Contro l’ignoranza e l’ignobiltà di massa, e contro la viltà degli abbonati Rai che chiedono l’allontanamento di Aldo Busi dall’ “Isola dei Famosi”

Pubblicato il 10 marzo 2010

In mancanza di meglio da fare, e per meglio (s)qualificare se stessi, in un accesso di protagonismo suicida, alcune centinaia di abbonati Rai “sdegnati” appartenenti ad altrettante “famiglie cristiane” chiedono l’allontamento di Aldo Busi dall’ “Isola dei famosi” e postillano di trivialità sgrammaticate il video del “Busi contro tutti” al Costanzo Show (postato di recente su Youtube) rivolgendo allo scrittore gli epiteti di pedofilo e istigatore alla pedofilia.

Data l’altissima percentuale di disturbati mentali che circola in rete, e considerato il degrado in cui versa la stampa d’opinione, si dovrebbe lasciar perdere il tutto, poiché qui non è più questione di chi sarebbe pedofilo (se coloro che segnano a dito o chi ne è segnato) bensì di chi dà del pedofilo a chi. Ora, mettiamo pure una croce sopra la gente cosiddetta “comune”, che tra tubo catodico e Internet, con la scusa di voler essere informata di tutto, ha perso persino la capacità di riconoscere la differenza che passa tra un accento e un apostrofo. Ma quando a vociferare sono organi di stampa e associazioni, come la sedicente associazione sociologi, cioè soggetti che prima di fare un’esternazione sono tenuti a prendere informazioni, allora l’offesa è inscusabile e bisogna rimpiangere che Busi non ne sia al corrente per prendere i dovuti provvedimenti. Il signor Zocconali, e con lui i troppi che tentano di infangare la reputazione di Busi scagliandogli contro uno straccio che più logoro e improbabile non si può, e che tacciono là dove la pedofilia non è sospetta ma acclarata (vedi le premiate cantorie Ratzinger) – bene, questi signori è ora che si facciano un bell’esamino di coscienza perché non solo ciarlano a vanvera ma non sanno nemmeno a chi e di chi parlano. Se tutta l’informazione su Busi e pedofilia in possesso di Zocconali & c. proviene da uno scampolo di registrazione televisiva (oltretutto data sul web in versione incompleta), questo fatto è significativo solo della loro faziosità o del loro pressappochismo, non dice alcunché né su Busi né sulla pedofilia. Figuriamoci quindi sulle relazioni tra l’uno e l’altra.

A questi signori dall’indignazione facile ricordiamo che sul tema della pedofilia Busi ha scritto decine e decine di pagine, ora affrontandolo espressamente (in articoli di giornale poi confluiti nei vari “Manuali della perfetta umanità”, si veda Busi in corpo 11 di Marco Cavalli, ed. Saggiatore) ora svolgendolo in forma narrativa in più d’uno dei suoi romanzi. La posizione di Busi rispetto alla punibilità della pedofilia è espressa in un capitolo del Manuale del perfetto Papà intitolato “La morale sessuale del perfetto Papà a protezione dei suoi bambini e del suo Stato, cioè del suo testosterone intellettuale”.

Ne diamo trascrizione qui sotto, maledicendo in blocco gli ignoranti di mestiere e di natura, i disinformati dolosi e involontari e quanti hanno dato prova, con le loro proteste farneticanti, di mancare totalmente di dignità e di credibilità intellettuale.

**

(…)

Vorrei, di nuovo, sintetizzare il mio pensiero in  tema di pedofilia.

Chi introduce la morale negli ormoni inevitabilmente introdurrà gli ormoni nella morale: non avremo né una sana morale nelle cose pubbliche, né un sano sesso nelle cose private. Tutti faranno le prediche che subiscono e nessun adulto, un bambino incancrenito, scoperà più con una persona adulta o coetanea consenziente, tutti stupreranno chi non può ribellarsi alla morale marcia dei loro morali ormoni andati a male.

A me sta a cuore stabilire solo alcune conseguenze del medesimo principio:

a) non c’è nessuna relazione fra omosessualità e pedofilia e chi, per suo comodo, le sovrappone, commette un crimine contro l’umanità;

b) anche se i mostri si fabbricano di preferenza in casa, tenere fuori controllo genitoriale i bambini è altrettanto criminale che adescarli: chi mette su famiglia deve saperlo prima di lamentarsi che non sa dove parcheggiare i figli piccoli; faccia a meno di farli se è per lasciarli in strada a incrementare l’industria delle caramelle da sconosciuti;

c) non ho particolare livore contro i pedofili “deboli” se deboli, quasi contemplativi, restano, poiché da bambino ho avuto a che fare, pochissimo, con un prete e un maestro elementare così (qui al mio paese notissimi) e nessuno dei due ha mai fatto del vero male né a me né, che si sappia, a altri bambini: distinzione primaria fra violenza carnale (che nei confronti del bambino è violenza carnale anche con l’assenso del bambino) e la carezza del prete o dell’insegnante sulla coscia o sui capelli; a me preme innanzitutto salvaguardare l’integrità del bambino: se il pedofilo “debole” o blando sa che con una carezza incorrerà nelle stesse sanzioni di chi lo stupra, stuprerà il bambino anche lui e però subito dopo lo ucciderà;

d) è ora di finirla di mischiare bambini veri e propri con gente di quindici, sedici e spesso anche di quattordici. La legge sarà anche la legge, ma la realtà epocale e collettiva è la legge per eccellenza, di fronte alla quale non c’è intelligenza legislativa che tenga: la realtà sarà anche ottusa, ma la legge che non sa leggerla e reinterpretarla attorno a sé di più; diciamo che occorre stabilire una differenza fondamentale fra bambino e minore, per quanto scandalosa perché tuttora impropria e nuova alla nostra impreparazione di adulti verso la mutazione delle realtà giovanili: i bambini sono vittime totali nessun caso escluso, i minori sono vittime parziali, ammesso e non concesso che lo siano in qualche percentuale, sempre che non ci sia di mezzo la violenza carnale comprovata (il che, il comprovarla, è un problema istituzionale non di poco conto, perché è di per sé una seconda violenza inaudita sul bambino, sempre che non sia la prima in assoluto: perché ormai non mancano certo i mitomani, gli esaltati, i ricattatori, seppure mossi da adulti, i deviati psichicamente e televisivamente e internettamente nemmeno fra i più giovani virgulti); se la società e la famiglia imparano a tutelare e a rispettare e a far rispettare e far tutelare  (dalle istituzioni) i bambini in modo radicale fino, diciamo, almeno ai tredici anni come nella common law giudaica dalla quale tutti noi e il nostro comune buon senso discendiamo, se riusciamo a proteggere i bambini, anche da loro stessi e dalla loro legittima curiosità sessuale, senza traumatizzarli, con le informazioni e l’affetto necessari, gli adolescenti e i minori (che non sempre sono a loro volta ancora adolescenti: altra differenziazione giuridica da operare al più presto) sapranno difendersi da sé, se lo vorranno, e se non lo vorranno avranno ogni diritto di essere rispettati nella loro privacy (l’età del consenso, in molti paesi europei, è di quattordici anni: il che significa che i minori, non solo i bambini, sono molto ma molto più tutelati che da noi nella profilassi sessuale). A me non preme che un adolescente o minore faccia o non faccia sesso, secondo me è meglio che faccia sesso anche con una sana centenaria imbalsamata piuttosto che si droghi, si ubriachi o vada in chiesa o fra gli ultras da stadio, tanto il sesso lo farà comunque e con chi vuole lui e nessuno ne saprà niente a parte gli interessati: a me preme che abbia qualcuno vicino che lo possa consigliare e tutelare in caso di malattie veneree o di aborto, per evitare che sia clandestino (…); a me non interessa e non posso impedire – nessuno lo può e meno ancora lo può chi fa tanti bei discorsi sulla ideale sessualità altrui, minore o maggiore che sia – che ragazze e ragazzi facciano o no l’amore fra loro e con chi vogliono loro, ottantenni o trentenni o centenari che siano.

Ciò che mi indigna è che, per esempio, lo stesso giornaletto, ma non è il solo, scriva in prima pagina a fine agosto 2000 “… a Marina di Massa un pedofilo che aveva tentato di molestare una diciassettenne è stato salvato dalle forze dell’ordine: la folla inferocita lo voleva linciare…”, ecco, qui  io vedo il marcio di un’isteria di massa scriteriata: la cosa è avvenuta su una pubblica spiaggia, la ragazza – la donna? – è stata in grado di reagire da sola, ma non mi si venga a dire che uno che fa un’avance, avesse pure novant’anni (e potrebbe averne solo diciannove) a una diciassettenne sia un pedofilo! È ora, con tutte le brutture criminali per noia, disperazione, senso di vuoto di cui sono responsabili i giovanissimi o minori, abbandonati a se stessi e no, di frazionare ulteriormente le fasce  giudiziarie, e quindi il grado di responsabilità e quindi di correità, della persona (in Inghilterra ci sono bambini assassini che finiscono in carcere). La scoperta dell’adolescenza è abbastanza recente e risale a Rousseau, e vale solo per il maschio (vedi Larousse del XIX secolo), mentre per la femmina si passava addirittura dall’infanzia al primo mestruo, cioè allo stato di fertilità e quindi alla maggiore età. Quanto al mio concetto di adulto, è del tutto rispondente alla mia generazione postbellica: io ero un adulto a tredici anni, e non certo perché eiaculavo già, ma perché lavoravo come un adulto, dovevo mantenermi da me, ero a fare le stagioni in alberghi lontano da casa a partire dalla fine della terza media, dormivo in camerate sotterranee di venti avanzi di cucina per volta, ero molto più adulto io a quattordici anni in giro a servire che un ventunenne figlio di papà a farsi servire, se qualcuno avesse osato darmi del minore, a me, dopo una giornata di sgobbo di tredici ore di media, gli avrei sputato in un occhio; il mio vero problema sessuale non era che ero molestato dagli adulti, cui io appartenevo per necessità di sopravvivenza e di lì a pochissimo per elezione, ma perché toccava sempre a me molestarli per primo per scoparci assieme; in verità, sarebbe toccato a loro denunciare me, almeno al Wwf: li spremevo come spugne.

È quindi tempo, per tutelare i bambini in modo categorico, visto che si tratta della precedenza assoluta, di stabilire che un minore non è più un bambino affinché un bambino sia e resti un bambino di fatto com’è e non vada confuso con un minore spesso criminale e sanguinario, e marchettone per via della dose, già a quindici anni. Mi sembra che tale pensiero sia di una banalità sconcertante e del tutto antipedofilo, e, va da sé, è stato mediato da lunghe conversazioni con giudici, medici, intellettuali e semplici genitori, oltre che da traumatiche storie raccontatemi (quanto tardivamente! e i mostri erano i soliti padri, nonni, zii e preti, anche maneschi e violenti, e migliori Amici di Famiglia) che però osano esprimersi solo in privato.
Ricordo che io dico le stesse cose anche nei miei incontri davanti a centinaia e centinaia di genitori accompagnati dai figlioletti e che mai e poi mai qualcuno mi ha aspettato all’uscita per darmi un fracco di botte: ho solo ricevuto strette di mano e applausi, e bambini datimi in braccio cui dare il mio bacino portafortuna in fronte. Nessuno, per questo, come ha fatto don Zega direttore di “Famiglia cristiana” – da me querelato insieme al “Corriere della Sera”, che lo intervistava -, si è mai sognato di infangarmi scrivendo che io non posso avere la parola in fatto di pedofilia perché notamente io la pedofilia la predicherei.

Inutile anche che metta le mani avanti di nuovo, visto in che paese di bastardi pedofili veri e occulti mi trovo a pensare e a scrivere e a ragionare per il bene della poca democrazia rimastagli: io non ho commercio sessuale nemmeno con minori, averlo con adolescenti mi viene il vomito solo a pensarci tanto puzzano ancora di cordone ombelicale materno, non so che altro dire, sono coetanofilo da sempre e non ho alcuna doppia vita come non ho alcuna partita doppia o doppia morale (mi dispiace per i tanti che da anni, invano, vanno alla ricerca dello scheletro nell’armadio di Busi: non ho armadi!), e ho scritto più di un romanzo sull’infanzia negletta, sfruttata, calpestata: ogni abuso su un bambino è come se fosse fatto a me, è un’azione che mi dà una spinta al suicidio, in questo tale e quale al bambino che la sperimenta sulla propria pelle. Adesso però non capisco perché uno deve rischiare il linciaggio perchè fa un’avance, per quanto molesta o oscena, a una diciassettenne (che magari ne dimostra anche ventisette, nevvero), mentre branchi di tredicenni e quattordicenni, già nicotinomani, vagolano a mezzanotte nei nostri paesotti superindustrializzati in cerca di droga e di alcol e chi glieli fornisce non sia considerato a maggior ragione stupratore e mostro e altrettanto pedofilo del pedofilo vero e proprio profanatore e sfruttatore di bambini/bambini. E noi tutti, non io in special modo, sappiamo sempre e subito chi è bambino e chi non lo è più e deve imparare a arrangiarsi (talvolta per le più disgraziate ragioni di abbandono e di indifferenza e di degrado famigliare e istituzionale ma tant’è): com’è possibile che ci siano maree di ragazzine di seconda e terza media piene di stafilococco e di trichomonas e condilomi e quant’altro senza supporre che ci siano stati proprio padri e madri, ignari di avere ragazzine e ragazzi simili, a inseguire per linciare un uomo che ha avuto il torto di corteggiare una diciassettenne in un luogo pubblico? e per quale perverso meccanismo scervellato alcuni gazzettini scandalistici lo definiscono “pedofilo”? Se questo è un pedofilo, uno che fa la stessa avance a una bambina di sette anni cos’è, “ambiguo”? E io voglio che si incastrino quelli veri, pericolosi: gli stupratori di veri bambini. L’Italia è malata: vuole a tutti i costi un capro espiatorio, così i pedofili veri e propri – e intoccabili – possono farla franca e continuare a abusare, a uccidere i bambini, se non di fatto, dentro. Il guaio è che qui, quando si parla di sesso o si blatera senza rendersene conto di omofobia, di sessuofobia, di sessuomania e di trionfante disprezzo per le donne o si fa sempre dell’ignobile e ipocrita accademia cattofobica, ma la tragedia è che dei veri bambini e dei veri giovani e di quelli che restano veri minori nonché minorati sessualmente anche a trent’anni la società italiana – istituzioni comprese e Chiesa – preferisce tuttora ignorare più che può.

(…)

Combattere aprioristicamente sul fronte della sessualità degli adolescenti per il loro bene ovvero la salvezza della loro anima (che, guarda un po’, è una pastorale che non si cura affatto della salute e dell’igiene psichica dei loro corpi infettati) è da mitomani, omofobi, sessuomani, sessisti e fanatici in generale, e intanto si lascia scoperto il vero fronte della guerra da fare senza quartiere: quella perché nessun bambino venga più adultizzato da un sessuale demente, perchè un bambino abbia il diritto di restare bambino fino a che pare a lui e a lei.

Bisogna imparare a usare i termini appropriatamente, altrimenti se sono pedofili tutti quelli che fanno un gesto volgare a una diciassettenne, nessun pedofilo lo sarà più nemmeno con una bambina di sette. E questo fa certamente comodo ai veri mostri protetti dal loro perbenismo di facciata e dalla moralità a parole dei loro pulpiti. (…)

(Aldo Busi, Manuale della perfettà Umanità, Mondadori, Milano 2010, pp. 233-240)


35 responses to Contro l’ignoranza e l’ignobiltà di massa, e contro la viltà degli abbonati Rai che chiedono l’allontanamento di Aldo Busi dall’ “Isola dei Famosi”

  • Davide Manenti scrive:

    Sottoscrivo in toto il post della redazione di Altriabusi, maledizioni comprese. Sono certo che altri cittadini vorranno esprimere pubblicamente la loro solidarietà a Aldo Busi e il disprezzo verso l’attacco subdolo e stupido di questi signori.
    Davide Manenti

  • Nicola scrive:

    Grazie per aver pubblicato questo testo di Busi sul tema della pedofilia che solo i disinformati,e/o omofobi e/o malvagi confondono (?) con l’omossessualità. Grazie Busi e grazie a voi.

  • Michele Medici scrive:

    Vai aldo!

  • francesco venditti scrive:

    …Mah guardi..si si certo…si siiiiiiii certo bravo bravi…si si…nn mi interessa…non mi interessa…postero il video sul mio fb fino alla morte…è uno schifo…la cultura è nella testa ..non è nei libri che uno legge o scrive…mi spiace..ho letto è molto bello si…ma questo uomo ha detto cose allucinanti…comunque grazie x il vostro lavoroe anche per io suo..ma ciò non toglie..che non basta tutto questo a me no
    francesco venditti

    • Eleonora scrive:

      “tutti nella nostra infanzia ricordiamo quando dopo il bagnetto i nonni o i papà ci alzavano dall’acqua e si infilavano il ns pisellino in bocca”

      Questa frase da dove è stata tirata fuori?? Senza contesto è orribile (quanto il resto del commento della simona…)

      Mi dispiace vivere in un paese così ipocrita, l’atmosfera è malata… Busi sembra una boccata d’ossigeno puro a confronto

  • francesco venditti scrive:

    cmq visto che altriabusi non è un sito su aldo busi..ma è un sito sulle sue opere dico
    IO NON ATTACCO LE OPERE DI ALDO BUSI…IO ATTACCO LUI PER CIO’ CHE HA DETTO E ATTACCO ANCHE CHI GLIELO HA PERMESSO..TUTTO QUA QUINDI NON VEDO PERCHè DARE DELL’IGNORATNTE O IGNOBILE A CHI ATTACCA QUELLO DETTO DA ALDO BUSI MAH RIMANGO ESTERREFATTO…

    • abbonata rai irene scrive:

      bravo insisti ….non deve tornare in tv la pedofilia non si circoscrive alla prima infania .e i ragazzi di 13\14 anni non sono “gente” ma bambini….e vergognoso che la ventura insista , da oggi boigotto anche lei…che schifo

  • Parrocchetto scrive:

    Concordo pienamente!
    Sono state veramente vergognose queste accuse, Busi ha una genialità pazzesca. Invece di prendersela con i veri pedofili cercano di far espellere un concorrente dall’isola dei famosi.
    Che ridicoli…
    Complimenti per l’articolo!

  • Valentina scrive:

    Il punto non è confondere la pedofilia con l’omosessualità. Per quanto mi riguarda il punto è prendere una posizione netta in merito nel difendere i bambini, le bambine e gli adolescenti dalle violenze sessuali fisiche e psicologiche, affinchè possano crescere nella piena consapevolezza della loro sessualità, potendo viverla in libertà.
    E’ palese che il sesso e gli argomenti intorno al sesso sono ancora un TABù, ma questo non giustifica il fatto che, per voler rompere questo tabù, si possano sostenere tesi ambigue e provocatorie come quella che sia “normale” farsi fare una sega da un ragazzo di 13 anni.

  • Clessidra scrive:

    FATE SCHIFO!

  • Daniela M scrive:

    Clessidra, fai pena…

  • ROSSI ROBERTO scrive:

    Ancora grazie per aver pubblicato questo scritto di Busi sulla pedofilia.
    Gli ipocriti in circolazione non finiscono mai… lo testimoniano anche alcuni post quì sopra. Continuo ad essere convinto che possedere un cervello non significa automaticamente essere capaci di usarlo.
    Se dopo aver letto tutto ciò si continua ancora ad equivocare sul significato di “pedofilo”, saper pensare può anche risultare inutile.

    P.S. c’era una volta, quasi cinquant’anni fa, una piccola parrocchia in Germania, con un piccolo coro di bimbi, gestita da presti molesti sotto la diretta responsabilità di un Vescovo che avrebbe fatto, poi, molta strada….

    • abbonata rai irene scrive:

      secondo te se il papa fosse un pedofili x quanto lo terremmo li .. “hai detto bene”scrivere libri non sifnifica che si è inteligenti

  • anna rita chiocca scrive:

    Chi si spertica in giudizi su Busi, in accuse da caccia alle streghe, non ha mai letto una riga di Busi, non è conosce il percorso letterario e umano. Ma questo è il minimo. Non mi pare che ci siano campagne di buoni cristiani contro chi dopo aver truffato il fisco, ricattato persone famose, spacciato banconote false, scambiato giovani ragazze come figurine, si proponga come “artista” e come tale venga accettato da illetterati boccaloni che pensano alla cultura, come qualcosa che si spalma sulla pelle dopo la ceretta.
    Il nostro paese è sprofondato in un baratro oscuro, un pozzo di razzismo ignorante fatto di giornali scandalistici e trasmissioni volgari (la vera pornografia e ciò che esce dalla bocca delle varie barbare, paole della tv. Leggete più Busi.

  • Alberto Bassi scrive:

    Eva Cantarella scrive in modo documentato della differenza tra pedofilia, pederastia, e assunzione di responsabilità dell’adulto nei confronti del minore implume che gli veniva consegnato in vista della adultezza responsabile nei confronti delle vicende belliche. Questione tremenda, che questa grande docente ha rigorosamente analizzato.Il dott. Busi si adentra nella vicenda in modo non storico, ma esistenziale e letteraio da par suo. Impeccabile! Splendido! Sottoscrivo ogni rigo, e ringrazio Lui e la coraggiosa Redazione, che non si è arresa dopo la fine degli illuminanti SMS del dott. Busi,(che ritengo la Sua prosa migliore di tutto quanto pubblicato editorialmente) e che relaziona persino i commenti dei non lettori delle opere che noi abbiamo sempre presenti, per non fare la fine degli Italioti, da cui ci guardiamo, come dai pedofili, che pure comprendiamo senza condividerli.

  • simona scrive:

    E’ assolutamente una vergogna! Depravato LUI e chi ha OSATO scrivere tante VOLGARITà! E’ inutile ostentare una cultura ed una intelligenza su testi e libri e altre stronzate! ALDO BUSI è UN DEPRAVATO! e su questo non ci saranno mai dubbi! non me ne frega di quanti libri ha letto, di quanti libri ha scritto e di quanti ne conosce il depravato che ha scritto questo “articolo”! un uomo che sostiene questa schifezza cosiderandola “coerente” se è riferita ad un ragazzino di 12/13 anni, un uomo che vuole insinuare che “tutti nella nostra infanzia ricordiamo quando dopo il bagnetto i nonni o i papà ci alzavano dall’acqua e si infilavano il ns pisellino in bocca”, un uomo che insinua che fare una “sega” ad un ragazzino adolescente o “farsela fare” è UMANO E NATURALE, un uomo che accusa noi genitori di NASCONDERE AI NS FIGLI LA BELLEZZA DEL SESSO, è un uomo MALATOOOOOOOOOOOOOOO!!!!!!!!!!!!! E tutto coloro che considerano questa, IGNORANZA O IGNOBILTà beh, state fomentando un soggetto pericoloso e non sapete quanti come lui non vedevano l’ora di leggere frasi come queste per sentirsi meno in colpa, per sentirsi… CAPITI da qualcuno…. e così per sentirsi anche autorizzati nel DESIDERARE di proseguire “la caccia” alla prossima preda… e magari fargli credere che “COME è SCRITTO IN INETRNET” è tutto naturale e stupendo…. ono una mamma, non una cristiana cattolica… UNA MAMMA!

    • laura scrive:

      Simona ti racconto la storia di una bambina molestata fin dalla tenera età di 3 anni…una bambina che oggi alla soglia dei 50 anni ha elaborato il dramma della pedofilia (quella vera nn quella presunta di Busi come stai sottolineando nel tuo post..). Il pedofilo nn sbandiera al vento la sua inclinazione, si nasconde nella propria casa, tra gli amici di famiglia, in chiesa o come nel mio caso nel medico di famiglia…Non giudicare un grande scrittore come Busi solo da poche frasi estrapolate da una intervista, nn è lui il pericolo per i nostri figli, il pericolo viene (parlo da genitore ora) quando lasciamo i nostri figli molte ore da soli al computer, quando nn li ascoltiamo, quando li lasciamo inconsapevoli in compagnia di qualche “zio”…nn mettiamo al rogo il Sig. Busi per giustificare le nostre mancanze di genitori, cerchiamo un capro espiatorio per nn vedere il vero problema della pedofilia. Il pedofilo ha una devianza nn saranno le parole di Busi a incitarlo nel suo comportamento. Maurizio Costanzo anni fa iniziò una grande campagna contro i viaggi sessuali di questi pedofili e diceva sempre: “Se vostro marito parte da solo per la Thailandia o altri paesi esotici chiedetevi se nn è uno di questi pedofili, ricchi occidentali che si recano in questi paesi per dare sfogo alla loro pedofilia” Ora chiediti Manuela: quante donne arriverebbero a pensare una cosa del genere del proprio compagno? E quante donne hanno taciuto di fronte a padri che abusavano delle figlie? Ci vuole molto coraggio ad affrontare una realtà come questa, forse la paura di farlo ci spinge a cercare capri espiatori? Guardiamo dentro casa prima di buttare la spazzatura sulle case altrui….

      • abbonata rai irene scrive:

        è la stessa cosa ….tra un uomo che piccha una donna per strada e quello che dice che se lo meritava , nn ce differenza . non possiamo sapere vhe fa nel privato ma da quello che scrive si capisce NON CE DIFFERENZA TRA IL MANDANTE E L ESEGUTORE..NON CE DIFFERENZA TRA KI STUPRA E CHI DICE CHE è NORMALE FARLO…LA PEDOFILIA NON è NORMALITA MA ABBUSO .

  • uno di passaggio scrive:

    Simona, mi sa che tu non hai capito cosa voleva dire Busi nel suo scritto……

    Ma quando si diventa genitori, il cervello si ammuffisce ? Non si parlavano di 12 enni e 13 enni ?

  • oedipus scrive:

    busi non è pedofilo(infatti fa sesso con coetanei o adulti),ma un gay che ha avuto esperienze molto precoci da adolescente e questo fa scandalo in un paese cattolico e sessuofobico come il nostro dove si preferisce avere un figlio drogato o alcolizzato piuttosto che un figlio libero di sceglere con chi e quando fare sesso!

  • Francesco scrive:

    Signora Simona… io nn so cosa lei ci faccia su internet a dare la caccia allo stregone Busi, spero che dedichi piu’ tempo a educare suo figlio/a…

    Ho notato che ci sn molti gruppi su Facebook contro Busi, con petizioni e altre pinzellacchere varie, che dire, questa gente mi fa molta pena, ricordiamoci che bisogna essere garantisti e non accusare una persona di fatti non giudicati nelle sedi appropriate. Alimentate l’odio e la violenza, se nn vivessimo in uno Stato di Diritto, sareste i primi forcaioli…
    tutto questo fa paura…

  • Captain Spaulding scrive:

    Questo paese ormai e` al di sotto del livello piu` basso immaginabile.

    Permettersi di trattare uno dei piu` grandi ed arguti intellettuali italiani nel modo in cui e` stato trattato Busi e` una vergogna. E` uno schifo. E una cosa da persone grette.
    E, temo, che le persone grette ed ignoranti siano, ahinoi, la maggioranza.

    So che non ce n’e` alcun bisogno, ma voglio esprimere tutta la mia solidarita` ad Aldo Busi, oltre che rinnovargli il mio piu` sentito ringraziamento per la sua preziosa opera.

    Una cosa e` certa: una perla non c’entra nulla con una pila di merda!

    Grazie Aldo, di cuore!
    CapS.

  • maria lampis scrive:

    l’intelligenza,la franchezza e la cultura non vengono mai apprezzata in questo paese dove regnano sovrane l’ignoranza il pressapochismo.io rimprovero ad aldo busi di aver partecipato all’isola:non avrei mai voluto avere a che fare con simona ventura e tutti quelli che si tira dietro.di una pochezza vicina al nulla.busi pedofilo? la gente non sa nemmeno di cosa e di chi si sta parlando.coraggio aldo:stare lontano dalla rai ti potrà fare solo bene.

  • Pier Angelo Sanna scrive:

    Tutto va come deve andare: la censura rai sullo Scrittore conferma l’onestà intellettuale di Busi prima di tutto e, in secondo luogo, che quel covo di troie clericali, di fascisti clericali, di pedofili clericali che dirigono la televisione di Stato, meritano di fare i programmi che fanno e di farseli condurre e animare da sguattere sfatte rifatte e strafatte come l’Amara Ventura e la Si-mona Venier. Solo chi legge Busi non aveva bisogno di queste conferme. Grazie a voi del sito per la vostra controinformazione che nella fogna di Internet fa la figura di Busi in televisione: le figuracce le fate fare alle figurine-fighelesse suddette.
    Pier Angelo Sanna

  • Guido Mazzucco scrive:

    La mia attenzione ed il mio imbarazzo sono tutti sull’autoinvestitura dei soliti Signor Nessuno a giudici di una querelle improbabile non soltanto nei suoi contenuti, ma nella disparità di autorevolezza tra chi accusa e chi è accusato.
    Mi sembra triste (tristemente necessario) che gli autori di un bel sito come questo si trovino costretti nel ruolo imbarazzante di chi deve giustificare l’ovvio (e spiegare quindi che Busi non è pedofilo)…è come se si dovesse ogni volta fare due passi indietro per poterne fare tre in avanti.
    Io da parte mia posso soltanto sentirmi offeso, come se questo mare di ingiurie fuori luogo e fuori tempo fosse stato rivolto a me e ringrazio Busi del fatto che, anche suo malgrado, esponendosi ed esprimendosi, abbia dato voce a me, a molti, e anche a molti ignari.

  • bianco scrive:

    Devo confessare di essere colpevole… non ho mai visto una puntata dell’isola dei famosi ,spero di aver scritto giusto il titolo, che sia una dato che ho ancora una flebile vita sociale da far sopravvivere all’ingolfamento berluscovisivo e che se proprio devo grardare la televisione ci sono tanti canali, purtroppo non italiani, tramite i quali apprendere quello che succede (veramente) nel nostro melmoso paese. Anteposto ciò devo confermare che non mi imbarazza ne mi stupisce più di tanto quello che è successo dal momento che da un popolo finito di idioti senza futuro quale è ormai il nostro non mi aspetto altro che questo. Soltanto ieri ad Arezzo la Lega Nord, partito di governo e quindi votato dalla MAGGIORANZA di noi distribuiva volantini con annesso sapone per “lavarsi bene le mani” (citazione da un minuscolo trafiletto di Repubblica) dopo aver toccato un extracomunitario. Soltanto ad un popolo infelice e fallito potrebbe capitare di farsi di cocaina e uccidere un neonato sbattendolo contro il muro perchè piange disturbando il “viaggio”. E’ naturale che persone come Aldo che con la necessaria sincerità ce lo fanno notare vengano messe al muro…

  • laura facchin scrive:

    A leggere i commenti sul web c’è da tremare.
    C’è da tremare a sentire il vuoto nelle parole di quelle che sono venture idee, perché le parole della tivù italiana diventano pensiero a venire delle persone che la guardano.
    C’è da tremare davanti alla schizofrenica presa di non posizione di chi non mai letto nemmeno un titolo dell’Opera di Busi e dichiara “la penso come lui! Busi for president!”. Che vomito.
    Che vomito le caritidi televisive di questo Paese che se le merita tutte le donne di pietra e silicone che hanno forgiato non solo i canoni telivisivi ma anche e sopratutto i canoni comportamentali.
    Che schifo l’alito di merda che hanno le bocche del potere mediatico, che veste ha vestito e sempre vestirà, abbigliamenti luturgici.
    Mi chiamo Laura Facchin, lavoro, pago le tasse, mi sono rifatta due denti perché mi sono caduti, leggo Busi e sono fiera di non somigliare in niente e per niente a “signore” come Ventura Venier e la Benedetta.

    • abbonata rai irene scrive:

      giusto temere …….siete tutti uguali…ma la colpa non è nostra e dello stato . se dasse pene piu severe magari nn si ci farebbe giustizia da soli.

  • Chiaralice scrive:

    Ha ragionissima Busi secondo me. Senza contare che io mi sono sentita molto più stuprata a 16 anni appena compiuti da un coetaneo che a 18 da un ragazzo dieci anni più grande di me. Tra minorenni si fanno le cose “peggiori” e si va alla ricerca delle grandi avventure ma chi non è minorenne da tanto o chi è troppo buonista e bigotto non lo sa e non lo vuole sapere. Se non hai almeno 18 anni non hai diritto alla tua sessualità e anche più grande, se parli di sesso in pubblico tutti storcono il naso. Poi magari le loro figlie che hanno la mia età (quasi ventitrè anni) sono vergini davanti ma non dalle altre parti, e questo da quando avevano 15 anni. L’ipocrisia e l’ignoranza sono i mali più grandi.

  • Daniela Tuzza scrive:

    Aldo Busi: Un lungo e profondo inchino di fronte a cotanto UOMO!

    Daniela Tuzza

    (P.S. Signor Busi non abbandoni l’Italia; io ho un fratello invalido e non posso seguirLa, La prego di rimanere perché proprio qui c’è bisogno di Lei.)

  • abbonata rai irene scrive:

    i gay in iraq vengono uccisi in modo atroce gli incollono il retto e li fanno morire agonizzanti,i goy nn devono essere paragonati ai pedofili, e nn meritano quel destino , combatto per questo e per le donne …ma ai pedofili o ai colti che credono di poter giustificare un atto ignobile come la sotrazione del innocenza farei di peggio …ripeto ma penso che se capito mi fate skifo tutti.

    • Gentile abbonata rai irene,

      abbiamo capito qual è la sua posizione, non è necessario andare avanti oltre, cinque commenti di fila sono più che sufficienti. Qualora volesse tornare su Altriabusi.it ed esprimere un suo pensiero la preghiamo di farlo con ragionamenti articolati.

      Saluti.

  • Marco Guadagni scrive:

    Io penso che se esistesse la parola “culturato” potrebbe avere sottintesi diversi. Riferita ad Aldo Busi sicuramente è sinonimo di persona di eccelsa cultura, riferita invece alla dirigenza RAI ed ai gestori dei programmi televisivi (reality show) potrebbe avere il seguente significato:

    - Il “culturato” –

    Che ‘l signor Busi fosse un “culturato”
    alla mercè di molti era palese,
    prevale a la ragion l’uso del fiato

    ch’a volte il favellar si fa scortese
    per la bramanza d’ostentar cultura,
    ma a volte inciampa e cade nell’offese.

    Il sopportar diventa cosa dura
    allor che lo rispetto non s’avanza,
    è bello il differir de la natura

    che a ciascun dà nome e risonanza,
    scernendo ognun dall’altro a lui opposto,
    così che ‘l colto brilla l’ignoranza.

    Parlar è un diritto e non ha costo,
    scoltar parer contrario è cortesia,
    se apprezzi il diverso sei un tosto,

    il più grande “culturato” che ci sia
    che trova nel villan il lato buono
    senz’atteggiarsi spesso a sol Messia.

    NO ALLA CENSURA DI ALDO BUSI !!!

    ALDO TI HO INVIATO, PRESSO L’UFFICIO STAMPA MONDADORI, DEL MATERIALE RELATIVO ALL’ISOLA DEI FAMOSI , AFFRETTATI A RITIRARLO.

  • AnnaRebecca scrive:

    Buongiorno, ho scoperto solo oggi questo sito (non frequento troppo il web) e me ne rallegro. Con molto ritardo sugli eventi vi esprimo il mio disgusto per l’atteggiamento della Rai sull’ “affaire Aldo Busi”. Devo comunque dire che non mi ha troppo stupito. visto l’utilizzo generale del mezzo televisivo pubblico.
    Vorrei pure aggiungere che da un popolo di abbonati , così mal ridotti da non pensare neppure ad uno “sciopero visivo” (ah quanto temerebbero un popolo che spegne la TV!!!), non ci si può aspettare poi molto. Infatti nessun commento si è sentito sull’obbligo di acquisto di decoder e nuovi televisori (una rottamazione
    di televisori imposta, come fosse un bene necessario!) per via del digitale terrestre. Io sarei interessata a conoscere le cifre del giro di milioni di televisori venduti, come se ne è organizzato l’eventuale riciclo , il fatturato del giro etc… Teniamo poi conto che questo cambio di apparecchiature colpisce
    i pensionati più poveri che sono bloccati al passatempo televisivo .
    Sembra che questa problematica non interessi nessuno, perciò non possiamo proprio aspettarci molto, neppure per Busi, che comunque continuerà a vivere
    e scrivere alla faccia delle mezze persone televisive.

    Da parte mia , appena posso (lavorando e pagando le tasseil tempo vola!) lo
    leggo e mi è di conforto , è una vitamina per lo spirito.

    Aggiungo che mi fa piacere che scriva su Rolling Stone, forse è meglio dell’Isola dei Famosi. Rimpiango la trasmissione Amici Libri (perla rara della TV) , che cercavo di vedere appena riuscivo. Imparare a leggere apre le porte
    non solo ai libri, ma all’osservazione , alla conoscenza viva di qualcosa oltre
    il nostro condominio. Bene, vi saluto e vi ringrazio per questo sito : au revoir!
    AnnaRebecca

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