Nel necrologio all’amico scrive: tiè!

Pubblicato il 05 marzo 2010

Pubblichiamo un breve articolo di Antonio Troiano, apparso sul Corriere della Sera il 1 settembre 1993, pagina 9, su un necrologio scritto da Aldo Busi a Luciano De Maria.

Busi: “il mio è un gesto di affetto”

Commento al necrologio fatto pubblicare sul Corriere della Sera dallo scrittore per la morte dell’amico Luciano De Maria

MILANO . “Caro Luciano, so che ti sarebbe piaciuto anche adesso il mio usuale saluto “A presto!”, ma ora ci aggiungo “Tiè!”. Grazie dell’amicizia, della simpatia e del buon ricordo”. Aldo Busi, scrittore geniale e imprevedibile, lo ha fatto così. Lui, il necrologio (pubblicato sul Corriere della Sera di ieri) per salutare l’amico e studioso Luciano De Maria lo ha scritto d’istinto, senza pensarci troppo. “Conoscevo Luciano da lungo tempo, avevamo fatto insieme diversi lavori. Per la Mondadori, dove lui dirigeva la collana dei classici, avevo tradotto Alice nel paese delle meraviglie, e adesso stavo preparando, per i Meridiani, l’opera di Nathaniel Hawthorne”. “Con Luciano, continua Busi, avevo un rapporto molto allegro e spensierato. C’era grande simpatia, quando mi vedeva nei corridoi mi chiamava, m’invitava a fermarmi, a parlare. Scherzavamo. Per lui ero una genuina ventata di follia. La notizia della sua morte mi ha molto rattristato, e quando mi sono trovato a scrivere il necrologio, racconta Busi, ho pensato che non dovevo deluderlo. Per Luciano rappresentavo un certo personaggio, e sono sicuro che si sarebbe stupito dell’opposto, ovvero se io avessi fatto un semplice necrologio”. Così nella pagina piena dei tradizionali annunci funebri, gli amici e i colleghi di Luciano De Maria, nato a Milano nel 1928, apprezzato studioso del Futurismo, hanno potuto leggere anche il saluto molto particolare di Aldo Busi. “Perché particolare era il nostro rapporto. Insieme avevamo anche pensato di raccogliere l’opera di Aldo Palazzeschi. Un amore comune. Il mio necrologio è stato un gesto di grande affetto. Sono io, dice Busi, che lo ringrazio per avermi lasciato un bellissimo ricordo di sé. E nella vita di un uomo questo non succede molto spesso. Insomma, a Luciano, questo necrologio sarebbe piaciuto da matti”. A. T.

Troiano Antonio


1 Response to Nel necrologio all’amico scrive: tiè!

  • Alberto Bassi scrive:

    Su alcune lapidi antiche di romani edonisti veniva inciso un corvo con il fumetto “Cras, cras!”, che voleva dire :”Tu che sei venuto qui sulla mia tomba non rallegrarti, perché oggi è toccata a me, ma domani (cras)a te.” Il “Tiè” di Busi ha valore apotropaico o significa la fine di un discorso? I discorsi umani possono avere una fine? E chi li finisce, dato che Busi non deve interessarsi del contingente ma dell’eternità? (Uno contro tutti, al Maurizio Costanzo show).

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