Aldo Busi: “Mai rilasciate dichiarazioni all’Espresso”
Pubblicato il 29 agosto 2010
Riceviamo da Aldo Busi e volentieri divulghiamo:
Mi si dice or ora che sull’ “Espresso”, tra virgolette o riquadro, mi si fa dire: “Con la Mondadori sto benone”: mai rilasciata a tale testata alcuna dichiarazione da quando, dopo avermi commissionato la cronaca della prima, si rifiutò di pubblicare la mia stroncatura di Pinocchio di Benigni, senza pagarmi l’articolo né le spese della mia trasferta a Roma. Busi
7 responses to Aldo Busi: “Mai rilasciate dichiarazioni all’Espresso”
Il Pinocchio di Benigni non l’ho visto ma so che ha ricevuto stroncature da più parti…Certo è che mi piacerebbe veder fioccare delle belle stroncature anche quando legge la Divina Commedia!
Forse Le interesserà sapere che le stroncature a tale “Pinocchio” sono fioccate solo a seguito della mia, rifiutata da “L’Espresso” e, purtroppo, stampata a tambur battente dal “Foglio”. Se va a vedersi tutte le recensioni nate a seguito della prima cui partecipai anch’io, vedrà una litania o di entusiasmo o di buonista neghittosità, senza eccezioni. Mi ricordo il rimprovero che a tale pro/sproposito mi fece Marco Giusti, autore di “Blob”,il quale riconosceva, sì, che il film “non era dei suoi più riusciti”, ma che non si poteva stroncare Benigni come avevo fatto io. Chiestagliene quindi la ragione, mi rispose pari pari, “Perché Benigni è un amico”: suo, ovviamente, ignorando che io avrei stroncato il film a maggiore ragione se fosse stato anche amico mio. Aldo Busi
Buonasera,
vorrei porre una domanda al Maestro perché ho un dubbio e vorrei, se fosse possibile, una sua risposta.
Premetto che il mio non vuole essere un tono né arrogante né provocatorio, ma ho solo il vivo desiderio di capire una cosa.
In una recente intervista Lei ha dichiarato che se la invitasse Pino Rauti a parlare, Lei ci andrebbe portandoci i Suoi contenuti.
Volevo chiederLe allora come mai ha rifiutato di partecipare al premio Tatarella.
Se ho ben capito (mi corregga se sbaglio) Lei vuole dire che bisogna essere se stessi sempre al di là del contesto in cui si è, ma allora non capisco perché non partecipare anche lì.
Grazie infinite se vorrà rispondermi.
Cordialmente
Michele Pelian
L’Italia non delude… corrisponde sempre alla sua immagine di paese diviso in tribù i cui membri hanno come unico scopo il difendersi gli uni con gli altri.
Gli amici, gli amici degli amici, i compagni di partito etc. sono sempre pronti a sacrificarsi l’uno per l’altro a costo di mortificare la loro opinione personale sull’altare del reciproco soccorso. E questo è solo uno dei motivi per cui non possiamo dire di vivere in un paese libero…
Non dimentichiamoci poi della santa inquisizione (perché in Italia… in fondo in fondo, almeno nei modi, sono tutti un po’ cattolici) per cui un uomo di sinistra, per esempio, se non vuole essere condannato o ostracizzato dal resto del clan, NON DEVE bere coca cola, comprare alla Rinascente, ascoltare Metal, fumare Marlboro o altre sigarette che fanno capo alle diverse multinazionali del tabacco (mentre invece sono tollerati spinelli e simili anche se aiutano le mafie) comprare alla Mondadori (figuriamoci scriverci)e molto altro ancora…
A un ugual numero di restrizioni (ma di diversa natura) obbediscono anche coloro che appartengono alle altre tribù della penisola: partiti di destra, di centro, cattolici (ovviamente), padani, neoborbonici, impotenti esistenziali, ecc…
Detto questo, si torni al punto: la Mondadori ha evaso il fisco e, grazie ad una legge ad aziendam del governo, la scampa liscia…
Cari italiani, se siamo scandalizzati da tutto questo e vogliamo prendercela con qualcuno vestendo i panni degli inquisitori di turno, perché ce la prendiamo solo con gli autori che magari non rifiutano di lavorare per l’azienda? A mandare avanti una casa editrice non ci sono anche i correttori di bozze, i traduttori, i grafici e tutti gli altri membri dello staff che lavorano molto guadagnando spesso meno di quello che dovrebbero?
Non siamo ridicoli… la colpa di quello che succede in Italia (scandali, corruzione, leggi ad personam, leggi ad aziendam, condoni, gestione “mignottocratica” del potere etc…) non è degli autori e dei lavoratori che non lasciano la Mondadori ma di chi, e SOLO di chi, ha dato il proprio voto a favore di coloro che ci governano in questo momento.
Prendiamocela dunque con i nostri conoscenti, amici, sorelle, fratelli, figli, figlie, con il prete che la domenica mattina, invece di dir messa, invitava a votare gli autori della legge ad aziendam a noi tanto invisa, e con tutti quelli che hanno permesso che questa gente ci governasse. Loro, SOLO loro, sono i responsabili…
Non chiediamo ad altri di diventare eroi, martiri o salvatori della patria… in questo, almeno in questo, cerchiamo di rimanere seri e non renderci ridicoli…
A Pelian: si informi bene, veda l’abissale differenza tra le due modalità, quella da me subìta e quella del tutto ipotetica, e vedrà che da una parte o da un’altra Lei sta facendo di ogni Pinuccio un Pino. Nessuno può fissare alle mie spalle un impegno per me come ha fatto Elisabetta Sgarbi facendo inserire a mia insaputa il mio libro in quel tale premio Tatarella (oltretutto poverissimo, sembra di E3.000 al vincitore, e io per meno di quasi sei volte tanto non mi sposto nemmeno per andare a perderlo), mentre Rauti dovrebbe innanzitutto contattarmi personalmente e fissare per contratto il mio compenso standard anticipato (E.17.800 al lordo delle ritenute d’acconto, viaggio a mio carico e ospitalità al loro). Qui si sta abusando della mia pazienza: non risponderò ad altra sollecitazione, neppure se fosse intelligente, fino al prossimo anno. Aldo Busi
La ringrazio della pazienza e della cortesia per la risposta. La prego di credere che non era mia intenzione abusare della sua disponibilità ma solo desiderio di fare chiarezza.
Saluti
17.800 Euro sono anche pochi visto lo sforzo che occorre per cercare di far avviare almeno minimamente le sinapsi di Rauti e consentire un minimo di discussione.