Fini all’ultimo giro
Pubblicato il 03 agosto 2010
Pubblichiamo un sms di Aldo Busi apparso su “Dagospia” lunedì 2 agosto:
Fini deve schiacciare l’acceleratore fino in fondo della sua autonomia ritrovata o perde in un colpo solo quanto ha acquisito in credibilità negli ultimi due anni presso quanti non di destra sono pronti a votarlo, e da soli costituiscono ben di più del 4% : se ora Fini non sfiducia Caliendo, sfiducia se stesso e lo si può considerare finito come individualità politica nuova “futuribile”, istituzionalmente ed elettivamente affidabile. Valeva la pena di intraprendere un simile percorso a ostacoli, e tutti superati, per poi reintegrarsi – e scomparire – in una casella qualsiasi del giro dell’oca altrui? Aldo Busi
Per comodità dei lettori, riportiamo in pagina anche lo scambio di commenti tra Flavio Marcolini e Aldo Busi relativo al precedente sms.
Flavio Marcolini commenta: No, non ne valeva la pena. E tuttavia tutto lascia presagire che Fini si asterrà – con Casini, Lombardo e Rutelli – sulla mozione di sfiducia a Caliendo in votazione domani pomeriggio.
Molto ci sarebbe da interrogarsi sulle reali ragioni del progressivo distacco di Fini da Berlusconi.
Resta il fatto che sinora Fini ha approvato sempre tutti i provvedimenti del governo di questa legislatura, dalle varie leggi finanziarie ai provvedimenti di riarmo dell’esercito, dal pacchetto sicurezza alle leggi antiimmigrazione, dalla (contro)riforma scolastica ai rifinanziamenti delle missioni militari all’estero.
Ce n’è abbastanza per cercare altrove la costruzione di un’opposizione, il progetto di un’alternativa.
Risponde Aldo Busi: Busi per Marcolini. Fini nell’”affaire” Caliendo, comportandosi pilatescamente con l’annunciata e programmata uscita dall’aula ma insieme a molti altri, è già riuscito a creare in pochi giorni alleanze contrarie a Berlusconi, a dimostrare di non essere isolato: ha acceso un cerino, e certo anch’io avrei preferito un falò, ma bisogna accontentarsi, siamo ridotti al punto che bisogna accontentarsi di tanto poco e trovarlo straordinario, perché di meglio non c’è. Qualcun altro ha fatto altrettanto e di altrettanto peso anche se tuttora più simbolico che politico? Non si dice che le slavine nascono da un fiocco di neve? Certo, la mossa è eticamente insoddisfacente e deludente, ma si è visto di peggio quanto a cambio di casacca e l’avevo prevista: se ne lava le mani perché, infine, pensa al suo futuro, mica ai desiderata del mio e del tuo presente, che le mani in politica non le abbiamo e possiamo tenercele pulite con parecchio comodo. Come si suol dire, bisogna combattere con le armi che si ha, se uno non combatte mai perché adduce sempre la scusa che prima bisogna forgiarne di migliori, io gli rispondo che sono stufo di aspettare che non sia più un don Bertolaso (via l’altro: non ci giunge notizia che anche Di Pietro premeva non so più presso chi per essere introdotto in Vaticano?) a dettare l’agenda politica del mio paese e che a una lama affilata domani preferisco uno scacciacani spuntato qui e subito. Inutile rinvangare il passato “collaborazionista” in più di un senso di Fini, non possiamo permettercelo: azzoppare lui, delegittimarlo in base al suo essere stato fascista e aver tratto ogni vantaggio possibile sino a ora da Berlusconi (salvo quello di pensare con la propria testa, privilegio di cui si è reimpossessato da solo, e pochi possono dire la stessa cosa, anche a sinistra) significa in questo momento allungare il brodo del marasma berlusconiano a dismisura. Anche a sinistra, ovvio. Del resto, alla prima mozione da stato etico e quindi cattolicante di Fini, ritiro tutto quanto ho detto in bene di lui in questi ultimi due anni e anche per me ritornerebbe un povero cristo sperduto nella pozzangherina cattofascista da cui è però emerso alla grande. A te sembra che ci sia stato un solo politico di sinistra che sia emerso con altrettanto successo dal suo cattocomunismo? Chi, se non Fini, può dar luogo a una destra liberale di stampo europeo? E come sa chiunque abbia dimestichezza con le destre liberali d’Europa, è molto più a sinistra una destra liberale di stampo inglese o tedesco o francese o scandinavo che non questa nostrana sinistra di ex chierichetti sinistrati. Aldo Busi
2 responses to Fini all’ultimo giro
No, non ne valeva la pena. E tuttavia tutto lascia presagire che Fini si asterrà – con Casini, Lombardo e Rutelli – sulla mozione di sfiducia a Caliendo in votazione domani pomeriggio.
Molto ci sarebbe da interrogarsi sulle reali ragioni del progressivo distacco di Fini da Berlusconi.
Resta il fatto che sinora Fini ha approvato sempre tutti i provvedimenti del governo di questa legislatura, dalle varie leggi finanziarie ai provvedimenti di riarmo dell’esercito, dal pacchetto sicurezza alle leggi antiimmigrazione, dalla (contro)riforma scolastica ai rifinanziamenti delle missioni militari all’estero.
Ce n’è abbastanza per cercare altrove la costruzione di un’opposizione, il progetto di un’alternativa.
Busi per Marcolini. Fini nell’”affaire” Caliendo, comportandosi pilatescamente con l’annunciata e programmata uscita dall’aula ma insieme a molti altri, è già riuscito a creare in pochi giorni alleanze contrarie a Berlusconi, a dimostrare di non essere isolato: ha acceso un cerino, e certo anch’io avrei preferito un falò, ma bisogna accontentarsi, siamo ridotti al punto che bisogna accontentarsi di tanto poco e trovarlo straordinario, perché di meglio non c’è. Qualcun altro ha fatto altrettanto e di altrettanto peso anche se tuttora più simbolico che politico? Non si dice che le slavine nascono da un fiocco di neve? Certo, la mossa è eticamente insoddisfacente e deludente, ma si è visto di peggio quanto a cambio di casacca e l’avevo prevista: se ne lava le mani perché, infine, pensa al suo futuro, mica ai desiderata del mio e del tuo presente, che le mani in politica non le abbiamo e possiamo tenercele pulite con parecchio comodo. Come si suol dire, bisogna combattere con le armi che si ha, se uno non combatte mai perché adduce sempre la scusa che prima bisogna forgiarne di migliori, io gli rispondo che sono stufo di aspettare che non sia più un don Bertolaso (via l’altro: non ci giunge notizia che anche Di Pietro premeva non so più presso chi per essere introdotto in Vaticano?) a dettare l’agenda politica del mio paese e che a una lama affilata domani preferisco uno scacciacani spuntato qui e subito. Inutile rinvangare il passato “collaborazionista” in più di un senso di Fini, non possiamo permettercelo: azzoppare lui, delegittimarlo in base al suo essere stato fascista e aver tratto ogni vantaggio possibile sino a ora da Berlusconi (salvo quello di pensare con la propria testa, privilegio di cui si è reimpossessato da solo, e pochi possono dire la stessa cosa, anche a sinistra) significa in questo momento allungare il brodo del marasma berlusconiano a dismisura. Anche a sinistra, ovvio. Del resto, alla prima mozione da stato etico e quindi cattolicante di Fini, ritiro tutto quanto ho detto in bene di lui in questi ultimi due anni e anche per me ritornerebbe un povero cristo sperduto nella pozzangherina cattofascista da cui è però emerso alla grande. A te sembra che ci sia stato un solo politico di sinistra che sia emerso con altrettanto successo dal suo cattocomunismo? Chi, se non Fini, può dar luogo a una destra liberale di stampo europeo? E come sa chiunque abbia dimestichezza con le destre liberali d’Europa, è molto più a sinistra una destra liberale di stampo inglese o tedesco o francese o scandinavo che non questa nostrana sinistra di ex chierichetti sinistrati. Aldo Busi