Recensisci Aldo Busi: Aaa!

Pubblicato il 25 giugno 2010

Recensione di Aaa!, di Aldo Busi, a cura di Alberto Bassi, per l’iniziativa Recensisci Aldo Busi.

Aaa! di Aldo Busi

Poiché Busi è cattolico – nel senso etimologico del termine, che significa uno valido per tutti, per sempre e dovunque -,  ha la spudoratezza pudica di chi si sentirebbe esautorato dal predicare ai cattolici nel caso avessero messo in atto quello che predicano: “per Noi sarebbe la fine.” (Aaa!, p. 15).
“Tutti ce l’hanno a morte con la Chiesa, anche la Chiesa” (ib., p. 16), “macchina dell’inferno” (ib.), ma basterebbe leggere i libri dell’Innominabile per togliere dai coglioni Lui e il Casto, ma non lo si legge, tranne Noi, che suggiamo il nettare politico delle sue frasi ordinatamente babeliche , perché bada alle Scritture, e non solo a Tex Willer e ai vangeli apocrifi. Nasce tarpato, il Peter Pan da Bolshoi, e il seguito della danza tra i Garanti televisivi in mezzo ai quali piroetta e saltella non è cha ricerca del perfezionamento assoluto.
“L’eretico affina l’ortodossia, l’aggiorna, le apporta sangue, pagandolo col proprio.”p, 20): “… la strada, se è maestra, è una sola, e porta al Dio della Sua Santa Sede, Noi. Tutte le strade che non portano a questo Dio portano da nessuna altra parte, perché io le snido e le rimetto in riga.” (p. 33). Ecco perché è stato reso anonimo, irriconoscibile, è stato rimosso.
Se uno è innominabile, mi sembra giusto che sia anche invisibile.
Già cenere da vivo come me, e amen.” (p. 100).
È dal suo primo libro che Lo nascondono, Lo citano in tribunale, Gli fanno attentati. A Uno che scrive queste cose e in questo modo siamo grati come a nostra madre.

Novantanove rose gialle per accedere a Liala. Cento complimenti per essere assunto – ma a condizioni paritarie – da Claudia bruni. “Quando ride morde, quando morde uccide”, scriveva Montanelli di Fanfani. Ma quando Busi accarezza la signora Sarkozy abrade lei e suo marito: che lei tenga le proprie ballerine e lui i sovratacchi, ma che lei sia sempre superiore a lui, cui non è legata né per la propria bellezza, che nessuno può possedere, tranne chi ce l’ha e la impegna dove vuole, né per vezzosità da gheisha, avvenenza che sparirà per gli estetisti ma non per Busi, che la massaggerà con charme. Lei è signora di sé e di per sé. E che suoni e che canti e che magari risponda alla letterina di Busi, come – certamente – avrà già fatto.

Busi è semplice , difficile è semplificarlo, come la vita. Lui dice che è uno scrittore (pardon! Scrittore) e come tale ovviamente legge la Bibbia, e ha disintroiettato l’oggettivazione da sé. Ma nelle sue citazioni di ermeneutica vecchio stile, è rimasto a Marx, quando Busi poteva essere molto più ateo attingendo a fonti di duemila anni fa da buon cristiano, come Gesù: “E che cazzo ti frega di Dio, Filippo, è da tempo che sono con voi, e ancora ti crei problemi su ’sta materia? Chi vede me – uomo - vede il Padre!”. In Aaa!, a p. 12 si legge: “Se Cesare dà poi a Dio, si può anche dare a Cesare quel che è di Cesare.” Bene, purché si legga il testo evangelico in termini esatti: sulla moneta, l’effigie è di Cesare, e venga data a lui; ma l’effigie di Dio – l’uomo – sia data a Dio e non in pasto a Cesare. Busi non crede in quel che scrive: “Sono la metamorfosi terrena del celeste Dio Uno e Trino: sono uno e duplice. Sono io innanzitutto dove non mi si vede e sono sempre altrove e ben di più di come e di dove mi manifesto.” . Dice il vero, ma non lo sa, poverìiino. Mi fa tenerezza ’sto cristiano anonimo. Più si fregia anticristiano e più manifesta la sua autentica fede. Quanto mi piacerebbe leggere con i credenti queste pagine illuminanti! A p. 15 ricordo un intervento televisivo del dott. Busi che rispondeva a un missionario: “Quelle attività benefiche le avrei espletate anch’io, senza croce al collo: si ama in nome di un altro?” (Cito a memoria). Il missionario – encomiabile – disse che quell’apostolato era impossibile senza la spinta dell’Altro. Busi scrollò la testa: non si ama per procura o su ordinazione, ma perché si è capaci: “Bisogna avere i coglioni per prenderlo nel culo.” (Mondadori, 2006).


3 responses to Recensisci Aldo Busi: Aaa!

  • Alberto Bassi scrive:

    “L’eretico affina l’ortodossia” (p.33)non è una boutade alla Busi. Un mio amico biblista mi diceva che la tradizione dell’allegro messaggio non stava nella Tradizione ufficiale, ma ai margini, e anche fuori. L’uomo Yeoshouah parla ai suoi, uno a uno, e li manda fuori dal tempio. Era proibito toccare il lebbroso, quell’uomo lo tocca, non era necessario, lui non diventa immondo e il lebbroso viene mondato. La puttana gli bacia i piedi, li inonda di lacrime, glieli asciuga con i propri capelli nella casa del fariseo, e Yeoshuah non le dice di smettere di fare la puttana, ma che la sua fede l’ha fatta entrare nella vita definitiva. “L’eretico affina l’ortodossia [...] le apporta sangue pagandolo col proprio” (p. 20).
    Leggere Busi è rileggere un’ermeneutica che non sta più in piedi neanche per i bigotti.
    Neanche Vito Mancuso e Corrado Augias starebbero in piedi.
    Non è che mi scrivo addosso, è che Lui mi scrive addosso.
    Cordialità

  • vins1979 scrive:

    Per la redazione:
    sono d’accordo con voi, la recensione del sig. Bassi e’ una brutta recensione, oppure non e’ affatto una recensione ma qualcos’altro che soltanto lui ha capito. (E poi, come si fa a sbagliare il nome della Bruni?). Tuttavia, vorrei esprimere il mio disaccordo anche con la vostra scelta di pubblicarla e di dedicarle un intero post.
    L’introduzione che avete fatto al lavoro del sig. Bassi mi e’ sembrata un tantino ‘pesante’, portata su toni quasi personali. Credo che avrei preferito una critica un po’ piu’ distaccata nei confronti del lavoro di una persona che, nel bene o nel male, ha cercato di contribuire a questo sito. Nel frattempo, il sig. Bassi ha gia’ diligentemente commentato l’accaduto (commento che voi avete onestissimamente pubblicato sul sito). Non vorrei che questi battibecchi letterari trascinino questo sito, peraltro meraviglioso, in una guerra di parole vuote e lunghissime frasi. Se una cosa non piace la si puo’ non pubblicare. Invece pubblicandola, ahime’, si corre il rischio di far venire idee ancora piu’ balzane nella testa di chi affezionatamente vi legge.

    Un saluto,
    Vins.

  • Nicola scrive:

    Concordo con Vins. Mi sembra che ogni contributo (peraltro non retribuito) al sito dovrebbe ricevere rispetto. Se si decide di pubblicare un articolo o recensione, non dovrebbe poi essere seguito da un astratto pontificare sui suoi difetti o pregi (e poi: di chi e’ la voce della “Redazione” Qual’ e ‘ la sua formazione? Semplici lettori o che altro? Potrei aggiungere che certi ‘giri’ del periodo della Redazione denunciano una volonta mimetica dello stile del signor Busi, francamente risibile ). Quanto al valore della recensione del signor Bassi, ognuro puo’ farsene l’idea che vuole e darle il tempo che vuole. Grazie

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