Il giornale dell’isola – quarta e ultima puntata

Pubblicato il 19 marzo 2010

Aldo Busi ha concluso la sua partecipazione all’Isola dei famosi uscendone di sua iniziativa, vincitore morale del programma e campione a modo suo di chiaroveggenza televisiva. Busi se n’è andato incompreso com’era venuto, insalutato dai conaufraghi (che lo rimpiangeranno nell’unica maniera a loro concessa: facendo affondare l’ “Isola” in un gorgo di noia e di caciara), ripudiato in studio da Simona Ventura (delusa dall’abbandono imprevisto dello scrittore più che persuasa di aver ricevuto da lui un affronto) e in ultimo radiato dalla dirigenza Rai via comunicato stampa in puro stile littorio. Un fuori programma, quest’ultimo, che potrà tenere a galla l’ “Isola” ancora per un’altra settimana, ma non impedire a quanti hanno seguito fin qui lo scrittore nella sua avventura televisiva di condannare la meschina crociata bandita contro di lui durante queste settimane da sedicenti abbonati Rai andati completamente fuori di testa a causa di un vecchio filmato apparso su YouTube nel quale Busi parla di pedofilia.

C’era da scommettere che la televisione di Stato (la quale, malgrado i solleciti anche da parte nostra, si è ben guardata dall’informare Busi delle dicerie infamanti messe in giro sul suo conto) avrebbe preso il partito più comodo e utilitaristico. Omertosa verso lo scrittore finché è servito a tenere alto lo share, lo ha vergognosamente abbandonato e ingiuriato non appena Busi si è negato alla complicità. Un’ingiuria lanciata in un programma pomeridiano per bocca di una annunciatrice che speriamo sia chiamata a rispondere delle sue affermazioni calunniose e inqualificabili, tali da screditare chiunque le sottoscriva o le approvi.

Detto del punto più basso toccato dal programma, bisognerà ricordare il punto più alto della puntata di ieri, allorché Busi, incalzato dalla Ventura che lo esortava a rimanere e a continuare a esprimere il suo pensiero, ha avuto uno scatto di impazienza e ha replicato: “Se qualcuno vuole sapere come la penso, vada in libreria, io ho scritto e pubblicato quaranta libri”. Frase che è caduta in studio come un uovo di Pasqua in una vetrina di salumi e porchette.

È seguito un fitto scambio di battute che ha tirato in ballo l’adozione, i diritti civili dei single e delle coppie di fatto, Berlusconi e le aliquote fiscali, l’omofobia della Chiesa e dei prelati. In capo a un quarto d’ora Busi ha portato degli argomenti e un vocabolario inauditi, antitelevisivi, a contatto con una vastissima platea videodipendente abilitata tutt’al più al rutto e alla parolaccia in diretta. E, con  sorpresa anche nostra, senza destare nel pubblico (in studio e a casa) né sgomenti né scandali – retrospettivi questi ultimi e limitati ai vertici Rai, i quali evidentemente hanno ogni interesse a far sì che argomenti di generale importanza siano dibattuti in arene quali “Porta a porta” o “Ballarò”, dove perdono di peso e di mordente prima ancora che gli interlocutori aprano bocca.

La Ventura, che non esce bene da questo episodio, ha fiutato la novità e l’opportunità di quel che stava accadendo ma nell’incapacità di valutarla (o forse nella semplice pretesa di dare una valutazione anziché prestarsi al gioco e lasciare il pallino a Busi) ha colto il primo e più labile pretesto per unirsi al biasimo e al risentimento della maggioranza, naufraghi e commentatori inclusi.

Peccato, perché entro precisi limiti di linguaggio e pur con finalità e intendimenti opposti, la Ventura (e quando diciamo “la Ventura” intendiamo un intero sistema di fare comunicazione e  televisione, con gli annessi e connessi) ha manifestato un interesse verso il linguaggio e i contenuti di Busi che nessun giornale o tv di sinistra ha mai minimamente lasciato trapelare. Segno che, anche se latente e inconfessata, è ancora viva in Italia, anche nell’Italia più facilona e reazionaria, l’esigenza di misurarsi e di scontrarsi con una verità purchessia, di guardarsi in uno specchio che non menta e non inganni. Ma nessuno ha il diritto di fare anche semplicemente il gesto di rompere lo specchio accusandolo di riflettere ciò che in esso si riflette.


17 responses to Il giornale dell’isola – quarta e ultima puntata

  • Danilo scrive:

    Vorrei dare un segno di partecipazione e di sostegno alle parole espresse da Aldo Busi, esprimendo solidarietà e allo stesso tempo sdegno per il comportamento “fascista” della nostra TV di stato.
    Cordiali saluti.
    Danilo Lumini

  • Nicola Lagioia scrive:

    La Ventura – se guardate con attenzione il video – di quello che diceva Busi durante la sua invettiva capiva una parola sì e quattro no: sembrava una vecchia bambina strafatta di coca che va in crisi davanti a un abbecedario. Ma non è questo l’importante, lo trovo perfettamente conforme all’idiotismo medio televisivo.
    E’ invece la decisione della Rai di radiare Busi da tutti i suoi programmi televisivi che dovrebbe far saltare sulla sedia, e riatterrarci ricevendone l’ennesima conferma che i nostri più fantasiosi e orribili sospetti sul posto in cui viviamo hanno non solo un fondo, ma anche molte superfici di verità.

  • filippo de marini scrive:

    Ho seguito le ultime vicende dell’isola dei famosi in internet per caso.
    Naufraghi in un isola campionario (il paradiso secondo la martellazione televisiva), una miserabile fiera di individui preconfezionati, la creme de la creme d’Italia…
    Battetegli le mani a comando, ridete a comando, scandalizzatevi a comando, pensate a comando ecco una metodologia di successo per la plasmazione culturale… per far girare i criceti sulla ruotina.
    Chi e’ che ha concepito questa spazzatura ?
    Non si ripete nientaltro debilmente “Io non la penso come te”, “io non la penso come te”, io non la penso come te!
    Complimenti a Busi per la pazienza e la non rassegnazione. C’e’ ancora qualcuno che non ci sta che emerge dallo sterco, puro e incontaminato.

  • Annalisa scrive:

    Non è tempo per noi
    che non vestiamo come voi
    non ridiamo, non piangiamo, non amiamo come voi
    forse ingenui o testardi
    poco furbi, casomai
    non è tempo per noi
    e forse non lo sarà mai. ..

    • antonio1987 scrive:

      Ma verrà il giorno di saldare i conti
      e ci troveranno pronti
      a perdere tutto ciò che abbiamo
      noi che non ci aggrappiamo a niente,
      noi che siamo noi…semplicemente…

  • MASSIMILIANO scrive:

    Cito a memoria: ” La mia forma è la mia sostanza”. Detto ciò, nessuno in studio o tra i naufraghi (vedi la Clarissa che sbeffeggia alla spalle lo scrittore mostrando anche una inqualificabile maleducazione) ha intuito la forza, la solidità, la fermezza di tale affermazione, essenza del carattere, delle scelte di un uomo civile e di uno Scrittore.
    Al contrario, la Ventura ha addirittura accusato Busi di esprimere in modo sbagliato i concetti, che lei riteneva anche giusti, e quindi di cambiare forma. Affermazione, secondo me, ancora più grave e offensiva di quella fatta del tronista romanesco “Parla come magni!”.

    Inoltre, come ho letto in numerosi articoli sulle varie testate nazionali, tutti unanimamente si chiedono il perchè di tanto clamore per le affermazioni di Busi quando era ovvio, scontato che non avrebbe detto “Cip Cip” per tutto il programma, come già da lui stesso annunciato!

    Ho avuto l’impressione che l’affermazione che ha condannato lo scrittore alla censura sia stata esclusivamente il riferimento all’omosessualità repressa di Ratzinger, non certo le “critiche” al governo, ai criteri che regolano l’adozione, all’Italia che è morta, alla pochezza delle “marionette” naufragate da tempo nel “nulla” del loro “linguaggio”. Davide di Porto mi è sembrato un filosofo rispetto a tutti gli altri, di una praticità disarmante con il suo ormai famosissimo “Ho capito”.
    Sarà il momento un pò “delicato” della chiesa cattolica e del suo Capo visto le numerose accuse a catena che stanno emergendo in tutto il mondo riguardo agli abusi su minori in ambito clericale e relativi insabbiamenti!Altro che apologia della pedofilia, qui si parla di un secondo crimine – l’insabbiamento- inaccettabile e il più meschino in assoluto visto chi sono le vittime. Ovviamente il primo crimine inaccettabile è l’abuso in tutte le sue forme: fisico, psicologico, verbale.
    La RAI (nella figura dei sui direttori generali) ha dato prova di come sia rapida e efficiente nella censura, anzi autocensura, visto che secondo me chi ha deciso non ha neppure aspettato le telefonate di rito dallo stato vaticano. Si è portata avanti per fare bella figura. Infatti non ho ancora letto sul tema una dichiarazione di esponenti “propri” del Vaticano (Bagnasco, Bertone o altri). Che bisogno c’è, il compitino è stato svolto senza neppure averlo dovuto assegnare.

  • flavio marcolini scrive:

    Grazie, Aldo. Ancora una volta ci hai fatto respirare il profumo della libertà.
    Se ne parla, in modo non sempre intelligente, anche qui: http://www.nazioneindiana.com/2010/03/19/la-responsabilita-dello-scrittore-in-tv/#comment-131362

  • Salvatore scrive:

    Soldarietà piena a Busi per gli attacchi al suo onore. La manipolazione, per ora, del Suo Pensiero, passato e presente è vergognosa.
    Mi auguro vivamente che chiederà conto dell’infamità subite e spacciate come informazioni e per il travisamento del suo pensiero rispetto alla pedofilia(sulla Tv di stato e a conto nostro, visto che NOI paghiamo il canone).
    Per il resto, spero che continuate a tenerci informati Cordialità
    Salvatore

  • Eddie scrive:

    Esprimo ( anche se non ne ha bisogno ) la mia solidarietà al signor Busi, la cosa ancora più vergognosa del trattamento ricevuto dagli autori dell’isola, è il baccano del pollaio nelle trasmissioni per pescivendole del pomeriggio su rai due, dove una sciocca Monica Setta spaccia Busi per un divulgatore della pedofilia, e dove una sempre sciocca Monica setta anzicchè chiedere una opinione ad una Barbara Alberti, una Natalia Aspesi, osa discutere di Busi con la cretina per eccellenza Leofreddi , osa dare la parola ad una demente Marina Ripa di Meana, che nella loro vita avranno letto assai assai uno stupido romanzo d’appendice, risulta evidente che noi tutti dobbiamo spronare Busi a trascinare in tribunale tutte queste signore che sono arrivate dove si trovano sgomitando, uccidendo e calunniando! che vergogna.

  • oedipus scrive:

    la rai è vergognosa serva del vaticano e scendiletto dell “onestissimo” psiconano quello che si sente perseguitato dai giudici!

  • VendicatoreSolitario scrive:

    “(la televisione di Stato) lo ha vergognosamente abbandonato e ingiuriato non appena Busi si è negato alla complicità. Un’ingiuria lanciata in un programma pomeridiano per bocca di una annunciatrice che speriamo sia chiamata a rispondere delle sue affermazioni calunniose e inqualificabili, tali da screditare chiunque le sottoscriva o le approvi.”

    E’ sempre la solita storia, la vediamo da migliaia di anni: non appena l’intellettuale, il filosofo, cade in disgrazia presso il “principe” i TOPI DI FOGNA che sanno vivere solo leccando il c. al principe, lo attaccano come cani rabbiosi.
    Sono sommamente vigliacchi, però, perché non osano farlo quando “il filosofo” è ancora forte.
    Siamo in una (pseudo)democrazia, però, nella quale la magistratura mantiene (ancora) una minima indipendenza, e può accadere che si metta dalla parte del “filosofo” caduto in disgrazia.

  • Marco scrive:

    Busi voleva essere cacciato. Voleva uscirne come “un poeta maledetto” e ci è riuscito, complice la Simona che ci è cascata. Se fosse stato un rapporto di coppia avrei detto che Busi “si è voluto far lasciare” e apparire come il “capro espiatorio” (espressione che ha usato lui) emarginato dai naufraghi (paradigma dell’emarginazione dal sistema/società). In questo ci è riuscito in pieno creando uno “scisma”, una spaccatura netta tra libero pensiero critico vs. società oscurantista e bigotta. Questa emarginazione lo rivela e lo risalta producendo una icona, un simbolo…E il popolo è con lui perchè ama i drammi, gli eroi e ama schierarsi. Adesso però che il solco è tracciato spero non torni ad abbassarsi la luce! Adesso che lo sappiamo vogliamo Busi, o almeno il Busi pensiero. Lo avrà fatto per vendere i suoi libri? Io spero ..”anche”, ma soprattutto per un insopprimibile impeto a comunicare…Marco

  • Marco scrive:

    Ormai siamo sottosopra. La “TV istituzionale” fa quello che dovrebbe fare un reality e un reality fa quello che dovrebbe fare l’informazione libera.
    I media stanno bene attenti a non svegliare le coscienze del POPOLO BUE. I TG se ne guardano bene e offrono loro INTRATTENIMENTO con l’ INUTILE battibecco politico, proponendoci il giochino neri contro rossi e poi quella cronaca morbosa che LASCIA IL TEMPO CHE TROVA, col contorno di campanilismo sportivo. E il risultato è che stiamo tutti dormendo, pensando di essere vivi.
    Tocca invece casualmente a un reality di intrattenimento e GRAZIE A BUSI mettere il dito nella piaga delle ipocrisie della società, fare denuncia illuminata, risvegliare il senso critico e l’orgoglio della gente. Di cosa avrebbero davvero da temere chiesa e politica…  a meno che non sapessero bene di illuderci infinitamente e basta?
    Essere RADIATI DALLA TV OGGI E’ UN MERITO, il segno di cultura, quella libera che non ha paura e smonta il dogma per guardarci dentro.

  • laura scrive:

    Esprimo la mia piena solidarietà al Sig. Aldo Busi. In questo momento così difficile per il nostro paese si offendono esponenti della cultura, artisti, scienziati…si ridicolizza chi paga le tasse, chi rispetta la legge, si mostrano soubrettine avvenenti in ogni programma sempre poco vestite, esaltandone il vuoto di spirito… Sig. Busi, ho sempre seguito con molto interesse la sua partecipazione ai vari programmi perchè ammiro profondamente la sua dialettica, la proprietà di linguaggio che possiede per non parlare degli spunti di riflessione che ricavo sempre dalle sue assertazioni. Le chiedo scusa perchè non avevo mai letto un suo libro: ora capisco il motivo del suo successo letterario…la sua dialettica è affascinante, starei ad ascoltarla per ore. Dopo la trasmissione di Mercoledì dell’Isola sono corsa a comprare 2 libri scritti da Lei, vorrei capire meglio il suo pensiero sugli argomenti accennati in trasmissione. Sig. Busi spero che voglia denunciare ogni persona che durante la sua permanenza all’isola l’hanno diffamata (vedi forum dell’isola e facebook sempre che nn siano già stati rimossi..). Questa è l’Italia del “parla come mangi” detto ad un grandissimo scrittore…mi vergogno di far parte di questa italietta…
    L’abbraccio con profonda ammirazione! Laura

  • daniele scrive:

    ..un commento per la esclusione dalla RAI di Busi dopo le dichiarazioni alla Isola Dei Famosi…FOLLIA!!!!!…il sig. Busi ha espresso una sua opinione su omofobia e il leader della chiesa di Roma…liberta’ di pensiero, di esprimere le proprie opinioni…la RAI non doveva permettersi di avere un atteggiamento che indica lo stato di regime e di sottomissione al Papa, in cui si trova la nazione Italia…e limitare chi dice la VERITA’…

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