, se ben ricordo, il taglio in basso della prima pagina riportava quell’altra chicca a mo’ di titolo: “Si potrà impedire che il proprio figlio nasca omosessuale”.
Ora, malgrado le inani e antipatiche distribuzioni d’arte acclusa, ho finalmente capito perché Il Corriere, a forza di parlare di finocchi e di omosessuali come se fossero categorie sociali particolari, è stato particolarmente veloce nel prenderlo in quel posto da Repubblica. Dire che è vergognoso per tutta l’Italia del Nord che, nominalmente almeno, si vorrebbe più vicina all’Europa, è dire poco di questo quotidiano dalle pretese nazionali: giudizi che sono superati persino alla curva sud appaiono tutti belli pimpanti nella cosiddetta pagina culturale, l’ex terza pagina del Corriere.
Io spero che di lei, Stille, di lei, Nascimbeni, di lei, Bertoldi, si faccia equamente scempio un giorno o l’altro non dico dietro un carro, ma almeno dietro la puzzolente carretta che tirate con tanta fatica per tirare a campare sulla pelle di gente che, sappiate, non è più tanto debole come ancora vi va di pensare.
Io chiedo pubblicamente la vostra pelle: chiedo che tutti gli omosessuali e lesbiche che vi conoscono personalmente vi sputino almeno in un occhio incontrandovi quando andate a chiedere l’elemosina dai partiti e dalle cricche industriali. Non arrivo, vedete la mia generosità, a chiedere che tutti i collaboratori omosessuali del Corriere si astengano per protesta 69 giorni dallo scriverci sopra, perché è giusto che il vostro stupidotto di un giornale appaia in tutta la sua obsoleta voluminosità. Altrimenti mi sa che, data l’edizione ridotta, dovreste attaccarvi non solo alle dispense d’arte ma anche a quelle papali.
Distinti ‘ffanculo,
Aldo Busi
3 responses to Una lettera al Corriere
E’ un intellettuale di grande pregio. E di intellettuali veri ne abbiamo davvero pochi. Io ne conosco solo 3 o 4. Mi spaventa comunque il suo fervore, perchè non ho tanta capacità oratoria e non saprei sostenere un dialogo. Però leggere e sentire le sue considerazioni, per me rappresenta un momento di grande opportunità di crescita. E gli sono grata per gli spunti di riflessione che ci fornisce. Mi rammarico di non poterlo avere nello spazio culturale di cui sono responsabile, perchè so che anche se lo invitassi, non verrebbe.
Gentile Marina,
non disperi!
La informo che in un recente intervento televisivo Aldo Busi ha affermato che se venisse invitato a parlare in un consesso rautiano non avrebbe mancato di parteciparvi, a condizione di portarvi i suoi contenuti.
Ora, cara Marina, io non so se il suo “spazio culturale” sia un’emanazione di una Pro Loco piuttosto che un convegno permanente sulla pace nel mondo ospitato in un attico gestito da Comboniani; sono certo però che, se si muoverà attraverso i canali preposti (l’ufficio stampa Mondadori) e nei modi professionalmente più consoni (il pagamento di un cachet, l’eventuale sistemazione dell’invitato, eccetera -questi ultimi mai da prendere sotto gamba-), potrà tranquillamente proporre l’invito allo Scrittore nella certezza di riceverne una risposta.
Detto questo, credo di interpretare una curiosità diffusa nei lettori chiedendoLe di informarci circa i 3 o 4 intellettuali veri Altri da Busi.
Mauro Peretto
Gentilissimo Signor Peretto, solo oggi ho avuto il piacere di leggere la sua replica al mio commento. Ne sono lieta e seguirò il suo consiglio relativo alle modalità di contatto. Non facendo parte nè dei Comboniani, nè di una qualche proloco, chissà….
In merito al nome degli intellettuali, quelli che io reputo tali, non sono famosi, anzi, molto schivi e in qualche caso ombrosi. Pertanto ne citerò solo uno, perchè più mite degli altri e quindi rischio solo un polpaccio. Roberto Pinetti di Parma. Ecco, ora l’ho detto!!! E che il cielo me la mandi buona. Un cordiale saluto Marina Meiko Tozzo