Le nostre 7 domande al clown smascherato

Pubblicato il 02 ottobre 2009

Segnalatoci da Aldo Busi, proponiamo oggi, 2 ottobre 2009, l’articolo Le nostre 7 domande al clown smascherato, di Carlo Cosmelli, tratto dalla rivista Critica liberale, aprile – maggio 2009, volume XVI,  n.162-163, edizioni Dedalo. Di seguito ripubblichiamo l’sms di Aldo Busi del 2 settembre 2009 sulla libertà di stampa. In appendice, la domanda che Aldo Busi pone a Berlusconi a chiusura dell’sms intitolato E liberaci dal padre pubblicato su questo sito il 22 giugno. Invitiamo i lettori a fare attenzione alle date: l’articolo di Critica liberale è posteriore ai due sms di Busi e non li cita. L’omissione è forse involontaria. Ma considerata la quantità degli interventi pubblici di Busi, il loro protrarsi nel tempo, la varietà delle sedi che li hanno ospitati, viene da dire che l’omissione è comunque dolosa perché premeditatamente involontaria.

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Le nostre 7 domande al clown smascherato

Sette domande al Primo Ministro italiano, Signor Silvio Berlusconi

Al Primo Ministro della Repubblica Italiana sono state rivolte dieci domande circa le sue relazioni con una ragazza minorenne invitata più volte anche a cene ufficiali. Fino ad ora si è rifiutato di rispondere. Si potrebbe fare uno sconto al Signor Silvio Berlusconi, chiedendogli di rispondere a sette domande.

Signor Berlusconi, potrebbe rispondere pubblicamente a queste domande?

Premessa:

La Banca Rasini di Milano, di proprietà negli anni ’70 di Carlo Rasini, è stata indicata da Sindona e in molti documenti ufficiali di magistrati che hanno indagato sulla mafia, come la principale banca utilizzata dalla mafia per il riciclo del denaro sporco nel Nord- Italia.

Di questa Banca sono stati clienti Pippo Calò, Totò Riina e Bernardo Provenzano, negli anni in cui formavano la cupola della mafia.

In quegli stessi anni il Sig. Luigi Berlusconi lavorava presso la Banca, prima come impiegato, poi come Procuratore con diritto di firma e infine come Direttore.

1) Nel 1970, il procuratore della banca Luigi Berlusconi ratifica un’operazione molto particolare: la banca Rasini acquisisce una quota della Brittener Anstalt, una società di Nassau legata alla Cisalpina Overseas Nassau Bank, nel cui consiglio d’amministrazione figurano Roberto Calvi, Licio Gelli, Michele Sindona e monsignor Paul Marcinkus. Questo Luigi Berlusconi, procuratore con diritto di firma della banca Rasini, era suo padre?

2) Sempre intorno agli anni ’70 il Sig. Silvio Berlusconi ha registrato presso la banca Rasini ventitré Holding come “negozi di parrucchiere ed estetista”, è lei questo Signor Silvio Berlusconi?

3) Lei ha registrato presso la banca Rasini, ventitré “Holding Italiane” che hanno detenuto per molto tempo il capitale della Fininvest, ed altre 15 Holding, incaricate di operazioni su mercati esteri. Le ventitré Holding di parrucchiere, che non furono trovate ad una prima indagine della guardia di finanza, e le ventitré Holding italiane, sono la stessa cosa?

4) Nel 1979 il finanziere Massimo Maria Berruti, che dirigeva e poi archiviò l’indagine della Guardia di Finanza sulle ventitré Holding della Banca Rasini, si dimise dalla Guardia di Finanza. Questo signor Massimo Maria Berruti è lo stesso che fu assunto dalla Fininvest subito dopo le dimissioni dalla Guardia di Finanza, fu poi condannato per corruzione, eletto in seguito parlamentare nelle file di Forza Italia, e incaricato dei rapporti delle quattro società Fininvest con l’avvocato londinese David Mills, appena condannato in Italia su segnalazione della magistratura inglese?

5) Nel 1973 il tutore dell’allora minorenne ereditiera Anna Maria Casati Stampa si occupò della vendita al Sig. Silvio Berlusconi della tenuta della famiglia Casati ad Arcore. La tenuta dei Casati consisteva in una tenuta di un milione di metri quadrati, un edificio settecentesco con annesso parco, villa San Martino, di circa 3.500 metri quadri, 147 stanze, una pinacoteca con opere del Quattrocento e Cinquecento, una biblioteca con circa 3.000 volumi antichi, un parco immenso, scuderie e piscine. Un valore inestimabile che fu venduto per la cifra di 500 milioni di lire (250.000 euro) in titoli azionari di società all’epoca non quotate in borsa, che furono da lei riacquistati pochi anni dopo per 250 milioni (125.000 euro). Il tutore della Casati Stampa era un avvocato di nome Cesare Previti. Questo avvocato è lo stesso che poi è diventato suo avvocato della Fininvest, senatore di Forza Italia, Ministro della Difesa, condannato per corruzione ai giudici, interdetto dai diritti civili e dai pubblici uffici, e che lei continua a frequentare?

6) A Milano, in via Sant’Orsola 3, nacque nel 1978 una società denominata Par.Ma.Fid. La Par.Ma.Fid. è la medesima società fiduciaria che ha gestito tutti i beni di Antonio Virgilio, finanziere di Cosa Nostra e riciclatore di capitali per conto dei clan di Giuseppe e Alfredo Bono, Salvatore Enea, Gaetano Fidanzati, Gaetano Carollo, Carmelo Gaeta e altri boss – di area corleonese e non – operanti a Milano nel traffico di stupefacenti a livello mondiale e nei sequestri di persona. Signor Berlusconi, importanti quote di diverse delle suddette ventitré Holding verranno da lei intestate proprio alla Par.Ma.Fid. Per conto di chi la Par.Ma.Fid. ha gestito questa grande fetta del Gruppo Fininvest e perché lei decise di affidare proprio a questa società una parte così notevole dei suoi beni?

7) Signor Berlusconi da dove sono venuti gli immensi capitali che hanno dato inizio, all’età di ventisette anni, alla sua scalata al mondo finanziario italiano?

Vede, Signor Berlusconi, tutti gli eventuali reati cui si riferiscono le domande di cui sopra sono oramai prescritti. Ma il problema è che i favori ricevuti dalla mafia non cadono mai in prescrizione, i cittadini italiani, europei, i primi ministri dei paesi con cui lei vuole incontrarsi, hanno il diritto di sapere se lei sia ricattabile o se sia una persona libera.

P.S. Dato che lei è già stato condannato in via definitiva per dichiarazioni false rese ad un giudice in un tribunale, dovrebbe farci la cortesia di fornire anche le prove di quello che dice, le sole risposte non essendo ovviamente sufficienti.

[a cura di Carlo Cosmelli]

POSTILLA. DOMANDA OTTO. LE ORGE DEL POTERE. C’è però anche un’ottava domanda. Non rivolta a papi, ma a D’Alema, Veltroni, Franceschini, Bersani, Rutelli, a tutta la classe dirigente margheritina e diessina, alla cosiddetta estrema sinistra, Bertinotti in testa, al Vaticano, alla Conferenza episcopale, alla Confindustria, ai massimi giornali, a tutta la cultura, eccetto pochissime eccezioni. È una domanda semplicissima, dalla risposta scontata: Voi sapevate? Cosa avete fatto per disinquinare la lotta politica e la democrazia italiana da questa tossina? In gran parte vi siete fatti assimilare, lo avete imitato, siete diventati come lui, vi siete ridotti a parte accomodante di un sistema, al centro e in periferia, sempre più corrotto. Demolitore dello stato di diritto. Siete stati complici, spesso manutengoli. E, poiché siete anche fessi, vi siete fatti distruggere, e riuscite a cantare vittoria pure quando siete estinti. E non vi chiedete neppure di che malattia siete morti. Quanti di voi, cardinali, vi siete strusciati e continuerete a farlo con chi è dedito a un libertinaggio politico ben peggiore di qualche avventuretta da provinciale assatanato? Adesso fate finta di scandalizzarvi se appare manifesta la vita scostumata del “venditore di tappeti”, ma siete complici di ben altre orge consumate a Palazzo Grazioli e altrove. Le orge del potere. Direbbe Costa Gavras. Il paese non dimentica che vostri “farfalloni” sono andati in pellegrinaggio nell’abitazione privata del presidente del consiglio a supplicare e ottenere la presidenza della Rai. Roba da far diventare pie suorine anche le prostitute patentate di casa Berlusconi. [E. M.]

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Berlusconi, la libertà di stampa e altre cose Boffe

(Sms di Aldo Busi del 2 settembre 2009)

Bisogna proprio essere in malafede per sottoscrivere appelli per la libertà di stampa in Italia! L’avessero mai usata se non per mettere il bavaglio a un’opera come la mia e in ridicolo o in castigo chi l’ha scritta! Loro se ne fregano? Bene, userò il mio caso come misura di tutte le cose relative alla parola libertà: me ne fregherò di loro e, alla luce del fatto che stanno per uscire in libreria altre otto ristampe di altrettanti miei titoli esauriti, me ne fregherò alla grande. Questo Boffo, un luridone ipocrita istigatore di odio omofono non meno di quel triste figuro di Bagnasco nelle sue criminali omelie, sul suo Avvenire dei miei insanati coglioni ha più volte sovrapposto omosessualità a pedofilia e questo basterebbe da solo a riservargli o la ghigliottina o la castrazione chimica. Certo, è pur sempre un cadere dalla padella alla brace, ma tra il malvestito Feltri (ma l’avete mai visto Ezio Mauro col vestitino della festa?) e l’azzimato checcone svelato nazicollaborazionista Boffo (difeso da “Repubblica – oh Dio del ciel son pur sempre una colomba!”) sto col primo, pur sapendo che alla prima occasione propizia si fregerà della stessa sovrapposizione infame, ma intanto scappellate a non finire. Berlusconi che minaccia la libertà di stampa la spinge a esistere, almeno a cominciare, egli è un benefattore verso quanti, sentendosi minacciati, i permalosi fanagotta, portano in primo piano, più che una virtù esercitata, una promessa di perdere il vizio di sentirsi i depositari della verità e dei suoi filtri monopolistici. “Repubblica” è il manifesto del fascismo di sinistra, punto, come ebbi a dire a Michele Serra non ieri, ma un lustro e passa fa: non ha mai mosso una riga sensata per un mio romanzo, dovevo prima entrare nel clan e sentirmi un eletto, figurarsi io! Ma che vadano pure a impiccarsi alle loro rotative ferme! Tutto ciò, s’intende, detto col cuore e la mente volti più che mai a sinistra non appena ci sarà. Oggi l’unica posizione politica davvero democratica è essere più che mai e contro Berlusconi e contro i suoi detrattori (non tutti, solo quelli italiani). E baci, atterrato or ora a M. A.B.

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E liberaci dal padre

(Frammento dell’sms di Aldo Busi del 22 giugno 2009)

Infine, io a questo punto della sua e soprattutto della nostra vita avrei una sola domanda da fare sotto giuramento a Silvio Berlusconi: “Quali sono stati e, soprattutto, quali sono i rapporti con Suo padre?”. Potrei essergli ed esserci utile più di ogni inane processo passato e a venire.


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