Busi: “Il Pd ha afflosciato la sinistra”
Pubblicato il 05 agosto 2010
Pubblichiamo un’intervista a Aldo Busi a cura di Luca Telese, apparsa sul Fatto Quotidiano il 4 agosto 2010.
Secondo lo scrittore, Fini è meglio di Bersani. E il potere di Berlusconi è impotente
“La sinistra ormai sembra senza futuro. Mi rendo conto che potrebbe stupire qualcuno, ma l’unica speranza di chi vorrebbe in Italia qualche diritto e un sistema di regole di respiro europeo ha il nome di Gianfranco Fini”. Premessa. Sentendolo parlare di politica alla Zanzara, su Radio 24, ieri, ero rimasto folgorato. Infatti Aldo Busi, “il più grande scrittore italiano vivente” (autodefinizione storica che ormai nessuno può rifiutarsi di sottoscrivere) è convinto che la svolta del leader di An sia credibile anche per un progressista libertario come lui. Ed è convinto anche che l’unica possibile chiave di interpretazioni delle leadership politiche risieda nel retroterra erotico della politica.
Busi, lo ammetta. Sentirla parlare male del Pd e bene di Fini è una cosa che non può non stupire…
Sa, il trauma risale al giorno delle elezioni. Ero pronto ad andare a votare Pd, quando sento questa terrificante dichiarazione di Bersani: ‘Sono contrario al matrimonio fra omosessuali’.
E la cosa l’ha sorpresa?
Oh sì. In primo luogo perché era inutile, non glielo chiedeva nessuno. Poi perché non aveva senso dirlo: nemmeno La Russa direbbe una cosa così e infatti non l’ha mai detta. Sono affermazioni talmente stupide che si giustificano solo con il bisogno di ossequiare le gerarchie ecclesiastiche.
Pensa davvero che fosse quello l’obiettivo?
Ma certo. Dentro di me ho pensato: ma che cazzo vai a dire! Non ho più votato.
Però, ad essere rigorosi, anche Fini disse delle famosissime frasi contro i maestri omosessuali…
Frasi orribili. Però in un altro secolo. Non le scuso e non le dimentico. Ma non intendo nemmeno inchiodare Fini al suo passato.
No?
Ma no! A me oggi interessa il presente e, se possibile, il futuro. E sa cosa le dico? Che conta il percorso di Fini negli ultimi anni: il viaggio in Israele, la rottura sulle legge razziali, le posizioni avanzate sulla bioetica e sui diritti civili che mi fanno intravedere la possibilità di una destra moderna e finalmente europea.
Insomma, Fini la convince.
Pensi: non pretende di pontificare sulla religione, sulla vita di Eluana Englaro, vuoi per calcolo o vuoi per astuzia, ha fatto un percorso inverso a quello dei dirigenti democratici. E poi…
Cosa ancora?
È stato l’unico dentro il Pdl a dare bacchettate al Vaticano ricordandogli che non deve intromettersi nelle vicende dello Stato italiano. Parole sacrosante.
Lei sostiene che potrebbe addirittura votarlo.
E perché no? Se Fini avrà un anno di tempo potrà addirittura raggiungere il 12%.
Torniamo alla sinistra. Lei un anno fa disse: la destra è femmina, la sinistra è maschile. Ovvero: piena di dubbi, ossessionata come il maschio dalla paura di non essere abbastanza virile.
È così vero che le lancio questa provocazione. Io ho un problema: i leader della sinistra non riesco a immaginarmeli mentre fanno sesso. Prodi, Veltroni, Franceschini, sembrano sempre asessuati, flosci, più vecchi della loro età, non seduttivi.
Addirittura…
Mi perdoni la brutalità, ma lei riesce a immaginarsi Veltroni che monta una donna? Io no. Fanno figli, certo, solo per adattarsi alla domanda di presentabilità sociale che chiede ad un politico di esibire uno straccio di famiglia.
Eppure lei non ha cambiato le sue idee.
Io sono e resto profondamente, intimamente di sinistra. Ma sono deluso da questa sinistra senza carisma, passione.
Non le piace neanche Vendola, è così?
Sono rimasto deluso da una sua dichiarazione: quella secondo cui sarebbe un omosessuale morigerato. È come una sorta di excusatio non petita. Cosa vuol dire? Che gli altri omosessuali sono non-morigerati? O che lui ha un partner fisso e gli altri no? Forse è condizionato dal suo dichiararsi continuamente cattolico. Salvo il rapporto con i minori e il ricorso alle prostitute, la sessualità è un fatto squisitamente personale.
Anche Fini si presenta come cattolico.
Sì, ma con un tono di modernità per cui questo aspetto non è dirimente. Piace infatti alla piccola borghesia del Nord, agli imprenditori che hanno bisogno di legalità e di regole di mercato. E invece finché ci sarà il berlusconismo è chiaro che per qualsiasi appalto ti devi rivolgere all’amico dell’amico.
Lei dice che non le interessa la sessualità privata dei politici, però su quella di Berlusconi ha detto parole di fuoco.
Ho detto che escludevo l’abuso sui minori, contro cui combatto una battaglia trentennale, e l’uso delle prostitute. Proprio ieri, rileggendo i verbali della escort Terry De Nicolò a Palazzo Grazioli, ho trovato un’altra traccia di questo, nella storia di Berlusconi.
Provo a provocarla: un libertario come lei censura una scelta privata?
Perché la leggo come un indizio terrificante di decadenza. E perché vedo in questo tentativo di ridicola esibizione erotica, la speranza di usare la leva consunta del sesso, per rafforzare quella traballante del potere. Siamo dalle parti di Morte a Venezia e di Thomas Mann…
Addirittura.
Ma scusi, un uomo di 73 anni ancora schiavo dell’illusione del virilismo! Siamo nel ridicolo e nel grottesco.
Una invettiva.
Mi fa pena, mi fa tristezza. Vede, io sono un uomo ancora bello, ma anziano… È una cosa che intenerisce e deprime che un vecchio ceda alla tentazione senile dell’efebo e della giovinetta.
Nel caso di Berlusconi si parla di giovinette, non di efebi.
È lo stesso! Anzi, è peggio. Questa non è una visione della femminilità. È la sublimazione del decadimento nella speranza di una giovane vita. Quelle sono donne che si fingono donne per mestiere.
Eravamo partiti dalla politica siamo finiti al sesso.
È inevitabile. Perché in tempi di decadimento morale e intellettuale il sesso resta l’unico sostrato possibile della politica. L’unica chiave che aiuta a capire qualcosa.
E cosa si capisce?
Che il potere, soprattutto il potere di Berlusconi, esibisce virilità per nascondere debolezza. È un potere impotente.
Sono incantato, prosegua.
È una perversione che conosco, il cannibalismo del sesso. Più mangi e più hai fame. Ma quelle donne cannibalizzate dal Cavaliere non sono donne, sono fantasmi. Vede, se io penso a una donna con cui potrei fare sesso mi immagino una farmacista, una panettiera, la vita… Non puttane che per soldi si fingono donne e si vestono da catechiste pervertite.
Lei ha dato dell’impotente al premier.
Non è un’ingiuria. Lo sono pure io. Il sesso come esercizio ginnico ormai mi annoia. L’erotismo è il fallimento della sessualità. E l’erotismo delle damine bianche di Berlusconi è un erotismo per vecchi satiri di bocciofila.
2 responses to Busi: “Il Pd ha afflosciato la sinistra”
Il Pd ha afflosciato la sinistra è un’espressione alquanto accattivante devo dire. Racchiude al suo interno una triste realtà e nello stesso tempo quel riferimento erotico che accompagna spesso gli scritti di Busi. Ma venendo al cuore dell’articolo vorrei concentrare l’attenzione sul ruolo che Fini sta avendo nel panorama politico italiano. Si può dubitare del fatto che Busi possa diventare finiano (provocazione o realtà poco importa) ma non si può certo dubitare che Gianfranco Fini stia cercando di allineare la destra italiana a quella europea avviando una modernizzazione interna. Per quel che mi riguarda non voterò mai a destra (al massimo potrei astenermi dal voto nel caso in cui i candidati del centrosinistra siano improponibili come già accaduto con il “progressista” Rutelli) ma sarebbe stupido sostenere che la destra debba sparire dal panorama politico di una nazione. E poiché una destra ci deve pur essere, ben venga che non sia una destra xenofoba, razzista, omofoba e fascista ma che sia una destra di stampo europeo e democratico (quella che Fini sembra voler costruire). Per quanto riguarda la sinistra il problema è atavico: sanno che purtroppo l’Italia vive sotto le insegne pontificie e con questo bisognerà pur fare i conti. Non credo che Bersani sia realmente contrario al matrimonio tra omosessuali e ancor meno credo che Vendola pensi che ci sia incompatibilità tra morigeratezza e omosessualità, ma il potere lo si raggiunge raccattando voti e, quindi, scendendo a patti anche con i propri ideali. Dove si nasconde allora il problema? Solo dentro il “palazzo” o anche sul pianerottolo di fronte? Onestamente vedo nella maggior parte delle persone che conosco quella grettezza che viene imputata ai nostri politici: il razzismo strisciante della vicina, le preghiere delle nonne che si fanno il segno della croce quando vedono due donne o due uomini che si baciano, il paternalismo delle persone di sinistra nei confronti degli extracomunitari, i rivoluzionari che al WTO di Napoli hanno chiamato i genitori giudici per uscire dalla caserma Pastrengo lasciando gli altri “compagni” a sbrigarsela da soli… Il problema dell’Italia non è solo il palazzo (in tal caso sarebbe tutto facilmente risolvibile) ma sono gli italiani stessi. E allora ha ragione Busi quando dice che si ha un decadimento morale e intellettuale, ma io aggiungerei: etico. Berlusconi è l’immagine della nazione (e anche dei molti che dicono di non sentirsi rappresentati da lui) ed è anche un fallito proprio perché il suo sogno megalomane di rimanere nella storia da eroe può dirsi naufragato. Rimarrà nelle memorie dei posteri come colui che ha incrinato il patto di fiducia elettorale stipulato con i cittadini mentendo spudoratamente e gestendo il potere per fini privati non curandosi per nulla di ricercare quell’etica citata di cui lo stato avrebbe bisogno in questo momento. Il paese è oramai ripiegato su se stesso, si fissa nello specchio per trovare il nulla e si aggrappa, come sempre, alla cupola, oramai fatiscente, di S.Pietro. Il letargo è però funzionale al potere e a conferma di questo vi è il fatto che a Busi è stato impedito di parlare alla RAI proprio perché avrebbe potuto indurre il cittadino ad una più profonda riflessione. E allora l’etica dov’è? Dove dobbiamo cercarla noi cittadini? Ma forse ci possono essere d’aiuto in questa ricerca le pagine dei libri di autori come Busi che hanno scritto (a mio modestissimo avviso) anche per il paese, cercando di svegliarlo per evitare che una società moralista, chiusa e gretta continui in futuro ad additare, con fare accusatorio, dei nuovi Barbino (adulti o bambini che siano) lasciandoli ancora una volta da soli chiedere ad un serpente: “E l’amore?”.
Mmm, a quanto mi risulta Fini è non credente e non si è mai “presentato come un cattolico”.
Nel complesso però una bella intervista.