Un assassinio ancora possibile
Pubblicato il 23 settembre 2010
È di questi giorni la notizia dell’assassinio di Teresa Buonocore, la cinquantenne madre di quattro figli che aveva denunciato il violentatore della figlia di 8 anni. Due sicari l’hanno uccisa con quattro colpi di pistola. È accaduto a Napoli l’altro ieri, era accaduto a Napoli sei anni fa, in circostanze identiche, vittima Matilde Sorrentino, una coetanea di Teresa. In quell’occasione, dagli schermi televisivi, Aldo Busi aveva manifestato la sua solidarietà di cittadino a Matilde. Lo aveva fatto durante una lezione tenuta a un gruppo di ragazzi partecipanti al programma televisivo “Amici”. La registrazione di quella lezione, insieme ad altre, è poi stata raccolta in un libretto dal titolo Dritte per l’aspirante artista (televisivo), pubblicato da Mondadori nel 2005. Ne trascriviamo uno stralcio, con la speranza che l’augurio formulato in fine da Busi non rimanga inascoltato.
*
“La settimana scorsa, Matilde, quarantanove anni, è stata ammazzata sulla porta di casa, a Napoli. Doveva ripresentarsi a un processo contro una banda di pedofili. Matilde nel 1997 aveva denunciato chi le aveva stuprato il bambino di sei anni. E questo è avvenuto non in un bordello, in un bosco, in un sotterraneo: è avvenuto all’interno di una scuola elementare. Stiamo parlando di bambini che vanno dai sei ai nove anni, dunque di vittime totali, di creature assolutamente innocenti. Perché se è vero che i minori non sono tutti bambini, i bambini sono tutti minori. C’è stato un processo, diciannove persone sono state condannate, quasi tutte ormai a piede libero. Ma la notizia incredibile è questa: che Matilde è stata ammazzata da un killer di professione uscito dal carcere per decorrenza dei termini.
Ora io mi chiedo com’è possibile che ci sia una decorrenza dei termini di carcerazione per qualcuno che è conosciuto come killer di professione. Matilde è stata una madre coraggio e una cittadina eroica perché ha cercato non soltanto di difendere i propri figli, ma attraverso la difesa dei propri figli ha cercato di difendere i figli di tutti gli altri genitori. E si è esposta in prima persona.
E lo Stato dov’era? La polizia, i magistrati, dov’erano? Perché l’hanno abbandonata? Com’è stato possibile questo assassinio? Perché lo Stato abbandona i suoi cittadini migliori, quelli che hanno il coraggio di denunciare, quelli che vanno incontro al rischio di essere intelligenti, cioè coraggiosi fino in fondo, per niente? Le istituzioni sono fatte anche di uomini e di donne, non sono entità astratte. È che purtroppo questi uomini e queste donne, statali abituati ad avere lo stipendio sicuro e fisso, se ne fregano, scelgono la strada dei compromessi, non hanno il coraggio delle loro azioni, diventano dei vili. Ecco perché le istituzioni esistono nella misura in cui noi le sollecitiamo di volta in volta, senza rassegnarci al fatto di diventarne i lacchè.
Questo ha fatto Matilde, e ha pagato duramente. Adesso ci sono altre due madri che dovranno ritornare a testimoniare in questo processo. Spero che il martirio di Matilde serva a qualcosa.”
(Dritte per l’aspirante artista (televisivo). Aldo Busi fa lezione ad “Amici”, a cura di Marco Cavalli, Oscar Mondadori, Milano 2006, pp. 86-87)
3 responses to Un assassinio ancora possibile


Sarebbe stato meglio non mettere la copertina del libro di Busi: sembra pubblicità-sciacallaggio. Alla vostra sensibilità…
Gentile signore o signora Checentralacopertina,
non crede, piuttosto, che pubblicizzare l’opera di un pensatore di tale pregio, di uno scrittore così coraggioso e onesto, sia un gesto di responsabilità (e quindi amore) civile dei più encomiabili? Significa, in poche parole: se vi piace quanto avete letto, se vi ha toccato almeno un po’, impossessatevi di una copia del Suo libro, eccovene un’immagine!, e potrete godere ancora e ancora. La redazione lo fa per nutrire me e Lei, mica per ingrassare le tasche dell’autore.
Carissimi Entrambi,
mi concedo quest’incursione per evidenziare un particolare che a quanto pare sembra essere sfuggito, a Entrambi.
Il libro da cui è stato tratto il testo pubblicato sul sito si intitola “Dritte per l’aspirante artista (televisivo). Aldo Busi fa lezione ad Amici” e, come si evince dalla copertina del medesimo, è a cura di Marco Cavalli.
Trattasi infatti di una serie di sbobinature -di Cavalli- delle lezioni -di Busi- tenute nel corso del programma “Amici Libri”.
In un intervento che mi spiace di non riuscire a trovare, lo stesso Busi, pur dichiarando (cito a memoria) trattarsi di “ottime sbobinature”, tiene a precisare che il libro non è suo, né che ci siano stati suoi interventi nella stesura del medesimo e che, quindi, non si sente tenuto a risponderne in alcun modo (nell’introvabile intervento Busi faceva una netta distinzione tra parola scritta e parlata assai più puntuale del noto proverbio latino); senza contare che le “Dritte…” non appare, pur trovandolo sempre più spesso (sic!), nella bibliografia di Busi.
Detto questo, spiace notare quanto l’utenza pro&contro del sito si riduca a un contro&contro sempre e comunque autoreferenziale.
Sul sito infatti sono già stati pubblicati stralci estrapolati da opere, queste sì, di Aldo Busi; stralci che hanno sempre riportato nell’introduzione la loro fonte, ovvero il libro da cui sono stati tratti. Non capisco dunque in cosa consista la presunta pubblicità-sciacallaggio anche perchè, a voler mettere i puntini sulle i del caso, l’immagine della copertina del libro non contiene tutte le informazioni necessarie alla reperibilità del medesimo quali, ad esempio, l’anno di pubblicazione e la collana di riferimento (notizie che, per chi si fosse trovato nella spiacevole situazione di ordinare presso una libreria qualsiasi un titolo di Busi, risultano fondamentali. Anche a non ottenerlo… ).
Spiace ancor di più constatare quanto l’apparente difesa a spada trattissima di colui che dichiara di “nutrirsi dell’opera di un pensatore di tale pregio” si riveli l’ennesima arma a doppio taglio, e per soprammercato in buona fede: ovvero l’arma a doppio taglio per eccellenza.
Definire “Pensatore” uno Scrittore vale quanto definirlo “Giornalista-Scrittore”, “Scrittore-Omosessuale”, “Scrittore-Poeta”; a volerGliene male lo si tacci di “Profeta” (ma ’ste maiuscole?): consiglio a tal proposito l’sms “Parola chiave: cazzo”, pubblicato sul sito il 20 ottobre 2009.
Cordialità…entrambe,
Mauro Peretto